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Humanitas Research Hospital

Humanitas è un ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario.
All’interno del policlinico, accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, si fondono centri specializzati per la cura dei tumori, delle malattie cardiovascolari, neurologiche ed ortopediche, oltre a un Centro Oculistico e a un Fertility Center.
Humanitas è inoltre dotato di un Pronto Soccorso EAS ad elevata specializzazione.

La Qualità della cura e dell’assistenza è il primo obiettivo di Humanitas, con l’intento di favorire un miglioramento continuo, a beneficio dei pazienti. Qualità significa anche capacità di analisi, per misurarci e migliorare in modo trasparente e innovativo, equilibrando efficacia clinica,
esperienza del paziente e sostenibilità.
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Centri

Dipartimenti e Unità Operative

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Direttore Prof. Gianluigi Condorelli

8 Unità Operative

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Direttore Prof. Guido Torzilli

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4 Unità Operative

Dipartimento di Area Neurologica

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Direttore Prof. Paolo Emanuele Levi-Setti

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9 Unità Operative

Area Laboratori

2 Unità Operative

Humanitas News

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Polipi e tumori del colon-retto: interventi sempre meno invasivi, un corso in Humanitas University per la tecnica chirurgica TAMIS

La chirurgia transanale mininvasiva, nota anche con l’acronico TAMIS (dall’inglese Transanal Minimally Invasive Surgery) è stata al centro di un corso dedicato in Humanitas University. Si tratta di una tecnica chirurgica altamente specializzata per rimuovere polipi e alcuni tumori del colon-retto con un approccio minimamente invasivo.

Ne abbiamo parlato con il Prof. Antonino Spinelli, responsabile di Chirurgia del Colon e del Retto in Humanitas e docente di Humanitas University.

La TAMIS: mini-invasiva e conservativa

La Transanal Minimally Invasive Surgery è una tecnica chirurgica, utilizzata dal 2010, che grazie alla mini-invansione offre la possibilità di un trattamento sicuro nell’asportazione di tumori localizzati nel retto, l’ultimo tratto dell’intestino prima dell’ano, evitando al paziente i disagi e rischi di un intervento chirurgico classico solitamente molto più invasivo, siccome richiede un accesso dall’esterno, con taglio chirurgico e successiva rimozione del tratto di intestino interessato dal tumore.

“La tecnica TAMIS è una procedura il cui accesso alla sede dell’intervento avviene tramite orifizi naturali (in questo caso l’ano), senza bisogno di incisioni chirurgiche”, ha spiegato il professor Antonino Spinelli. “Permette inoltre un importante risparmio d’organo, poiché rimuove solo i tessuti danneggiati, lasciando il resto dell’intestino intatto. Il paziente non subisce il taglio e asportazione di una parte del retto, intervento complesso e a seguito del quale è maggiore il rischio di complicanze, oltre alla possibilità di dover confezionare una deviazione intestinale con un orifizio esterno, temporanea o permanente, che porta con sé un impatto impor- tante sulla qualità di vita del paziente”, ha concluso Spinelli.

Chirurghi a lezione di teoria e pratica con esperti

Proprio il professor Spinelli è stato il direttore del corso sulla tecnica chirurgica TAMIS, che si è tenuto in Humanitas. Insieme a lui due esperti di fama internazionale: il dottor Roel Hompes, del Dipartimento di Chirurgia Colorettale all’Academic Medical Center Amsterdam, e il professor Roberto Persiani, responsabile UOS Chirurgia Oncologia Mini-invasiva dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma. 

Obiettivo del corso era fornire i principi e le abilità tecniche di base per potersi approcciare a questa nuova procedura. 

Accanto a un approfondimento di temi quali la storia della TAMIS, come impostare la sua esecuzione (strumentazione, tecniche, suturazione), il ruolo per le lesioni benigne e il suo utilizzo per il trattamento di tumori del retto precoci (tema illustrato dal professor Spinelli), è stato dato spazio anche agli aspetti più pratici, con l’utilizzo di video e modelli bio-logici su cui i partecipanti al corso hanno potuto esercitarsi.


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Neoplasie ematologiche: un test del sangue per lo screening di pazienti a rischio e studiare mutazioni associate a leucemie e tumori

Humanitas capofila in uno studio europeo, insieme a Rete Ematologica Lombarda e al MLL Leukemia Laboratory di Monaco di Baviera, che ha portato allo sviluppo di un esame diagnostico per lo screening di pazienti a rischio di sviluppare neoplasie mieloidi, un test in grado di ricercare la presenza di mutazioni collegate a tali forme tumorali.

“Le neoplasie mieloidi sono un gruppo eterogeneo di neoplasie, più frequenti nella popolazione anziana, che originano dalla cellula staminale precursore di cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi o piastrine), e includono leucemie acute, sindromi mielodisplastiche e malattie mieloproliferative croniche”, ha spiegato il Prof. Matteo Della Porta, Responsabile della sezione leucemie e mielodisplasie in Humanitas e docente di Humanitas University.

Lo studio delle modifiche del DNA collegate alle neoplasie ematologiche potrebbe indirizzare verso una diagnosi più precoce e un trattamento specifico nel singolo paziente. Sono state individuate diverse mutazioni associate al rischio di sviluppare forme tumorali. “Le mutazioni sono il risultato del processo di invecchiamento della cellula staminale emopoietica, in cui i meccanismi di riparazione dei difetti del DNA risultano progressivamente meno efficienti con l’avanzare dell’età”, ha chiarito Della Porta. “Queste mutazioni iniziali portano alla proliferazione delle cellule malate, portatrici della mutazione iniziale, che sostituiscono quelle sane e acquisiscono via via nuove mutazioni che determinano la comparsa della malattia, in un processo che può durare anche diversi anni”.

Diagnosi precoce e la giusta terapia

“Gli studi effettuati negli ultimi anni indicano come l’identificazione delle basi molecolari delle malattie del sangue consenta di individuare nuovi strumenti diagnostici e prognostici e di sviluppare nuove terapie”, ha proseguito Della Porta. “Sono stati compiuti alcuni passi significativi nella comprensione della biologia delle neoplasie mieloidi in seguito alla disponibilità di tecnologie di nuova generazione per l’analisi del DNA e la ricerca di mutazioni nei geni. Alcune di queste scoperte hanno consentito lo sviluppo di programmi di medicina personalizzata, in cui la definizione della base genetica della malattia nel singolo paziente consente di definire il trattamento più efficace a livello individuale”.

Identificare le persone a rischio 

L’analisi delle mutazioni collegate alle forme tumorali delle cellule del sangue permette di identificare le persone con un rischio maggiore. Il nuovo test, messo a punto da Humanitas e Rete Ematologica Lombarda con il sostegno del MLL Leukemia Laboratory di Monaco, permette di cercare mutazioni in 72 geni associati al rischio di sviluppo di neoplasie mieloidi a partire da un semplice prelievo di sangue.

 “Conoscere in anticipo questi fattori di rischio che possono preludere allo sviluppo di tali tumori negli anni successivi è di estrema importanza nell’immediato, per sottoporre questi individui a una sorveglianza clinica attiva mirata e se necessario a una terapia in una fase più precoce, con maggiori possibilità di cura, nonché, in un’ottica futura, per predisporre strategie di prevenzione vera e propria”, ha detto Della Porta concludendo che “ora la sfida è rendere questo test pre- sto disponibile per tutti i pazienti”.

   

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