Che cos’è l’emicrania con aura?
L’emicrania è un mal di testa comune, caratterizzato da un dolore prevalentemente unilaterale (ma può anche essere bilaterale), di intensità moderata o severa, descritto come pulsante, che tende a peggiorare con il movimento e con gli sforzi fisici e solitamente risulta associato a nausea e/o vomito. Generalmente il dolore si sviluppa nella regione fronto-temporale per poi estendersi a tutto il capo e in alcuni casi anche al collo. Le persone con emicrania manifestano disturbi nei confronti della luce (fotofobia), disturbi nei confronti del rumore (fonofobia) e, in alcuni casi, disturbi nei confronti di odori (osmofobia). Solitamente il paziente desidera e ha bisogno di stare a letto, a riposo assoluto, in ambiente buio e silenzioso. La durata degli attacchi è compresa tra 4 e 72 ore.
L’emicrania si distingue in due forme: emicrania senza aura ed emicrania con aura. L’emicrania con aura è meno frequente dell’emicrania senz’aura. Colpisce circa il 15-18% dei pazienti emicranici, in prevalenza persone di sesso femminile con un rapporto femmine/maschi compreso tra 2:1 e 3:1 a seconda delle casistiche. L’emicrania con aura si caratterizza per una ricorrenza di attacchi molto meno regolare rispetto alla forma senz’aura, con periodi di remissione a volte molto lunghi (>1 anno) e una frequenza media degli attacchi decisamente inferiore (nel 60% dei casi meno di un attacco al mese). Non è tuttavia raro che gli attacchi si raggruppino in un breve periodo ripetendosi a brevissima distanza di tempo (24-48 ore) per poi riprendere il ritmo usuale.
L’aura è l’insieme dei disturbi visivi, sensitivi, motori e di parola che possono precedere l’insorgenza dell’emicrania. Ogni singolo sintomo dell’aura dura 5-60 minuti. L’aura è accompagnata o seguita entro 60 minuti dalla cefalea. In oltre l’80% dei casi l’aura è costituita solo da disturbi visivi tipo luci scintillanti-tremolanti, flash, linee ondulate, visione offuscata distorta, deficit in una porzione del campo visivo.
Quali sono le cause dell’emicrania con aura?
L’aura è una temporanea disfunzione neuronale della corteccia cerebrale correlata a un’onda di depolarizzazione (spreading depression) glutammato-mediata, che inizia solitamente nella regione occipitale visiva e si propaga anteriormente alla velocità di 3 mm/min. Questa disfunzione neuronale si traduce in una distorsione della percezione visiva e/o sensitiva, tipicamente migrante a causa dello spostamento in avanti dell’onda di depolarizzazione. Il disturbo della vista, quindi, non parte dagli occhi ma viene proiettato dalla corteccia visiva nel campo visivo, così come il disturbo sensitivo riferito a livello del volto o della mano parte dalla corteccia sensitiva. Il coinvolgimento dell’area del linguaggio può causare difficoltà nel trovare le parole. Contemporaneamente nella corteccia cerebrale si rileva un’ipoperfusione ematica di breve durata seguita da una fase di iperperfusione e conseguente mal di testa.
In questo complesso meccanismo fisiopatogenetico è coinvolta la proteina CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina), la cui azione dilata i vasi sanguigni e modula i segnali dolorosi nel sistema nervoso. Le concentrazioni di questa proteina, durante gli episodi di emicrania, aumentano in maniera importante.
Alcuni fattori possono risultare scatenanti, tra cui:
- alterazioni ormonali
- assunzione di alcuni alimenti
- assunzione di alcuni farmaci
- luci particolarmente forti
- predisposizione genetica
- stress
- variazioni dei ritmi di sonno/veglia
- presenza del forame ovale pervio con shunt significativo.
Quali sono i sintomi dell’emicrania con aura?
Nell’emicrania con aura il dolore tipico dell’emicrania è preceduto da diversi sintomi, che possono durare tra i 5 e i 60 minuti, tra cui:
- visione di lampi (fotopsia)
- scotomi scintillanti
- deformazioni degli oggetti
- emianopsia (oscuramento di metà campo visivo)
- addormentamento del braccio e della gamba (parestesia)
- disturbi della parola di tipo afasico (se la cefalea è localizzata a sinistra).
