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Forame ovale pervio

Che cos’è il forame ovale pervio?

Il forame ovale pervio (FOP) è un’anomalia congenita del cuore che consiste nella persistenza di un tunnel, il forame ovale per l’appunto, che mette in comunicazione due camere cardiache, l’atrio destro e l’atrio sinistro. È presente in una persona ogni quattro.

Quali sono le cause del forame ovale pervio?

Il forame ovale è pervio (e dunque aperto) durante la vita fetale, e si chiude fisiologicamente subito dopo la nascita. Quando ciò non avviene, si parla di forame ovale pervio.

Quali sono i sintomi del forame ovale pervio?

Il forame ovale pervio di per sé, il più delle volte non dà sintomi. L’interesse nei confronti di questa anomalia deriva dalla sua associazione con gli eventi ischemici cerebrali cosiddetti criptogenici, ovvero senza una causa dimostrata. Un’ischemia cerebrale può essere infatti determinata da un trombo che si forma nelle vene delle gambe, si stacca dalla parete delle stesse e prosegue fino all’atrio destro: qui, attraverso il forame ovale pervio, il trombo raggiunge l’atrio sinistro, da dove può proseguire e ostruire varie arterie del corpo, comprese le arterie cerebrali. Pertanto, il primo sintomo collegato alla presenza del forame ovale pervio può essere un evento ischemico cerebrale; per questo, in presenza di un’ischemia cerebrale senza causa apparente, soprattutto nelle persone giovani, si procede a cercare l’eventuale causa con vari accertamenti, alcuni dei quali mirati alla ricerca del forame ovale pervio. 

Diagnosi

Per effettuare la diagnosi, si procede mediante l’iniezione di un bolo di soluzione fisiologica mista a sangue in una vena, il che provoca un effetto bollicine (bubble test). A questo punto, tramite l’ecocardiografia o il doppler transcranico, si valuta la presenza o meno di uno shunt, ossia un passaggio di bollicine: normalmente, infatti, non essendoci una comunicazione tra atrio destro e sinistro, le bollicine sono visualizzabili solamente nelle sezioni destre del cuore; l’evidenza di un passaggio di bollicine da un atrio all’altro all’ecocardiografia o l’evidenza di bollicine al doppler transcarnico confermano la presenza di forame ovale pervio. La diagnosi definitiva è possibile con l’ecocardiogramma transesofageo, che è un esame ancora più accurato.

Trattamento

La terapia conservativa è di tipo farmacologico, in particolare con un farmaco anti-trombotico che inibisce la funzionalità piastrinica o la cascata della coagulazione.

Un’altra possibilità è la chiusura meccanica del forame ovale pervio, che è stato dimostrato essere più efficace nel prevenire le recidive rispetto alla sola terapia farmacologica in un gruppo selezionato di pazienti giovani, senza fattori di rischio cardiovascolari, che hanno avuto uno o più eventi ischemici cerebrali. La procedura è di tipo mininvasivo: tramite un accesso venoso femorale, si posiziona un dispositivo simile a un ombrellino all’interno del forame ovale pervio, chiudendo la comunicazione tra i due atri e prevenendo recidive di ictus ed embolie periferiche.