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Humanitas Research Hospital

Humanitas è un ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario.
All’interno del policlinico, accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, si fondono centri specializzati per la cura dei tumori, delle malattie cardiovascolari, neurologiche ed ortopediche, oltre a un Centro Oculistico e a un Fertility Center.
Humanitas è inoltre dotato di un Pronto Soccorso EAS ad elevata specializzazione.

La Qualità della cura e dell’assistenza è il primo obiettivo di Humanitas, con l’intento di favorire un miglioramento continuo, a beneficio dei pazienti. Qualità significa anche capacità di analisi, per misurarci e migliorare in modo trasparente e innovativo, equilibrando efficacia clinica,
esperienza del paziente e sostenibilità.
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Centri

Dipartimenti e Unità Operative

Dipartimenti di Chirurgia Generale

Direttore Prof. Guido Torzilli

7 Unità Operative

Dipartimento di Area Cancer

Direttore Prof. Armando Santoro

5 Unità Operative

Chirurgie Specialistiche

4 Unità Operative

Dipartimento di Medicina Interna

7 Unità Operative

Dipartimento di Riabilitazione e Recupero Funzionale

Direttore Dott. Stefano Respizzi

4 Unità Operative

Dipartimento di Gastroenterologia

Direttore Prof. Alberto Carlo Piero Malesci

4 Unità Operative

Dipartimento di Area Neurologica

Direttore Michela Matteoli

5 Unità Operative

Dipartimento di Diagnostica per Immagini

Direttore Dott. Luca Balzarini

5 Unità Operative

Dipartimento di Ginecologia e Medicina della Riproduzione

Direttore Prof. Paolo Emanuele Levi-Setti

2 Unità Operative

Area Ortopedie

9 Unità Operative

Area Laboratori

2 Unità Operative

Humanitas News

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Medicina innovativa e salute globale: inaugurato l’Anno Accademico 2019/20 di Humanitas University

Ampliare gli orizzonti, le competenze e le sensibilità dei futuri professionisti della salute attraverso la condivisione di esperienze e testimonianze di impegno in parti del mondo molto diverse e critiche, come l’Africa. Con questa sfida Humanitas University ha inaugurato il suo sesto Anno Accademico.

“Per un Ateneo come il nostro, che ha fatto dell’innovazione e della tecnologia un elemento distintivo – spiega Gianfelice Rocca, Presidente di Humanitas – quest’apertura di Anno Accademico focalizzata sull’Africa rappresenta un importante momento di riflessione sulla necessità e la capacità di essere innovativi anche in contesti molto differenti. L’Africa è oggi una frontiera, perché lì vive – e sempre più si concentrerà in futuro – gran parte della popolazione mondiale. È una terra di sfide: demografiche, geopolitiche, sanitarie e di innovazione. Sfide che – mi auguro – i futuri professionisti della salute che formiamo possano cogliere, portando il loro contributo. Penso per esempio agli studenti di MEDTEC School e al loro possibile ruolo in una Medicina che, grazie alla tecnologia, trova strade di innovazione che rispondono ai bisogni di un territorio così profondamente diverso dal nostro”.

Il progetto Bangui in Africa

Ospiti d’onore Don Dante Carraro, Direttore CUAMM – Medici con l’Africa, e Mariella Enoc, Presidente dell’Ospedale Bambino Gesù, con cui Humanitas University collabora dal 2018 sul fronte didattico per il Progetto Bangui, nato in seguito all’appello del Papa di aiutare l’ospedale pediatrico del paese Centroafricano. Humanitas University, in particolare, supporta il progetto occupandosi di alcuni corsi della Facoltà di Medicina e della Scuola di specializzazione in Pediatria. Anima del progetto la dottoressa Maria Grazia Bordoni che ha coinvolto molti medici, docenti e professionisti che si sono impegnati anche individualmente dedicandosi agli altri e rappresentando la vera essenza del loro lavoro. Questa collaborazione continuerà anche nel nuovo anno accademico, nel corso del quale medici e docenti di Humanitas University terranno corsi di tecniche chirurgiche e di lavoro in gruppo e leadership a Bangui. Inoltre, da febbraio a maggio 2010, due laureati dell’Università di Bangui verranno in Humanitas per un approfondimento sulla diagnostica per immagini.