Alla cessazione dei sintomi che costituiscono l’aura inizia l’emicrania, che si accompagna generalmente a nausea, vomito, fotofobia (fastidio alla luce), fonofobia (sensibilità ai suoni) e osmofobia (ipersensibilità agli odori).
Alcuni sintomi dell’emicrania con aura sono simili a quelli di attacco ischemico transitorio (TIA) e infarto: per questo in presenza di queste manifestazioni le prime volte è fondamentale chiamare il 112 e accedere al Pronto Soccorso.
Come prevenire l’emicrania con aura
Non si può prevenire completamente l’emicrania con aura, ma è possibile assumere terapie per diminuire la severità e la frequenza degli episodi.
I farmaci di prevenzione vengono impiegati soprattutto in presenza di attacchi di emicrania molto frequenti. Ne sono un esempio il topiramato, il propranololo/metoprololo, la flunarizina, l’amitriptilina e la lamotrigina, che sembrerebbe essere efficace sia sull’attacco doloroso che sull’aura.
In questi ultimi anni è stato fatto un importante passo avanti nella prevenzione dell’emicrania con e senz’aura perché sono disponibili nuovi farmaci chiamati “anticorpi monoclonali anti-CGRP” e “gepanti”. Gli anticorpi monoclonali, come Erenumab, Galcanezumab o Fremanezumab, agiscono bloccando il CGRP o il suo recettore, riducendo così la frequenza e l’intensità degli attacchi. I gepanti, come rimegepant e atogepant, sono farmaci orali che agiscono in modo simile, bloccando il recettore del CGRP. Questi nuovi farmaci offrono quindi una terapia mirata e spesso molto efficace e possono essere una valida alternativa ai trattamenti tradizionali, specialmente per chi non risponde o tollera bene i farmaci più vecchi.
Gli anticorpi monoclonali vengono somministrati per via sottocutanea o endovenosa, mentre i gepanti sono disponibili in compresse orali.
L’erogabilità di questi nuovi farmaci tramite il SSN è subordinata a una serie di norme restrittive e criteri di selezione, imposti dall’AIFA, che il neurologo prescrittore deve rispettare rigorosamente in sede ambulatoriale durante il processo decisionale terapeutico.
In alcuni casi può essere prescritta la tossina botulinica, utile anche per trattare l’emicrania cronica e somministrata tramite iniezione in aree specifiche di capo e collo, in ambito ospedaliero.
Emicrania con aura: come si fa la diagnosi?
La diagnosi di emicrania con aura viene eseguita dallo specialista neurologo quando si siano verificati almeno due attacchi con le medesime caratteristiche. La raccolta delle informazioni su storia clinica, sintomi, eventuali familiarità e altri aspetti rilevanti per la diagnosi (anamnesi) e l’esame obiettivo e neurologico sono utili allo specialista ai fini di diagnosi e per escludere un’origine secondaria dell’emicrania (attribuibile, cioè, ad altre patologie). Per confermare la diagnosi possono essere inoltre richiesti esami strumentali come:
- risonanza magnetica
- eco-color doppler dei tronchi sovra-aortici
- doppler transcranico con bubble test
- visita oculistica per escludere la presenza di patologie dell’occhio.
Come trattare l’emicrania con aura?
In presenza di un numero limitato di crisi emicraniche all’anno la terapia farmacologica è mirata a stroncare l’attacco (terapia sintomatica), mentre quando le crisi sono frequenti e ricorrenti si prende in considerazione una terapia preventiva.
Tra i farmaci più utilizzati nella terapia sintomatica dell’attacco emicranico ci sono i comuni analgesici non steroidei (FANS) e i triptani: entrambe queste tipologie di farmaci riescono a stroncare l’attacco doloroso, mentre generalmente non riescono a sortire effetto sull’aura. Utili anche farmaci per contenere sintomi come nausea e vomito e integratori di magnesio.
La visita neurologica permette di rilevare eventuali patologie o disturbi che colpiscono il sistema nervoso centrale o quello periferico, come l’emicrania.
Ultimo aggiornamento: agosto 2025
Data online: agosto 2015