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Diverticolosi


Che cos’è la diverticolosi?

La diverticolosi è la presenza nell’apparato gastro-intestinale di diverticoli, ossia estroflessioni della mucosa e della sottomucosa che sporgono attraverso lo strato muscolare, simili a piccole tasche sporgenti della parete intestinale. 

I diverticoli si sviluppano più di frequente a livello del colon, ma possono formarsi in tutto il tubo digerente.

La diverticolosi interessa meno del 10% degli individui di età inferiore ai 40 anni e più del 50% degli individui over 60.

Quali sono le cause della diverticolosi?

La parete del colon è composta da quattro diversi strati, dall’interno verso l’esterno parliamo di: mucosa, sottomucosa, tonaca muscolare e tonaca sierosa. Se mucosa e sottomucosa si fanno strada in punti di ridotta resistenza attraverso lo strato muscolare fino a protendere nella cavità addominale, si formano i cosiddetti diverticoli.

La formazione di diverticoli si associa a:

  • predisposizione genetica;
  • età;
  • sesso maschile;
  • alimentazione povera di fibre;
  • sedentarietà;
  • obesità;
  • stipsi cronica;
  • assunzione di farmaci antinfiammatori.

Quali sono i sintomi della diverticolosi?

La diverticolosi è nella maggior parte dei casi asintomatica.

In circa il 20% dei casi si possono manifestare sintomi come gonfiore, dolore addominale, alterazioni della regolarità intestinale: parleremo in questi casi di malattia diverticolare sintomatica non complicata.

Nel 5-10% dei casi di si può verificare un episodio di diverticolite acuta, un’infiammazione dei diverticoli caratterizzata da dolori addominali intensi e febbre, talvolta associati a:

Nei casi più gravi possono verificarsi perforazioni diverticolari, ascessi o sanguinamenti.

In una piccola percentuale di soggetti con diverticolosi si può invece manifestare la colite segmentaria associata a diverticolosi (SCAD), una patologia infiammatoria con caratteristiche cliniche ed endoscopiche analoghe quelle delle malattie croniche intestinali.

Come prevenire la diverticolosi?

La formazione di diverticoli si contrasta con un corretto stile di vita. In particolare, è importante avere una vita attiva associata a una dieta povera di grassi e ricca di fibre ed idratarsi adeguatamente.

Diverticolosi: come si fa la diagnosi?

L’assenza di sintomi che caratterizza la diverticolosi fa sì che, in circa l’80% dei casi, questo disturbo venga scoperto per caso durante esami eseguiti a livello addominale per motivi differenti, come colonscopia, ecografia delle anse intestinali o altri test radiologici.

In generale i diverticoli si diagnosticano tramite esami come:

Come trattare la diverticolosi?

La diverticolosi, se sintomatica, va mantenuta sotto controllo tramite visita gastroenterologica periodica e, in presenza di diverticoli, è opportuno aumentare l’assunzione di acqua, frutta, verdura e cereali. Lo specialista, qualora lo ritenesse opportuno, può indicare trattamenti periodici con antibiotici o antinfiammatori ad azione intestinale, oppure probiotici.

La presenza di una diverticolite complicata, invece, comporta il ricovero ospedaliero e, nei casi più gravi, anche il ricorso alla chirurgia.

Visita gastroenterologica

La visita per la diverticolosi serve per identificare e gestire la presenza di diverticoli nell’apparato gastro-intestinale, che possono causare sintomi come gonfiore, dolore addominale o, in casi più gravi, diverticolite con dolori intensi e febbre. Durante la visita, possono essere suggeriti esami come la colonscopia o la TAC addominale per una diagnosi precisa, e proposte strategie di gestione come modifiche dietetiche, assunzione di antibiotici o antinfiammatori, e in situazioni severe, interventi chirurgici.