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Humanitas è un ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario.
All’interno del policlinico, accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, si fondono centri specializzati per la cura dei tumori, delle malattie cardiovascolari, neurologiche ed ortopediche, oltre a un Centro Oculistico e a un Fertility Center.
Humanitas è inoltre dotato di un Pronto Soccorso EAS ad elevata specializzazione.

La Qualità della cura e dell’assistenza è il primo obiettivo di Humanitas, con l’intento di favorire un miglioramento continuo, a beneficio dei pazienti. Qualità significa anche capacità di analisi, per misurarci e migliorare in modo trasparente e innovativo, equilibrando efficacia clinica,
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Humanitas News

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Traumatismi della mano e sport: quali sono le patologie più comuni

Nella pratica sportiva i traumatismi alla mano sono molto comuni, sia a causa di incidenti, sia a causa dell’iper-uso dell’arto, necessario in alcuni sport, che determina l’insorgenza di specifiche patologie. 

“Durante l’attività sportiva la mano può essere coinvolta in diversi tipi di traumatismi, dalle fratture alle lussazioni, alle lesioni legamentose”, spiega la dottoressa Laura Frontero, chirurgo della mano in Humanitas. 

Quali sono le patologie delle mani più comuni negli sportivi?

“Alcune patologie e traumatismi sono talmente comuni in determinati sport da averne addirittura preso il nome. È il caso per esempio dell’epicondilite, tipica nel tennis e nel golf, chiamata anche ‘gomito del tennista’ oppure della frattura della testa del quinto metacarpo, la ‘frattura del boxerista’, che tipicamente avviene nei traumatismi a pugno chiuso”, continua la dottoressa. 

“Altri traumi tipici sono poi la disinserzione del flessore profondo delle dita lunghe, che possiamo ritrovare in sport come il rugby e l’arrampicata, o i traumi a carico della placca volare, un legamento posto anteriormente alle articolazioni delle dita e che ne impedisce l’iperestensione, che si può sviluppare in quegli sport dove le dita sono sollecitate in, appunto, iperestensione, come il basket o la pallavolo. Per continuare, tipiche delle cadute in motocross più severe, sono le lussazioni trans scafo perilunate”. 

Quali sono i trattamenti possibili per queste patologie?

“A fronte di traumi e lesioni, nella maggior parte dei casi il trattamento è chirurgico. Sebbene il nostro approccio in Humanitas cerchi di essere sempre il meno invasivo possibile, i traumi che si verificano nell’ambito sportivo sono generalmente traumi abbastanza importanti che spesso richiedono interventi in chirurgia open, cioè con accesso chirurgico a cielo aperto e talvolta anche per via percutanea, cioè senza grandi accessi chirurgici e eseguiti direttamente sotto controllo radiografico in sala operatoria.” approfondisce la specialista.

“A seguito dell’intervento chirurgico, è fondamentale che il paziente segua un percorso di fisioterapia volto a diminuire l’edema, l’infiammazione e il dolore e che, anche grazie all’ausilio di tutori, aiuti a migliorare il range articolare e a ridurre le rigidità residue”.

“Alcune patologie croniche dello sport, invece, possono essere trattate in maniera conservativa. Anche in questo caso il ruolo del fisioterapista è fondamentale, sia per curarle che per prevenirle, insegnando al paziente i movimenti opportuni per non sovraccaricare il muscolo e per decontrarlo e defaticarlo una volta che è sovraccarico”, conclude la dottoressa Frontero. 

 

 

 

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COVID-19: a cosa serve il saturimetro?

Il saturimetro è un piccolo apparecchio che rileva la quantità di ossigeno nel sangue e la saturimetria (l’ossigenazione del sangue appunto) è uno dei parametri di riferimento per monitorare l’andamento di COVID-19, la malattia dovuta all’infezione SARS-CoV-2.

Ma a cosa serve il saturimetro e quali informazioni fornisce? Ne parliamo con il dottor Michele Lagioia, Direttore medico sanitario di Humanitas.

Cos’è l’ossigenazione del sangue

Con la respirazione, l’aria che inspiriamo – carica di ossigeno – entra nel nostro organismo attraversando faringe, laringe, trachea e bronchi, fino a raggiungere i polmoni.

A livello degli alveoli polmonari avviene uno scambio gassoso: l’ossigeno contenuto nell’aria inspirata entra nel circolo sanguigno, mentre l’anidride carbonica viene rilasciata. L’anidride carbonica ripercorre in senso inverso le vie respiratorie fino all’esterno del corpo (espirazione), mentre l’ossigeno viene trasportato nel sangue verso tutti gli organi e i tessuti del corpo grazie all’emoglobina, una proteina con una struttura chimica adatta al legame con l’ossigeno. Le molecole di ossigeno raggiungono le cellule del nostro organismo e al loro interno si verifica la cosiddetta “respirazione cellulare” che consente la produzione di energia.

Perché l’ossigenazione del sangue è significativa in COVID-19

A COVID-19 possono associarsi difficoltà respiratorie e nei casi più seri la malattia può determinare una polmonite interstiziale. L’infezione infatti può coinvolgere gli alveoli polmonari, dove avvengono gli scambi gassosi tra aria e sangue, compromettendone il buon funzionamento. Questo può determinare un calo nella percentuale di ossigeno che si lega all’emoglobina (saturazione), con conseguente diminuzione di apporto di ossigeno a organi e tessuti.

Che cos’è il saturimetro e a cosa serve

Il saturimetro è un piccolo apparecchio in grado di misurare la quantità di ossigeno legata all’emoglobina nel sangue in rapporto alla quantità totale di emoglobina circolante.

Si applica all’estremità di un dito come una molletta (o anche al lobo dell’orecchio) e sul display appare il risultato, espresso in percentuale, dell’emoglobina legata all’ossigeno. In genere, in condizioni normali, i valori si attestano intorno al 98-100 per cento.

Il test è semplice, rapido e indolore e il saturimetro è uno strumento di facile utilizzo.

Il saturimetro per i pazienti con COVID-19

La saturimetria è un parametro importante nel monitorare l’infezione SARS-CoV-2: un livello inferiore al 94% rappresenta un segno clinico importante e in questo caso occorre che il paziente consulti il proprio medico di medicina generale per valutare insieme l’opportunità di una verifica in ospedale.

È dunque consigliabile che i pazienti con accertata infezione da SARS-CoV-2 (con tampone positivo) abbiano a casa un saturimetro e tengano sotto controllo l’ossigenazione del sangue, al fine di rilevare per tempo eventuali compromissioni a livello polmonare – anche in assenza di sintomi – e agire tempestivamente.

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