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Salute degli occhi e disturbi oculari

La vista è uno dei sensi che utilizziamo maggiormente e l’importanza che gli occhi rivestono nella quotidianità è nota.

Il meccanismo che consente la visione di ciò che è intorno a noi è molto complesso: la nostra vista, infatti, funziona grazie alla sinergia tra occhio e alcune parti del cervello, che insieme ci forniscono le informazioni visive.

Gli stimoli luminosi che colpiscono gli occhi, prima di arrivare alla retina passano attraverso le diverse componenti trasparenti che formano l’occhio (cornea, umor acqueo, cristallino e vitreo): un passaggio fondamentale per consentire al cervello di interpretare correttamente gli stimoli visivi.

Aver cura dei nostri occhi è importante, sia attraverso un sano stile di vita (che contribuisce a mantenerli in salute), sia sottoponendosi fin da bambini con regolarità alla visita oculistica, sia non sottovalutando eventuali segnali che indicano un disturbo a livello oculare.

Come prendersi cura della salute degli occhi e quali sono i disturbi oculari più comuni? Ne parliamo con il professor Paolo Vinciguerra, direttore di Humanitas Centro Oculistico.

Occhi: i segnali da non sottovalutare

Fin da bambini gli occhi devono essere tenuti sotto controllo attraverso regolari visite oculistiche. A seconda dell’età e delle esigenze di ciascuna persona, l’oculista fornirà le indicazioni più opportune.

Ci sono però alcuni segnali che meritano attenzione e in loro presenza è bene consultare l’oculista. Ne sono un esempio:

  • Miodesopsie o corpi mobili: immagini di piccoli corpuscoli che sembrano fluttuare davanti a noi all’interno del campo visivo. Si tratta di opacità del corpo vitreo, la massa che riempie l’interno dell’occhio; quando la luce attraversa il corpo vitreo incontrando tali addensamenti proietta ombre sulla retina disturbando la visione. Sono chiamate anche “mosche volanti” perché si muovono e oscillano nel nostro campo visivo quando spostiamo lo sguardo. Sono legate a un’alterazione del corpo vitreo dell’occhio e possono avere diverse cause, dalla degenerazione dovuta all’avanzamento dell’età, alla miopia elevata, ai traumi, alla disidratazione. Sono un fenomeno piuttosto comune, tuttavia è bene non sottovalutarle perché potrebbero anche indicare un distacco del vitreo dalla retina e pertanto meritano un approfondimento specialistico.
  • Occhi rossi: (anche detti iperemia congiuntivale) sono un disturbo molto comune, causato da una dilatazione dei vasi sanguigni, per via di irritazioni o infezioni. Nella maggior parte dei casi, le cause all’origine degli occhi rossi sono facilmente individuabili e il disturbo si risolve in un tempo relativamente breve; in altri casi l’arrossamento oculare può dipendere da lesioni, traumi o corpi estranei presenti nell’occhio; più raramente, gli occhi rossi sono da associare alla presenza di patologie anche gravi come un attacco acuto di glaucoma, uveite, cheratite, scleriti. Anche in questo caso, se il sintomo persiste è bene rivolgersi all’oculista.
  • Lacrimazione eccessiva: in presenza di irritazioni o infiammazioni a carico della superficie dell’occhio per via di infezioni, allergie, corpi estranei o altre sostanze, l’occhio produce più lacrime. La lacrimazione eccessiva può interessare uno o entrambi gli occhi e può causare l’offuscamento della vista, patologie alle palpebre e la formazione di incrostazioni delle secrezioni.
  • Visione doppia (o diplopia): quando si guarda un oggetto si vedono due immagini. Può interessare un occhio solo (diplopia monoculare) e in questo caso in genere è dovuta a irregolarità della superficie della cornea o a problemi alla cornea o alla retina o riguardare entrambi gli occhi (diplopia binoculare), la cui causa più frequente è lo strabismo, ma può essere determinata anche da problemi neurologici o muscolari.
  • Pupille di diverse dimensioni (o anicosoria): le pupille cambiano dimensione fisiologicamente per regolare la quantità di luce che entra nell’occhio: al buio infatti sono più grandi, mentre se la luce è intensa tendono a stringersi. La dilatazione e il restringimento avvengono simultaneamente per entrambe le pupille. Se però le pupille presentano dimensioni diverse tra loro potrebbero indicare un’anisocoria fisiologica, oppure un danno fisico all’occhio (trauma, infezione) o la presenza di patologie a carico dell’iride o della pupilla.
  • Dolore all’occhio: da solo o in associazione ad altri sintomi come per esempio occhi rossi, lacrimazione, gonfiore delle palpebre (occhio gonfio). Potrebbe essere riconducibile a patologie oculari come congiuntivite, uveite, glaucoma, allergie, ma anche (soprattutto se si presenta da solo) essere legato ad altre condizioni mediche (come l’infiammazione del nervo trigemino);
  • Calo della vista: può manifestarsi in diversi modi: si può vedere meno bene, vedere ombre o vedere come se si avesse una tenda sull’occhio. Può riguardare un solo occhio, entrambi o anche solo parte del campo visivo.