“Come istituzione abbiamo il dovere di raccogliere la sfida di comprendere i bisogni dei pazienti e formare professionisti della salute in grado di agire con efficacia in qualunque parte del mondo – spiega il Rettore di Humanitas UniversityMarco Montorsi -, dunque pronti e aperti a mettere in discussione quello che hanno imparato per adattarlo in funzione dei diversi scenari che si troveranno ad affrontare, siano essi in Italia o altrove”.

Humanitas University: positivo il bilancio dei primi sei anni

L’apertura del nuovo Anno Accademico ha visto la presenza del Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, del Sindaco di Milano Giuseppe Sala e del sindaco di Pieve Emanuele Paolo Festa.

“Il bilancio dei nostri primi sei anni di vita è molto positivo: siamo cresciuti e abbiamo continuato a investire per innovare – continua Marco Montorsi –. La forte sinergia e integrazione con il mondo della clinica e della Ricerca ci ha consentito di alimentare un circolo virtuoso che ha portato ad attrarre docenti e ricercatori di grande esperienza e valore, grazie alla possibilità di inserirsi in un contesto internazionale di grande valore e riconosciuto in tutta Europa.

È cresciuto il numero di studenti, dai primi 100 pionieri del 2014 ad oltre 1.400 ragazzi, abbiamo avviato nuovi Corsi di Laurea, ultimo nato MEDTEC School sviluppato con un partner di eccellenza come il Politecnico di Milano. Sul fronte della formazione post-laurea, siamo sede di numerose scuole di specializzazione, PhD e Master. Inoltre, il nostro Simulation Center si è appena arricchito del nuovo “CUBE”, uno spazio di tecnologia e condivisione delle conoscenze dedicato agli specializzandi, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, equipaggiato con le più avanzate tecnologie come simulatori artroscopici e laparoscopia, postazioni per esercitarsi con suture e simulatori per la gestione delle vie aeree e delle emergenze”.

Humanitas University

Il 2019/2020 è il sesto anno di attività di Humanitas University, Ateneo dedicato alle Life Sciences strettamente integrato con l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, ospedale e centro di ricerca. Caratteristica di Humanitas University, dove l’insegnamento della Medicina è condotto interamente in lingua inglese, è il respiro internazionale. La visiting faculty include Premi Nobel per la Medicina e ricercatori di fama internazionale. Oltre al corso di Medicina internazionale e al nuovo MEDTEC School, sviluppato insieme al Politecnico di Milano, è presente anche un corso di laurea in Infermieristica, attivo anche presso la sede di Bergamo, e un corso di Laurea in Fisioterapia. Abbiamo oltre 1.200 studenti e il 36% è straniero.

Le lezioni si tengono nel nuovo Campus, concepito secondo i più moderni standard in termini di tecnologia e comfort ambientale, tali da promuovere le occasioni di incontro e di scambio tra docenti, ricercatori e giovani allievi provenienti da ogni parte del mondo. Il nuovo complesso è formato attualmente da 4 edifici per 25 mila mq.

Fiore all’occhiello del Campus è il Simulation Lab, che include il Mario Luzzatto Simulation Center e un Anatomy Lab: uno spazio altamente tecnologico di oltre 2.000 mq, tra i più grandi in Europa, a disposizione di studenti, specializzandi e professionisti della salute, che possono formarsi sulla base dei diversi livelli di specializzazione e complessità.

 

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FLU Challenge: la sfida contro l’influenza parte dagli operatori sanitari

L’influenza è spesso sottovalutata dalla popolazione italiana, in realtà rappresenta una delle principali cause di morte fra le malattie infettiveIl 90% dei decessi si registra fra gli anziani, spesso a causa anche di complicanze polmonari e cardiache, che ne determinano l’ospedalizzazione. Solo in Italia, lo scorso anno l’influenza ha colpito 8 milioni di persone, con circa 800 casi gravi e 200 decessi evitabili

“Questi dati non devono destare allarmismo o preoccupazione nella popolazione sana – ha spiegato il professor Walter Ricciardi, direttore del Dipartimento di Scienze della Salute della donna, del bambino e di sanità pubblica del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma e presidente di MIRO Public Health, centro interuniversitario Humanitas University-Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma -. Chi deve tenere alta l’attenzione sono i soggetti a rischio e le categorie più fragili, come i bambini piccoli, gli over 65 e coloro che sono affetti da patologie croniche di natura sia respiratoria sia cardiaca. Per questi soggetti il vaccino antinfluenzale costituisce, senza ombra di dubbio, un salvavita”. 

