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Humanitas Research Hospital

Humanitas è un ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario.
All’interno del policlinico, accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, si fondono centri specializzati per la cura dei tumori, delle malattie cardiovascolari, neurologiche ed ortopediche, oltre a un Centro Oculistico e a un Fertility Center.
Humanitas è inoltre dotato di un Pronto Soccorso EAS ad elevata specializzazione.

La Qualità della cura e dell’assistenza è il primo obiettivo di Humanitas, con l’intento di favorire un miglioramento continuo, a beneficio dei pazienti. Qualità significa anche capacità di analisi, per misurarci e migliorare in modo trasparente e innovativo, equilibrando efficacia clinica,
esperienza del paziente e sostenibilità.
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Centri

Dipartimenti e Unità Operative

Dipartimenti di Chirurgia Generale

Direttore Prof. Guido Torzilli

7 Unità Operative

Dipartimento di Area Cancer

Direttore Prof. Armando Santoro

5 Unità Operative

Chirurgie Specialistiche

4 Unità Operative

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Direttore Prof. Savino Bruno

7 Unità Operative

Dipartimento di Riabilitazione e Recupero Funzionale

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4 Unità Operative

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4 Unità Operative

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Direttore Michela Matteoli

5 Unità Operative

Dipartimento di Diagnostica per Immagini

Direttore Dott. Luca Balzarini

4 Unità Operative

Dipartimento di Ginecologia e Medicina della Riproduzione

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2 Unità Operative

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Area Laboratori

2 Unità Operative

Humanitas News

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Allergie: ne soffre il 40% degli adolescenti e quasi il 20% degli adulti

Ogni anno almeno una nuova allergia colpisce quasi un adulto su cinque, pari al 19,5% degli italiani, e un giovane sotto i 30 anni ogni quattro. È uno dei dati riferiti da una recente ricerca di Assosalute – l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione.

Lo studio rivela inoltre che soffre di allergie il 40% degli adolescenti, percentuale che potrebbe arrivare al 50% entro il 2022.

Ne ha parlato in un’intervista il prof. Giorgio Walter Canonica, responsabile del Centro di medicina personalizzata Asma e allergie dell’ Immuno Center di Humanitas, ricordando che “l’allergia rappresenta una riposta anomala a determinate sostanze, che scatena una serie di reazioni fastidiose”. “Se in primavera molti soggetti manifestano reazioni allergiche ai pollini, con conseguente raffreddore da fieno e riniti, è importante non dimenticare che le allergie possono seguirci anche in casa e che esistono dei semplici accorgimenti da adottare per evitarlo – ha poi aggiunto il professore, anche presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica – . Numerose sono le sostanze nelle nostre abitazioni che possono infatti indurre, nei soggetti sensibili, disturbi respiratori ma anche, in certi casi, reazioni cutanee”.

Come il nostro corpo reagisce agli allergeni 

“Quando i pollini entrano in contatto con le mucose di occhi, naso, gola, il loro involucro protettivo esterno viene “sciolto” a causa dell’umidità e vengono liberate le proteine presenti all’interno, i cosiddetti allergeni, in genere innocui per la maggior parte delle persone”.

“Può accadere, però, che il sistema immunitario, cioè lo ‘scudo’ che difende il nostro organismo dagli attacchi di virus e batteri – ha spiegato ancora il professore – identifichi erroneamente gli allergeni come potenzialmente nocivi, reagendo in maniera eccessiva per combatterli e formando, attraverso una serie di complessi passaggi, anticorpi specifici, le immunoglobuline E (IgE). Così, ogni volta che l’organismo entra in contatto con il medesimo allergene, alcune cellule del sistema immunitario, i mastociti, rilasciano l’istamina, la sostanza responsabile dei classici disturbi allergici”.

 

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Prof. Alberto Mantovani racconta le sfide della ricerca a Wired Health 2019

Si è servito dell’arte e delle sue iconografie per spiegare in modo semplice e coinvolgente quali sono le più promettenti prospettive della ricerca medica, anche e soprattutto in relazione ai recenti sviluppi tecnologici. Intervenuto al convegno organizzato da Wired Italia in collaborazione con Humanitas che si è svolto nello spazio di Base Milano durante la Milano Digital Week, il professor Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas, ha raccontato le sfide della ricerca, sottolineando come senza l’approccio computazionale reso possibile dall’innovazione tecnologica, la medicina non avrebbe potuto fare gli straordinari passi avanti che sono stati compiuti negli ultimi anni e che devono essere portati avanti nel futuro che ancora ci aspetta.

Il sistema immunitario: una grande orchestra i cui suonatori sono ancora da decifrare

In questa direzione, se molto è già stato fatto è proprio grazie al professor Mantovani, illustre ricercatore italiano che ha portato alto l’onore dell’Italia nel mondo nell’ambito della ricerca medica e che alla platea riunita da Wired Italia in occasione della Milano Digital Week ha spiegato come il sistema immunitario possa essere visto come una complessa orchestra di cui ancora non sono stati scoperti tutti gli orchestrali.
“I ricercatori – ha detto il professore – sono tuttora impegnati in una complessa opera di decifrazione di questo sistema che, per numero di cellule coinvolte e per l’importanza delle sue funzioni nel corpo umano, è una sorta di alter ego del sistema nervoso”. A guidare la scoperta di nuove sezioni del sistema immunitario c’è naturalmente la tecnologia, grazie alla quale vengono analizzati e messi in relazione dati da cui altrimenti non sarebbe possibile trarre nuove conoscenze.

Alla ricerca di un nuovo atlante del corpo umano al servizio della terapia immunologica

Grazie agli anticorpi monoclonali è stato possibile avviare un protocollo di cure che ad oggi sono primarie nel trattamento dei tumori del colon e della mammella, soprattutto quando questi ultimi non rispondono adeguatamente alle terapie tradizionali.
La nuova frontiera delle ricerca contro il cancro è infatti rappresentata primariamente dalla terapia immunologica, un sogno che la medicina ha da 100 anni e del cui recente sviluppo il direttore scientifico di Humanitas è stato indubbio protagonista.

Due milioni e mezzo di vite all’anno salvate dai vaccini

“Oltre allo sviluppo delle terapie immunologiche che ad oggi sono la nuova frontiera della lotta contro i tumori, un’altra interessante sfida della ricerca di oggi è rappresentata dai vaccini – ha affermato Mantovani -: oggi salvano 2 milioni e mezzo di vite all’anno, 5 vite al minuto. Nonostante i grandi risultati già ottenuti, la potenzialità di questi strumenti di cura e prevenzione sono ancora da approfondire”.
Un problema da risolvere, per esempio, riguarda come esportare quella che il professore ha definito “una conquista della civiltà umana”, e farla arrivare ad 1 milione e mezzo di bambini che ancora muoiono nel mondo ogni anno per la loro assenza.

L’approccio computazionale

In qualunque nuovo settore della ricerca medica, la novità vincente riguarda la possibilità di trattare interi settori, come ad esempio l’immunologia tradizionale o la genomica, con una nuova modalità operativa: l’approccio computazionale. Grazie alla capacità di sintetizzare un enorme volume di dati, la medicina tradizionale ha infatti subito una rivoluzione che senza la tecnologia non sarebbe mai stata possibile.

 

Photo credit: WiredItalia e WiredHealth2019

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