Occhi: i disturbi più comuni

I difetti di rifrazione: miopia, ipermetropia e astigmatismo

Per difetti di rifrazione intendiamo le patologie visive che impediscono di mettere a fuoco gli oggetti intorno a noi in modo corretto e che richiedono pertanto l’uso di occhiali da vista o lenti a contatto. Sono difetti di refrazione la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo.

La miopia e l’intervento di chirurgia refrattiva

La miopia è un difetto di rifrazione che impedisce di mettere a fuoco gli oggetti lontani. Questo si verifica perché l’immagine invece di formarsi sulla retina, si forma davanti a essa. La miopia può essere leggera da 0 a 3 diottrie e media quando il deficit visivo va da 3 a –6 diottrie, oppure grave o patologica, quando il deficit supera le -6 diottrie.

C’è una predisposizione familiare alla miopia, ma anche coloro che leggono a lungo o svolgono lavori di precisione, magari per professione, possono raggiungere gradi elevati di miopia. La miopia può essere corretta con occhiali o lenti a contatto, oppure in seguito a una visita oculistica con lo specialista, si può valutare un intervento di chirurgia refrattiva con il laser a eccimeri, o a femtosecondi, che rimodella la cornea e corregge il difetto visivo a lungo termine.

Che cos’è l’ipermetropia e come si cura

L’ipermetropia è un difetto di rifrazione che determina una fatica a vedere gli oggetti più vicini, che risultano sfocati. Vista offuscata, indolenzimento e bruciore agli occhi, affaticamento oculare, ipersensibilità alla luce, mal di testa sono i sintomi caratteristici dell’ipermetropia.

Anche l’ipermetropia può essere corretta con occhiali e lenti a contatto; le lenti utilizzate sono convesse, con lo spessore che si assottiglia verso i bordi, e strutturate per focalizzare la convergenza della luce su un unico punto di fuoco. In alcuni casi si può valutare un intervento di chirurgia refrattiva mediante laser a eccimeri.

Che cos’è l’astigmatismo e come si corregge

L’astigmatismo è un difetto di rifrazione che causa una visione distorta, sfocata e poco nitida. Può anche associarsi a miopia, ipermetropia e presbiopia.

Il disturbo si presenta a prescindere dalla vicinanza di ciò che si sta osservando, poiché è provocato dalla morfologia della cornea stessa; infatti, la cornea degli astigmatici ha una forma più ellittica, che ricorda quella di una palla da rugby (e non rotondeggiante), con ripercussioni sulla messa a fuoco di ciò che si osserva.

L’astigmatismo può essere corretto con occhiali e lenti a contatto, ma si può valutare anche la chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri.

La presbiopia: quando compare?

La presbiopia è un difetto di rifrazione in cui il cristallino perde la capacità di modificare la sua forma per consentire la messa a fuoco da vicino. Questo difetto è legato all’età e compare spesso tra i 40 e i 46 anni.

Disturbi della lacrimazione

Le ghiandole lacrimali secernono un liquido, le lacrime appunto (o film lacrimale), composte perlopiù da acqua, olii, sali e proteine e mucine.

Le lacrime non sono solo legate agli stati emotivi, ma consentono soprattutto la lubrificazione dell’occhio, permettendo alla palpebra di scorrere e all’occhio di nutrirsi. La lacrimazione inoltre protegge gli occhi da polvere, batteri ed eventuali corpi estranei.

I disturbi della lacrimazione possono manifestarsi con lacrimazione eccessiva, secchezza oculare, ostruzione dei dotti lacrimali. In presenza di uno di questi sintomi è bene evitare il fai da te (per esempio con colliri o lacrime artificiali) e rivolgersi all’oculista.

