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Proton Building, la casa delle cure oncologiche

A 30 anni dalla sua nascita, Humanitas apre nuove porte alla Medicina di precisione e guarda al futuro. Nasce il Proton Building, ultimo tassello di un più ampio sviluppo tecnologico e infrastrutturale: un edificio interamente dedicato alla cura oncologica che accoglie la Clinical Trial Unit (CTU) dove i pazienti possono accedere a terapie sperimentali di ultima generazione (fase 1 e fase 2/3), e la Protonterapia, la forma di radioterapia ad alta precisione più avanzata per la cura dei tumori.

Il risultato è un edificio interamente dedicato all’oncologia: 6.435 m² progettati per rispondere in modo integrato e completo alle esigenze cliniche, diagnostiche e di Ricerca

Il Proton Building rappresenta il primo caso in Italia di un centro di Protonterapia integrato all’interno di un Policlinico universitario dotato di Pronto Soccorso, un tratto distintivo che consente di inserire questa tecnologia in un percorso di cura strutturato, in cui specialisti di diverse discipline collaborano per accompagnare il paziente in tutte le fasi, dalla diagnosi al trattamento, fino al follow-up e alla gestione multidimensionale delle complicanze.

La nuova struttura potenzia ulteriormente i servizi del Cancer Center di Humanitas, attivo dal 2010, che ogni anno prende in carico oltre 7.000 nuovi pazienti, circa la metà dei quali necessita di trattamenti radioterapici. Ogni anno sono circa 2800 le persone che necessitano di un percorso nel Day Hospital Oncologico (DHO) per chemioterapia, immunoterapia, terapie a bersaglio molecolare o una combinazione di queste: un impegno che si traduce, giornalmente, in 120 terapie oncologiche, di cui il 15% circa sperimentali.

«Il Proton Building rappresenta un’evoluzione naturale del nostro Cancer Center e, più in generale, dei trent’anni di Humanitas, costruiti integrando cura, ricerca e innovazione – dichiara il prof. Armando Santoro, Direttore Cancer Center dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas –. In questo tempo abbiamo sviluppato un modello capace di accompagnare migliaia di pazienti con percorsi sempre più personalizzati, spesso all’interno di studi clinici che contribuiscono a definire le terapie di domani. La Protonterapia si inserisce in questa visione: non solo una nuova tecnologia, ma un ulteriore passo verso trattamenti più mirati, efficaci e sostenibili per il paziente, resi possibili da un approccio multidisciplinare e da una Ricerca strettamente connessa alla pratica clinica». 

Il nuovo edificio, oltre al macchinario per la Protonterapia, ospita:

  • 30 ambulatori polispecialistici, per una presa in carico multidisciplinare del paziente
  • 2 TC di ultima generazione, di cui una Photon Counting, per una diagnostica estremamente accurata, arrivata grazie a Humanitas University e Progetto ANTHEM per accelerare la Ricerca traslazionale
  • Un potenziamento del Day Hospital Oncologico, con possibilità di cura per ulteriori 25 pazienti in 7 camere singole e 18 postazioni dedicate alla Clinical Trial Unit (CTU), dove i pazienti possono accedere a terapie sperimentali di fase 1 e fase 2/3.

La Protonterapia: cos’è e come funziona

La Protonterapia è una forma avanzata di Radioterapia che utilizza fasci di protoni ad alta energia per trattare i tumori in modo estremamente preciso. A differenza della Radioterapia tradizionale, che impiega raggi X, i protoni rilasciano la maggior parte della loro energia direttamente all’interno della massa tumorale, riducendo in modo significativo l’esposizione dei tessuti sani circostanti. Il risultato è un trattamento altamente mirato, in grado di aumentare l’efficacia terapeutica e, allo stesso tempo, ridurre il rischio di effetti collaterali, sia durante sia dopo la terapia.

«È una tecnologia particolarmente rilevante per tumori complessi, sedi delicate e pazienti fragili. Integrata con le altre tecniche di Radioterapia e con i percorsi multidisciplinari, amplia le possibilità di cura e ci permette di costruire trattamenti sempre più su misura – commenta la prof. Marta Scorsetti, Responsabile di Radioterapia e Radiochirurgia dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas –. Per organizzarla, ci siamo ispirati alle migliori esperienze internazionali di Protonterapie inserite in Cancer Center con grandi Policlinici alle spalle, come la Mayo Clinic, perché questo consente di seguire in modo davvero personalizzato ogni paziente coinvolgendo più figure professionali, dagli oculisti agli endocrinologi. Ad esempio, curiamo persone con tumori dell’encefalo grazie alla stretta collaborazione con tutti i professionisti dell’area di Neurochirurgia e Neuroradiologia dell’ospedale, con cui sono in corso anche progetti di Ricerca. E grazie alla collaborazione con gli elettrofisiologi e i fisici, possiamo offrire la Protonterapia anche a pazienti portatori di pacemaker, che ad oggi sarebbero esclusi da questo trattamento».

