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Humanitas Research Hospital

Humanitas è un ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario.
All’interno del policlinico, accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, si fondono centri specializzati per la cura dei tumori, delle malattie cardiovascolari, neurologiche ed ortopediche, oltre a un Centro Oculistico e a un Fertility Center.
Humanitas è inoltre dotato di un Pronto Soccorso EAS ad elevata specializzazione.

La Qualità della cura e dell’assistenza è il primo obiettivo di Humanitas, con l’intento di favorire un miglioramento continuo, a beneficio dei pazienti. Qualità significa anche capacità di analisi, per misurarci e migliorare in modo trasparente e innovativo, equilibrando efficacia clinica,
esperienza del paziente e sostenibilità.
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Centri

Dipartimenti e Unità Operative

Dipartimenti di Chirurgia Generale

Direttore Prof. Guido Torzilli

7 Unità Operative

Dipartimento di Area Cancer

Direttore Prof. Armando Santoro

5 Unità Operative

Chirurgie Specialistiche

4 Unità Operative

Dipartimento di Medicina Interna

7 Unità Operative

Dipartimento di Riabilitazione e Recupero Funzionale

Direttore Dott. Stefano Respizzi

4 Unità Operative

Dipartimento di Gastroenterologia

Direttore Prof. Alberto Carlo Piero Malesci

4 Unità Operative

Dipartimento di Area Neurologica

Direttore Michela Matteoli

5 Unità Operative

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Direttore Dott. Luca Balzarini

4 Unità Operative

Dipartimento di Ginecologia e Medicina della Riproduzione

Direttore Prof. Paolo Emanuele Levi-Setti

2 Unità Operative

Area Ortopedie

9 Unità Operative

Area Laboratori

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Humanitas News

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Dolore muscolo-scheletrico: cosa è e come intervenire

Dolori alle ossa, che colpiscono le articolazioni ma anche tendini e legamenti, o muscolari. Fastidi a cervicali, muscoli della colonna e della schiena, alle ginocchia, solo per fare alcuni esempi. Un dolore diffuso, che ci ha colpito almeno una volta nella vita, a diverse età, e a cui spesso non si riesce a dare una causa. In alcuni casi passa dopo poco tempo, in altri diventa addirittura cronico condizionando la vita quotidiana e perfino l’umore.

Ne ha parlato in un’intervista a Radio24 il dottor Stefano Respizzi, direttore di Dipartimento Riabilitazione e Recupero Funzionale in Humanitas.

Dolore scheletrico e muscolare: come scegliere il giusto specialista?

Molto spesso, i pazienti sono confusi davanti al dolore scheletrico e muscolare: le figure e gli specialisti che se ne occupano sono diversi, ma ovviamente con funzioni e competenze diverse.

Scegliere lo specialista adatto alla nostra patologia è il primo passo verso una giusta diagnosi e un giusto trattamento.

“Il fisiatra è il medico specialista della riabilitazione – ha chiarito il dott. Respizzi – che si occupa del recupero funzionale dei pazienti. Questa riabilitazione interessa vari campi: oltre all’ortopedia, anche la neurologia e l’ambito cardiorespiratorio. È un grosso lavoro di équipe che prevede un’azione di sinergia e di competenze professionali diverse affinché ognuno faccia la sua parte al meglio per il recupero del paziente”.

“L’ortopedico, invece, è un chirurgo, di conseguenza il suo approccio e la sua competenza sono orientate all’intervento chirurgico che in alcuni casi e per alcune patologie è indispensabile, ma nella maggior parte dei dolori scheletrico-muscolari invece non le è e il trattamento su cui si può puntare è di tipo conservativo”, ha concluso il dott. Respizzi.

Dolore muscolare e dolore articolare: le differenze

Il dolore muscolare può essere dovuto a diverse cause: lesioni, traumi, esercizio fisico intenso, lavori usuranti o postura scorretta. “Si manifesta con un dolore generalmente diffuso che coinvolge i muscoli e se dovuto ad un sollecito eccessivo o un esercizio fisico troppo pesante tende a scomparire in pochi giorni”. “Il dolore articolare è tipicamente quello che si avverte quando si carica l’articolazione, in modo molto localizzato e si avverte non solo durante l’esercizio fisico e il movimento ma anche a riposo”.

In alcuni casi il dolore articolare e muscolare può anche essere legato al clima, “perché il nostro organismo reagisce alle temperature esterne in modo diverso – ha spiegato il fisiatra -: solitamente il paziente reumatico ha una ipersensibiltà dell’ apparato locomotore, quindi su ossa e legamenti e sente di più il dolore”. Per questi pazienti basterebbe ad esempio stare in ambienti con un clima caldo e secco.

Meglio il caldo o il freddo per alleviare il dolore?

Il ghiaccio viene consigliato in caso di traumi alle ossa ma deve essere usato consapevolmente: “il ghiaccio deve essere impiegato nella fase acuta del dolore – ha chiarito il medico – per circa 6-7 giorni, 20 minuti due o tre volte al giorno. È importante che la pelle non sia a diretto contatto con la parte ghiacciata, ma protetta da un panno. Se utilizzato per troppo tempo e direttamente sulla pelle si potrebbe rischiare di avere macchie sulla pelle o perfino ustioni”.

