La scabbia è un’infestazione della pelle causata da acari (Sarcoptes scabiei), che si diffonde facilmente attraverso il contatto diretto e gli oggetti contaminati.
Quali sono i sintomi e come si prende? Ne parliamo con il dottor Filippo Medioli, infettivologo dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.
Scabbia: che cos’è?
La scabbia è una malattia infettiva causata dall’infestazione della pelle da parte dell’acaro Sarcoptes scabiei. Questo parassita scava cunicoli nello strato superficiale della cute, dove deposita le uova. Dopo pochi giorni dalla schiusa, le larve migrano in altre zone della pelle, perpetuando l’infestazione e aumentando il rischio di trasmissione ad altre persone.
La scabbia si diffonde principalmente attraverso il contatto diretto prolungato con una persona infestata o tramite l’utilizzo di oggetti contaminati, come lenzuola, vestiti e asciugamani.
Scabbia: i sintomi
Il sintomo principale della scabbia è un prurito intenso e persistente, che tende a peggiorare durante la notte. Oltre al prurito, la scabbia si manifesta con lesioni cutanee sotto forma di papule rossastre (simili a piccoli brufoletti) e cunicoli sottili che indicano il percorso scavato dagli acari.
Le zone più frequentemente colpite sono:
- spazi interdigitali di mani e piedi
- polsi e gomiti
- ombelico e girovita
- ascelle e zona sotto il seno
- zona genitale
Nei bambini, le manifestazioni possono estendersi anche al cuoio capelluto, al volto, al collo, ai palmi delle mani e alle piante dei piedi.
Scabbia: come si prende?
La scabbia si trasmette attraverso il contatto diretto e prolungato (almeno 15-20 minuti) con una persona infestata e poiché gli acari possono sopravvivere per alcuni giorni lontano dall’ospite umano, il contagio può avvenire anche tramite superfici e tessuti contaminati.
Scabbia: come si cura?
Il trattamento della scabbia mira a eliminare gli acari e a interrompere il ciclo di infestazione. Le terapie principali prevedono l’uso di permetrina 5% in crema, o di benzoato di benzile (10-30%).
Nei casi più resistenti o nelle persone con compromissione del sistema immunitario, potrebbe essere utile l’ivermectina per via orale.
Oltre alla terapia farmacologica, è fondamentale adottare misure igieniche per evitare nuove infestazioni:
- lavare a temperature elevate (almeno 60°C) vestiti, lenzuola e asciugamani
- pulire a secco o sigillare in sacchetti di plastica per almeno due settimane gli oggetti non lavabili
- trattare contemporaneamente tutte le persone che hanno avuto contatti stretti con la persona infetta.
Dopo il trattamento, il prurito può persistere per alcune settimane a causa dell’infiammazione cutanea residua.
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