  • Lacrimazione eccessiva: si verifica in presenza di un’irritazione o di un’infiammazione della superficie dell’occhio (dovuta per esempio a infezioni, allergie, corpi estranei o altre sostanze) ed è un meccanismo di protezione oculare. Può verificarsi a tutte le età, può interessare uno o entrambi gli occhi e può causare visione offuscata, lesioni palpebrali e formazione di secrezioni. L’eventuale fuoriuscita di lacrime dal sacco congiuntivale alla pelle delle palpebre (epifora) potrebbe essere dovuto a diverse cause, come diminuzione od ostruzione del flusso di lacrime al naso, malposizioni palpebrali, infiammazione, sovrapproduzione lacrimale (più rara). In alcuni di questi casi la soluzione è chirurgica.
  • Secchezza oculare: in questo caso la lacrimazione è insufficiente e gli occhi non sono lubrificati in modo corretto. La secchezza oculare può essere dovuta a diminuzione della secrezione lacrimale, ambiente troppo secco, assunzione di farmaci per il raffreddore o l’allergia, fumo (anche passivo), trauma oculare, invecchiamento.
  • Ostruzione dei condotti lacrimali: si tratta dell’infiammazione dei canali lacrimali determinata da un restringimento (stenosi) della mucosa che li riveste. La stenosi impedisce il corretto deflusso delle lacrime e può causare infezioni dovute al ristagno lacrimale. L’ostruzione può essere congenita, (presente fin dalla nascita) o acquisita, in caso di malattia infiammatoria cronica che interessa i dotti lacrimali.

Congiuntivite

Che cos’è la congiuntivite e quali sono le cause

La congiuntivite è uno dei disturbi oculari più comuni; si tratta dell’infiammazione della congiuntiva, la sottile membrana che riveste gran parte dell’occhio e gli conferisce umidità. La congiuntivite può essere allergica, batterica o virale, infatti può essere causata da un’allergia o dalla presenza di microrganismi (batteri, miceti o virus), ma anche da un corpo estraneo (come la sabbia o la polvere), da sostanze tossiche o da farmaci.

Quali sono i sintomi della congiuntivite

La congiuntivite batterica si presenta con pus a livello dell’occhio.

La congiuntivite virale si manifesta con sintomi quali:

I sintomi della congiuntivite allergica sono:

  • prurito;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • lacrimazione;
  • gonfiore della palpebra;
  • fotofobia.

Come si cura la congiuntivite

In presenza di congiuntivite è bene rivolgersi all’oculista che durante la visita specialistica individua il tipo di congiuntivite e indica la terapia adatta che può includere colliri antivirali, antibiotici o antifungini, oppure colliri con antistaminico o cortisonico.

È bene sottolineare che le congiuntiviti virali (legate per esempio a virus influenzali), sono le più contagiose e possono essere trasmesse attraverso l’uso di cuscini o asciugamani comuni, per contatto diretto, o a causa di una scarsa igiene delle mani.

Disturbi legati all’invecchiamento

Anche gli occhi, come il resto del corpo, subiscono il processo di invecchiamento e il conseguente maggior rischio di alcune patologie legate all’avanzare dell’età, come la cataratta, la degenerazione maculare senile e il glaucoma.

Cataratta: che cos’è e come funziona l’intervento

Patologia oculare molto comune, in particolare dopo i 60 anni, la cataratta è l’opacizzazione del cristallino, la lente oculare che mette a fuoco le immagini da proiettare sulla retina. L’opacizzazione determina una riduzione significativa della vista sia in termini quantitativi sia qualitativi.

Per curare la cataratta è necessario l’intervento chirurgico, che può essere effettuato con il laser a femtosecondi. Si tratta di una procedura molto delicata che richiede attrezzature adeguate unite ad abilità e ed esperienza del chirurgo. Prima dell’intervento occorre uno screening adeguato, con esami diagnostici che valutino il quadro in maniera completa.

Che cos’è la degenerazione maculare senile e come si cura

Tra le patologie oculari più comuni dopo i 55 anni troviamo la degenerazione maculare senile.  Si tratta di un disturbo a carico della macula, l’area centrale della retina. La degenerazione maculare senile determina la perdita progressiva della visione centrale, con importanti ripercussioni sull’autonomia di chi ne soffre.

Se ne distingue una forma non essudativa o “secca” da una forma essudativa o “umida“. La prima vede la comparsa di lesioni chiamate drusen (accumuli di detriti cellulari) e aree di atrofia, mentre la forma umida – oltre alle lesioni – si caratterizza per la formazione di nuovi vasi sotto la retina.

Inizialmente può essere utile l’assunzione di vitamine antiossidanti e integratori minerali per rallentare la progressione della malattia.

La forma umida richiede iniezioni intravitreali di farmaci che inibiscono il VEGF, il fattore di crescita che stimola la formazione di nuovi vasi e favorisce la fuoriuscita di fluido dai vasi stessi.