Il calore, invece, è indicato in caso di dolori muscolari, anche cronici, perché distende i muscoli e aiuta a rilassare, modificando anche la percezione del dolore: sono un esempio una buona doccia calda, il calore del calorifero, la borsa dell’acqua calda fino ai cerotti riscaldanti che agiscono diffondendo calore in modo localizzato dove vengono applicati.

Quando il dolore diventa cronico

Quando i dolori articolari o muscolari diventano prolungati nel tempo è molto importante rivolgersi ad uno specialista: il dolore cronico influisce non solo sul corpo, ma anche sulla mente coinvolgendo la sfera emotiva e dell’umore: il cervello infatti è costantemente in allerta e riceve impulsi dal sistema continui di ‘dolore’ e ‘negativi’ dal sistema nervoso. “Il consiglio – chiarisce il dott. Respizzi – è di utilizzare, su prescrizione  medica, prodotti per cercare di fermare il dolore costante altrimenti si entra in un loop negativo che è pericoloso anche dal punto di vista comportamentale ed emotivo”. Poiché non è possibile assumere per un tempo troppo prolungato antidolorifici, fans o cortisonici, “esistono prodotti come l’acido ialuronico, la glucosamina, la condroitina e altre sostanze che hanno azione protettiva: si tratta di sostanze già presenti nel nostro organismo che di fatto aiutano a ridurre il dolore ed evitano che il cervello registri come costante questa condizione”.

Inoltre è fondamentale, sia per chi soffre di dolore cronico così come per i sedentari incalliti, che accusano dolori dovuti ad una ‘debolezza’ muscolare e ad un’inattività del corpo, “è l’esercizio fisico, moderato, graduale e controllato, come ad esempio lo stretching, la cyclette, il tapis roulant, le camminate, tutte attività aerobica a basso impatto ma che fanno in modo che l’organismo sia stimolato sia a livello articolare muscolare che a livello cardiocircolatorio”.

I cerotti funzionano?

Per i dolori muscolari e scheletrici esistono due tipi di cerotti: “quelli con calore hanno la sola funzione di scaldare, mentre i cerotti medicati hanno all’interno antinfiammatorio o analgesico, che penetra solo nella zona interessata e agisce in modo localizzato. Ovviamente – avverte il medico – non fa miracoli perché la capacità di penetrazione sottocutanea è modesta. È un’azione a basso impatto rispetto a prodotto assunto per bocca o via muscolare”, ha concluso Respizzi.

 

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Al professor Franco Servadei l’International Lifetime Recognition Award

Si è svolto dal 13 al 17 aprile a San Diego, negli Stati Uniti, il meeting annuale dell’American Association of Neurological Surgeons; si tratta del meeting più importante a livello internazionale nel campo della neurochirurgia.

Il titolo stesso del meeting “The Science of Practice” evidenziava il target di unire la ricerca scientifica alla pratica quotidiana. Oltre alle presentazioni scientifiche, vi sono stati oltre 40 corsi pratici che hanno introdotto i neurochirurghi all’uso delle più moderne tecnologie, in particolare all’integrazione fra nuovi microscopi/esoscopi e navigazione intraoperatoria con l’utilizzo delle più moderne tecniche di Risonanza Magnetica Nucleare.

Il premio al professor Servadei

Al meeting ha preso parte anche il professor Franco Servadei, neurochirurgo di Humanitas e professore di Humanitas University, che ha ricevuto l’American International Lifetime Recognition Award: un premio conferito annualmente a un neurochirurgo non americano che abbia contribuito alla crescita e allo sviluppo della neurochirurgia nel corso della propria carriera. Il prof. Servadei è il secondo italiano a ricevere questo premio.

La global education e il ruolo di Humanitas

Il premio menziona anche l’Università di appartenenza e, a questo proposito, il prof. Servadei spiega come Humanitas sia parte attiva nel progetto di educazione globale promosso dalla World Federation of Neurosurgical Societies (WFNS) Foundation. Un progetto il cui obiettivo è superare le disparità di conoscenze in ambito neurochirurgico tra i diversi Paesi del mondo.

“Humanitas è centro di riferimento WFNS: da due anni, ospitiamo nel Reparto di Neurochirurgia diretto dal dottor Fornari, per un mese, giovani neurochirurghi provenienti dai Paesi in via di sviluppo e offriamo loro l’occasione di stare al nostro fianco, assistere a interventi chirurgici anche complessi, avere accesso alle più avanzate tecnologie e confrontarsi con noi sui casi clinici e sulle procedure migliori da adottare”.

Un progetto importante, che punta alla condivisione delle conoscenze e al confronto tra specialisti, affinché l’esperienza clinica e le risorse dei Centri di eccellenza siano di ispirazione per i neurochirurghi provenienti dai Paesi in cui le possibilità sono più limitate, nella speranza che la loro formazione contribuisca anche alla crescita della pratica clinica dei Paesi di appartenenza.

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