Humanitas e Policlinico Universitario A. Gemelli in prima linea per promuovere la vaccinazione di medici e infermieri

Un’altra categoria che gioca un ruolo chiave nella battaglia contro la diffusione del virus influenzale sono gli operatori sanitari. I dati però evidenziano come questa categoria professionale arrivi, a fatica, a sfiorare il 15% dell’immunizzazione totale.

“Sono ancora troppo pochi gli operatori sanitari italiani che si vaccinano contro l’influenza e il dato è sconcertante – ha proseguito Ricciardi -. Medici, infermieri, personale volontario e tutte le figure che lavorano in ospedale dovrebbero sottoporsi a queste procedure preventive perché è fondamentale contenere quanto più possibile ripercussioni negative per la salute, non solo dei diretti interessati, ma soprattutto degli assistiti”.

Per questo motivo, due strutture d’eccellenza della sanità italiana come l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, che in questi anni hanno registrato performance di vaccinazione anti-influenzale sopra alla media nazionale, hanno deciso di lanciarsi una flu-challenge, una sfida virtuosa per raggiungere l’ambizioso obiettivo di incrementare ulteriormente le coperture dello scorso anno.

“Vaccinarsi contro l’influenza è un tema di Sanità pubblica che assume un’importanza del tutto peculiare all’interno delle comunità ospedaliere – spiega il dottor Michele Lagioia, Direttore Sanitario di Humanitas -. Ci vacciniamo, in generale, con la convinzione di prevenire una fastidiosa malattia di stagione e siamo meno orientati, anche fra professionisti sanitari, sull’importanza della vaccinazione anti-influenzale come protezione da assicurare ai nostri pazienti, in particolare ai più fragili. In Humanitas crediamo fermamente in questo strumento di prevenzione, e speriamo che questa sfida virtuosa possa aiutarci a fare molto di più, alzando ulteriormente il tasso di vaccinazione della nostra comunità di professionisti e contagiando altre realtà nazionali”.

Una sfida lunga 8 settimane contro la trasmissione di patogeni e virus

L’obiettivo della sfida, che vedrà impegnati i due ospedali in una “partita” lunga 8 settimane, sarà quello di porre l’attenzione sull’importanza della vaccinazione strumento fondamentale non solo per ridurre in modo sostanziale il rischio di acquisire l’influenza, ma per evitare la trasmissione dei patogeni ai pazienti delle strutture sanitarie, con esiti che in alcuni casi potrebbero risultare fatali in persone con uno stato di salute compromesso.

I dati relativi al tasso di vaccinazione influenzale nelle due strutture ospedaliere saranno settimanalmente resi pubblici sulla intranet aziendale – e a periodicità definita anche sui siti web dei 2 ospedali – in maniera standardizzata e per specifiche categorie professionali: medici, infermieri e altre professioni sanitarie, studenti e specializzandi.

“Oltre che per tutelare se stesso e gli assistiti – spiega il Direttore Sanitario del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS Andrea Cambieri – l’operatore sanitario ha il dovere di vaccinarsi contro malattie infettive prevenibili anche per garantire l’operatività del sistema assistenziale durante i periodi di epidemia.”

FLU Challenge, che prende il via oggi, è uno dei primi progetti del Centro interuniversitario MIRO Public Health, nato dall’accordo tra Humanitas University e Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma. L’obiettivo della collaborazione è promuovere, organizzare e coordinare progetti di ricerca nazionali e internazionali e attività di alta formazione per i professionisti nel campo della Sanità. Tra le varie attività del Centro, la realizzazione di accordi di collaborazione e scambio con analoghi Centri di ricerca, l’organizzazione di incontri di formazione, seminari e convegni, l’attribuzione di borse di studio, assegni e contratti di ricerca su specifici progetti.

 

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