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Emorragia

Che cos’è l’emorragia?

Il termine emorragia indica una fuoriuscita anomala di sangue da vasi sanguigni danneggiati. In base alle caratteristiche, le emorragie possono essere interne o esterne, arteriose o venose.
La gravità dipende da diversi fattori, tra cui la sede dell’emorragia, la quantità di sangue perso e i sintomi associati.

Emorragie interne più comuni e gravi

Tra le principali emorragie interne si segnalano:

  • Emorragia cerebrale: fuoriuscita di sangue, più o meno abbondante, da un vaso arterioso o venoso dell’encefalo, spesso associata a ipertensione arteriosa e a fragilità vascolare.
  • Emorragia subaracnoidea: si verifica nello spazio subaracnoideo, ovvero lo spazio tra le meningi in cui scorrono le arterie cerebrali.
  • Emotorace: accumulo di sangue nella cavità pleurica, lo spazio tra i polmoni e la parete toracica, che può causare compressione polmonare, dolore toracico e difficoltà respiratorie.

Emorragie esterne gravi

Tra le emorragie esterne più rilevanti va segnalata l’emorragia post-partum, una grave complicanza del parto caratterizzata da un’importante perdita di sangue vaginale, che può manifestarsi fino a 12 settimane dopo il parto.

In tutti i casi in cui non sia possibile arrestare un’emorragia esterna o si sospetti un’emorragia interna, è fondamentale chiamare tempestivamente il 112.

Emorragia: i fattori di rischio

L’insorgenza di emorragie può essere favorita da diversi fattori, tra cui:

  • abuso di alcol
  • assunzione di alcuni farmaci (es. anticoagulanti)
  • disturbi della coagulazione
  • patologie vascolari
  • febbri emorragiche virali
  • traumi e fratture
  • interventi chirurgici
  • alcune patologie tumorali.

Quali sono i sintomi associati all’emorragia?

Emorragia interna

Nell’emorragia interna il sangue si accumula in tessuti o cavità che non comunicano con l’esterno, rendendo l’emorragia non visibile. È spesso conseguente a traumi importanti e può associarsi a:

I sintomi specifici dell’emorragia interna possono variare in base alla sede interessata:

  • Addome: dolore o bruciore addominale, gonfiore, sangue nel vomito, urine o feci;
  • Testa: mal di testa intenso, alterazioni della vista, confusione, debolezza a un lato del corpo;
  • Torace: dolore toracico, difficoltà respiratorie, sangue nell’espettorato.

Le emorragie interne possono coinvolgere anche muscoli, ossa e articolazioni, causando dolore, gonfiore e lividi. Se non trattate tempestivamente, possono determinare danni permanenti.

Emorragia esterna

L’emorragia esterna è caratterizzata dalla fuoriuscita di sangue da una ferita cutanea o da un orifizio corporeo (naso, bocca, orecchio, ano).

Le forme più comuni includono:

  • Epistassi: sanguinamento dal naso;
  • Otorragia: sangue dall’orecchio;
  • Ematemesi: vomito con presenza di sangue, di origine gastrointestinale;
  • Emottisi: emissione di sangue con la tosse, proveniente dalle vie aeree;
  • Melena e rettorragia: sanguinamento dall’ano, rispettivamente dall’intestino superiore o inferiore;
  • Ematuria: sangue nelle urine;
  • Menorragia: sanguinamento vaginale abbondante. 

Emorragia arteriosa e venosa

  • Emorragia arteriosa: il sangue fuoriesce in modo abbondante e intermittente, sincronizzato con il battito cardiaco; il colore è rosso vivo.
  • Emorragia venosa: il flusso è continuo e meno intenso; il sangue appare rosso scuro. 

Classificazione delle emorragie in base alla perdita di sangue

  • Classe I: perdita fino al 15% del volume ematico, generalmente senza sintomi evidenti.
  • Classe II: perdita del 15–30% del volume di sangue, con sintomi quali debolezza, dispnea, nausea, vomito, tachicardia e vertigini. In questi casi è opportuno contattare il 112.
  • Classe III: perdita superiore al 30% del volume ematico, con possibile comparsa di confusione, convulsioni, shock ipovolemico e perdita di coscienza.

Cosa fare in caso di emorragia?

  • In caso di sospetta emorragia interna, emorragia di II o III classe o importante perdita di sangue, chiamare immediatamente il 112.
  • In caso di epistassi, inclinare la testa in avanti e comprimere le narici per alcuni minuti; è possibile applicare ghiaccio sulla fronte o sulla nuca.
  • In presenza di otorragia, ematemesi o emottisi, è necessario recarsi in Pronto Soccorso o chiamare il 112.
  • In caso di ferita, comprimere la zona con le mani pulite o con garze pulite.
  • Se è presente un corpo estraneo nella ferita, non rimuoverlo e applicare pressione intorno.
  • In caso di emorragia arteriosa, se non sono presenti sospette fratture, sollevare l’arto interessato e comprimere la ferita. Contattare comunque i soccorsi.

Cosa non fare in caso di emorragia

  • Non somministrare cibo o bevande.
  • Non somministrare alcolici.
  • In caso di epistassi, non reclinare la testa all’indietro.
  • Non rimuovere corpi estranei dalle ferite.
  • Tenere presente che alcuni farmaci possono rendere il sangue più fluido e rallentare la coagulazione.

Nota importante: questa scheda di primo soccorso fornisce semplici indicazioni di base e non sostituisce il parere di un professionista sanitario.

Ultimo aggiornamento: Febbraio 2026
Data online: Novembre 2018

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