Le punture di zanzara sono molto comuni nei mesi estivi e nella maggior parte dei casi provocano solo un lieve fastidio che si risolve spontaneamente in pochi giorni. Talvolta, però, soprattutto quando il prurito porta a grattarsi spesso, la pelle può irritarsi maggiormente e andare incontro a una sovrainfezione batterica.
Il grattamento infatti può creare minuscole lesioni cutanee attraverso cui batteri normalmente presenti sulla superficie cutanea, come stafilococchi e streptococchi, possono penetrare con maggior facilità. In questi casi la puntura può diventare più arrossata, dolente, gonfia o ricoprirsi di croste, rendendo utile una valutazione medica.
Quali sono i segni di una puntura infetta?
Esistono alcuni segnali di allarme che possono far sospettare una sovrainfezione e meritano la valutazione del medico o del dermatologo. In particolare:
- arrossamento progressivo che si estende intorno alla puntura nelle 24-48 ore;
- dolore, calore locale e tumefazione marcata;
- comparsa di una pustola o crosta giallastra (impetiginizzazione);
- fuoriuscita di pus o materiale sieropurulento;
- comparsa di febbre, brividi o ingrossamento dei linfonodi locali.
Particolarmente esposti al rischio di sovrainfezione sono i bambini, che tendono a grattarsi le punture, e le persone con dermatite atopica, eczema o altre condizioni che alterano la barriera cutanea.
Cosa fare in caso di puntura infetta?
Nelle forme più lievi e superficiali, caratterizzate da piccole croste o pustole localizzate, può essere sufficiente disinfettare quotidianamente la zona con prodotti antisettici in associazione all’applicazione di terapie antibiotiche topiche prescritte dal medico.
Più raramente, soprattutto in soggetti fragili, bambini e anziani, la sovrainfezione può estendersi ai tessuti circostanti e provocare infezioni cutanee più profonde, come cellulite batterica o erisipela, con arrossamento più diffuso, calore, dolore, gonfiore importante ed eventuale febbre. In questi casi è fondamentale sottoporsi a una valutazione medica per confermare la diagnosi ed eventualmente impostare una terapia antibiotica per via orale.