Alla base di questa tecnologia c’è un acceleratore di protoni capace di indirizzarli verso il tumore. Una volta raggiunto il bersaglio, i protoni rilasciano la loro energia quasi esclusivamente all’interno della massa tumorale, limitando al minimo la dose nei tessuti circostanti.

Grazie a queste caratteristiche, la Protonterapia è particolarmente indicata per tumori complessi o localizzati in aree delicate, in prossimità di organi vitali o strutture critiche, come il sistema nervoso centrale, l’occhio o il midollo spinale. In Humanitas, la tecnologia si combina con l’expertise, tra gli altri, in tumori rari come cordomi e condrosarcomi, nei tumori cerebrali e spinali, nei sarcomi dei tessuti molli, nei tumori della base del cranio, dell’esofago, dei testicoli e in alcune neoplasie oculari, oltre che nei casi di recidiva in aree già sottoposte a Radioterapia. Particolarità dell’impegno Humanitas sul fronte è l’approccio multidisciplinare che coinvolge le Radioterapie degli altri ospedali del Gruppo: una possibilità per tutti i pazienti che risiedono nelle Regioni in cui sono presenti gli ospedali Humanitas.

Il Day Hospital Oncologico e la Clinical Trial Unit (CTU)

L’edificio ospita un ampliamento del Day Hospital Oncologico di Humanitas, con al suo interno la Clinical Trial Unit, un centro altamente specializzato dedicato alla gestione e all’esecuzione degli studi clinici, con l’obiettivo di portare l’innovazione terapeutica direttamente al paziente in modo sicuro, controllato e tempestivo.

La struttura è organizzata per garantire un percorso efficiente e multidisciplinare: dispone di 25 postazioni per la somministrazione dei trattamenti, 4 ambulatori dedicati agli studi clinici, suddivisi per tipo di tumore e tipologia di protocollo, e spazi dedicati a Data Manager e agli infermieri di Ricerca, figure centrali nella gestione operativa e nel coordinamento dei trial.

L’attività della Clinical Trial Unit si inserisce nei programmi di Ricerca in Oncologia e Oncoematologia, strumento fondamentale per accelerare l’accesso a terapie innovative, da quelle a bersaglio molecolare agli anticorpi farmaco-coniugati, fino alle immunoterapie più avanzate, ad esempio: anticorpi bispecifici, vaccinazioni, terapie cellulari. In questo ambito, l’innovazione oncoematologica di Humanitas include anche l’accesso a terapie cellulari di frontiera come le CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell), sviluppate all’interno di percorsi dedicati guidati dalla dott.ssa. Stefania Bramanti, Capo Sezione Terapie Cellulari dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas. Questa tecnica prevede la modifica genetica dei linfociti T del paziente stesso per renderli in grado di riconoscere e distruggere le cellule tumorali.

Le figure di riferimento che hanno guidato la fase di avvio della Clinical Trial Unit sono: prof. Carmelo Carlo-Stella, Responsabile dell’Unità Operativa di Ematologia, prof. Matteo Della Porta, Capo Sezione Ematologia-Leucemie e Mielodisplasie, e prof. Matteo Simonelli, Capo Sezione Sviluppo Precoce di Nuovi Farmaci in Oncologia.

In ambito oncologico sono attualmente attivi 132 studi clinici con arruolamento aperto, per un totale di 180 studi complessivi, che nel 2025 hanno già coinvolto 450 pazienti, di cui 336 nuovi arruolati. Parallelamente, l’area di Onco-ematologia conta 30 studi clinici con arruolamento aperto e 68 studi complessivi, con 111 pazienti trattati nel 2025, di cui 83 nuovi arruolati.

Negli ultimi anni, lo sviluppo di questi nuovi e innovativi approcci terapeutici ha contribuito in modo significativo a un cambiamento radicale dei percorsi di cura di diverse neoplasie in ambito Onco-ematologico, determinando un miglioramento concreto sia della sopravvivenza sia della qualità di vita dei pazienti.

La Clinical Trial Unit di Humanitas si configura quindi come un punto di connessione tra Ricerca e cura, dove l’innovazione scientifica diventa parte integrante del percorso clinico.


I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 800 medici
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