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Humanitas Research Hospital

Humanitas è un ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario.
All’interno del policlinico, accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, si fondono centri specializzati per la cura dei tumori, delle malattie cardiovascolari, neurologiche ed ortopediche, oltre a un Centro Oculistico e a un Fertility Center.
Humanitas è inoltre dotato di un Pronto Soccorso EAS ad elevata specializzazione.

La Qualità della cura e dell’assistenza è il primo obiettivo di Humanitas, con l’intento di favorire un miglioramento continuo, a beneficio dei pazienti. Qualità significa anche capacità di analisi, per misurarci e migliorare in modo trasparente e innovativo, equilibrando efficacia clinica,
esperienza del paziente e sostenibilità.
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Centri

Dipartimenti e Unità Operative

Dipartimento Cardiovascolare

Direttore Prof. Gianluigi Condorelli

8 Unità Operative

Dipartimenti di Chirurgia Generale

Direttore Prof. Guido Torzilli

7 Unità Operative

Dipartimento di Area Cancer

Direttore Prof. Armando Santoro

5 Unità Operative

Chirurgie Specialistiche

4 Unità Operative

Dipartimento di Medicina Interna

Direttore Prof. Savino Bruno

7 Unità Operative

Dipartimento di Riabilitazione e Recupero Funzionale

Direttore Dott. Stefano Respizzi

4 Unità Operative

Dipartimento di Gastroenterologia

Direttore Prof. Alberto Carlo Piero Malesci

4 Unità Operative

Dipartimento di Area Neurologica

Direttore Michela Matteoli

5 Unità Operative

Dipartimento di Diagnostica per Immagini

Direttore Dott. Luca Balzarini

4 Unità Operative

Dipartimento di Ginecologia e Medicina della Riproduzione

Direttore Prof. Paolo Emanuele Levi-Setti

2 Unità Operative

Area Ortopedie

9 Unità Operative

Area Laboratori

2 Unità Operative

Humanitas News

Humanitas News

Poliposi nasale: i consigli degli esperti, mai sottovalutare i primi sintomi

La poliposi nasale  “indica la presenza di un’infiammazione fuori controllo a livello nasale”, ha spiegato il dottor Luca Malvezzi, specialista in Otorinolaringoiatra e Chirurgia Cervico Facciale in Humanitas, durante un’intervista radiofonica.

Una patologia che incide “in modo drammatico sulla qualità della vita di chi ne soffre” e che interessa circa l’8% della popolazione europea. 

Quali sintomi e chi ne soffre

La poliposi nasale è spesso correlata all’asma e alla rinite allergica e in molti casi “colpisce persone già fragili a livello di vie respiratorie”, ha spiegato Malvezzi.

Tra i sintomi principali ci sono difficoltà e ostruzione delle vie respiratorie, muco, perdita dell’olfatto e mal di testa.

Sono sintomi che inizialmente tendono a non preoccupare i pazienti, ma il rischio è vengano sottovalutati: “se si ha, ad esempio, un raffreddore che si prolunga oltre i dieci giorni serve rivolgersi ad un otorino. Non si devono sottovalutare questo tipo di sintomi”, ha spiegato ancora il dottore. “E il mio consiglio è di rivolgersi a grossi centri clinici, perché la visione clinica e multidiscliplinare è fondamentale oggi”, ha suggerito ancora Malvezzi.

Le cure: terapia o chirurgia

“Essere visitati da più specialisti, che completano il quadro clinico e diagnosticano poi la terapia è molto importante” e soprattutto bisogna “evitare cure fai-da-te con cortisonici o farmaci vaso costrittori: sono farmaci drammaticamente utilizzati in Italia, che vengono venduti senza prescrizione medica, ma che hanno effetti collaterali importanti e ma possono essere nocivi su lungo periodo”, ha spiegato il dott. Malvezzi.

Per molto tempo si è preferito intervenire in modo chirurgico per risolvere il problema della poliposi nasale. Ancora oggi, certamente, la chirurgia in alcuni casi risulta essere necessaria. Tuttavia, “oggi è molto importante lo studio approfondito del paziente” perché “ognuno di loro ha caratteristiche immunologiche diverse: deve essere studiato a livello nasale e polmonare, bisogna capire qual è il suo assetto immunologico e quali sono, in caso, le allergie che manifesta”. “Parliamo di medicina di precisione, per poter garantire al paziente un intervento personalizzato e terapia targhettizata”, ha concluso Malvezzi.

 

 

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Dermatite atopica, un nuovo farmaco biologico migliora la qualità di vita

La dermatite atopica è una patologia infiammatoria cronica della pelle che può insorgere sia durante l’infanzia che negli adulti e negli anziani. Viene comunemente chiamata anche eczema costituzionale e si manifesta con la formazione improvvisa di cute secca e pruriginosa e di chiazze rosse con vescicole.

In Italia soffrono di questa patologia circa 35mila persone, di cui 8mila sono colpiti da una forma grave. Da qualche mese, dopo l’autorizzazione da parte dell’Aifa, è in commercio un nuovo farmaco per la cura della dermatite atopica. Ne ha parlato in un’intervista il prof. Antonio Costanzo, responsabile dell’Unità operativa di Dermatologia dell’Istituto Clinico Humanitas.

Dupilumab, una nuova soluzione

Il Dupilumab, riconosciuto pochi mesi fa dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) tra i farmaci innovativi, è il primo farmaco biologico e non oncologico indicato per il trattamento di pazienti adulti con dermatite atopica da moderata a grave.

Il farmaco promette di migliorare la qualità di vita dei pazienti e di allietare i fastidi dei pazienti, in particolare il forte prurito e le lesioni che si presentano in diverse parti del corpo, già dopo le prime somministrazioni.

Come si somministra?

”Parliamo di iniezioni sottocutanee da effettuarsi ogni 15 giorni – ha spiegato Antonio Costanzo, responsabile dell’Unità operativa di Dermatologia dell’Istituto Clinico Humanitas -. Il bilancio sull’efficacia del farmaco nel paziente si effettua dopo 12-16 settimane, ma spesso chi soffre della patologia nota i primi miglioramenti significativi già dopo un mese”, ha chiarito. 

Il farmaco, che è un anticorpo monoclonale, “è specificatamente progettato per inibire contemporaneamente la segnalazione delle interleuchine 4 e 13, fattori infiammatori chiave – ha spiegato Costanzo -. Questo permette di ottenere rapidamente e mantenere nel tempo miglioramenti significativi sulle tre dimensioni della dermatite atopica: lesioni, prurito e qualità di vita”, ha concluso il professore.

 

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