Glaucoma: quali sono i sintomi e quali sono i trattamenti

Il glaucoma determina il deterioramento del nervo ottico, deputato alla trasmissione delle informazioni dalla retina al cervello. È la seconda causa di disabilità visiva ed è dovuto soprattutto alle conseguenze dell’aumento della pressione interna dell’occhio.

Il glaucoma è molto pericoloso poiché la sua presenza è spesso asintomatica e i pazienti arrivano dall’oculista nelle fasi terminali di malattia. I controlli oculistici periodici sono indispensabili.

Il principale sintomo del glaucoma è la riduzione del campo visivo, in particolare della visione periferica, e le prime avvisaglie si riscontrano spesso alla guida o quando si legge.

Le difficoltà visive causate dal glaucoma sono permanenti, pertanto è fondamentale individuare la malattia agli stadi iniziali. Il trattamento prevede terapia farmacologica o trattamento chirurgico, a seconda dello stadio della patologia e delle condizioni della persona.

La sindrome da visione da computer

Si stima che circa il 70-90% delle persone che lavorano quotidianamente davanti a schermi elettronici (PC, tablet, smartphone ecc.) soffra di sindrome da visione da computer (o CVS), un insieme di sintomi di varia natura (visiva, neurologica e motoria) che si è acuito con il lavoro da remoto. Le prime ricerche su questa sindrome sono state condotte oltre 65 anni fa, e con il passare del tempo i ricercatori hanno scoperto diversi fattori che inducono all’insorgenza della stessa. Al di là di una predisposizione personale, infatti, concorrono anche altri fattori, quali:

  • Emissione di luce blu da parte degli schermi elettronici, che affatica la vista.
  • Scarsa risoluzione dei monitor usati.
  • Movimenti delle palpebre meno frequenti. Infatti, basti pensare che normalmente sbattiamo gli occhi tra le 17 e le 20 volte al minuto, mentre davanti a uno schermo sperimentiamo una riduzione notevole, arrivando a movimenti di apertura e chiusura degli occhi limitati alle 12-15 volte al minuto, con ovvie ripercussioni sulla vista.

La salute degli occhi non deve essere trascurata ed è per questo necessario adottare le dovute precauzioni per tutelarla e ridurre il rischio di un abbassamento della vista che si fa ancora più consistente con l’avanzare dell’età. Il cristallino (la porzione oculare che mette a fuoco gli oggetti vicini) perde infatti parte della propria elasticità naturale con l’invecchiamento, quindi diventa meno capace di tornare rapidamente al proprio stato di riposo e di mettere a fuoco tramite il movimento dei muscoli ciliari.

Quali sono i sintomi della sindrome da visione da computer?

I sintomi possono essere di natura temporanea e solitamente si presentano dopo aver lavorato 2-3 ore davanti a uno schermo e comprendono:

  • Bruciore gli occhi
  • Affaticamento della vista
  • Mal di testa frequenti
  • Dolore al collo
  • Visione offuscata o sdoppiata
  • Prurito agli occhi
  • Secchezza oculare
  • Calo della concentrazione
  • Sensazione di disagio.

Come prevenire la sindrome da visione da computer?

La sindrome, per quanto fastidiosa, non è pericolosa in sé, tuttavia la prevenzione resta importante per garantire la salute degli occhi. Pertanto è consigliabile:

  • Distogliere regolarmente lo sguardo dallo schermo per rivolgerlo verso un punto a una distanza maggiore. Ad esempio, si suggerisce che, per ogni ora passata davanti a uno schermo, lo si faccia per dieci minuti. Alzarsi e muoversi un po’ apporta dei benefici anche al collo.
  • Usare occhiali filtranti che tutelano dalla luce blu se lo schermo emette radiazioni ultraviolette, dannose per la vista. Gli schermi moderni, però, solitamente non emettono più queste radiazioni;
  • Usare gli occhiali se necessario.
  • Fare pause durante le sessioni di lavoro.
  • Disporre di un’illuminazione adeguata che agevoli la vista. Nello specifico, lo schermo deve essere appena più luminoso dell’ambiente circostante, che idealmente dovrebbe essere privo di riflessi.
  • Usare schermi ad alta definizione.
  • Tenere il monitor a 50-70 centimetri di distanza, in modo che il bordo superiore sia all’altezza degli occhi. La testa dovrebbe essere leggermente inclinata verso il basso.
  • Usare, eventualmente, software appositi che rendono la luce emessa dai monitor più gialla.
  • Migliorare la propria postura, ad esempio tenendo spalle e testa all’indietro durante l’uso di smartphone ed evitando di avvicinare il volto allo schermo per privilegiare il movimento opposto.

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