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Leucemia, linfoma e mieloma: in Humanitas Ricerca e medicina personalizzata

Leucemie, linfomi e mielomi sono tumori del sangue che hanno origine e caratteristiche differenti. Si tratta di malattie rare, per le quali la Ricerca è fondamentale.

In Humanitas, Ricerca e terapia sono fortemente connesse e la medicina personalizzata nella cura dei pazienti con leucemie, linfomi e mielomi è una realtà.

Ne parliamo con il professor Matteo Della Porta, capo sezione leucemie e mielodisplasie, e con il professor Carmelo Carlo-Stella, capo sezione linfomi e mieloma.

Che cosa sono le leucemie

La leucemia è un tumore del sangue e nella maggior parte dei casi origina da una cellula staminale del sangue e colpisce i globuli bianchi, cellule che hanno lo scopo di proteggerci dalle infezioni, i globuli rossi, che trasportano l’ossigeno ai tessuti e le piastrine, che ci proteggono dalle emorragie.

In presenza di una leucemia, il midollo osseo produce cellule che non funzionano correttamente e la loro proliferazione incontrollata impedisce la normale crescita di cellule del sangue “sane”.

Medicina personalizzata, fondamentale nella cura

Come spiega il professor Matteo Della Porta: “Nelle leucemie c’è una grandissima varietà biologica da paziente a paziente e studiare questa varietà ma ha implicazioni importanti nella definizione della prognosi e sulla scelta del trattamento da offrire al singolo paziente. Proprio alla fine del 2020 è stato pubblicato il primo studio sulla rivista scientifica Nature Medicine che dimostra come un trattamento scelto in base al genoma del singolo paziente migliori la prognosi, rispetto a una scelta fatta secondo parametri tradizionali.

Lo studio del genoma e dunque delle caratteristiche della singola leucemia è la chiave per migliorare le cure, perché offre al medico uno strumento per fare una scelta terapeutica precisa individuando tra i farmaci disponibili quelli particolarmente adatti, da subito, al singolo paziente. La leucemia, infatti, è una malattia in cui conta soprattutto ciò che si riesce a ottenere con la prima terapia: se fin da subito si sceglie la strada giusta si apre per il paziente una speranza di cura.

Humanitas è stato il primo ospedale in Italia che ha reso possibile e fruibile per uso clinico lo studio del genoma rendendolo pratica clinica”.

Il primo Centro in Italia per lo studio della predisposizione genetica

In Humanitas c’è anche il primo centro clinico italiano per studiare la predisposizione genetica alle leucemie, presente fino al 10% dei casi (soprattutto nei giovani, di età inferiore ai 50 anni). 

“L’identificazione di una mutazione ereditaria associata a predisposizione leucemica in un paziente affetto ha un impatto importante per esempio nella scelta del donatore per il trapianto di cellule staminali, poiché in questo caso un trapianto da donatore familiare è da escludersi. Inoltre, sebbene non sia possibile fare una prevenzione ematologica attiva, sapere che in famiglia ci sono altri soggetti a rischio può consentire di programmare una sorveglianza attiva e intervenire per tempo qualora fosse necessario”, prosegue il prof. Della Porta.

L’Intelligenza Artificiale in Ematologia

“Dalla sinergia tra Humanitas, Humanitas University e il Politecnico di Milano è nato inoltre un centro di Ricerca dedicato all’ematologia, CALR (da Center for Accelerating Leukemia/Lymphoma Research, ma anche da uno dei geni chiave nello studio di queste malattie), dove sviluppiamo progetti mirati a utilizzare l’Intelligenza Artificiale per rispondere a domande di interesse clinico, e per abbreviare i tempi con cui i risultati di una scoperta scientifica possono essere tradotti in un beneficio pratico per i pazienti con tumori del sangue. Grazie all’aiuto degli ingegneri e dei data scientist di Humanitas AI Center riusciamo a utilizzare i dati di cui disponiamo come ospedale affinché ci aiutino nel migliorare le cure dei pazienti, sempre in un’ottica di medicina personalizzata.

Da un punto di vista clinico abbiamo implementato tutti gli strumenti per rendere reale ed effettiva la personalizzazione del trattamento e ci siamo attrezzati nella Ricerca per continuare a riversare le conoscenze ottenute, anche grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale, nella cura concreta e diretta dei pazienti”, ha concluso il professor Della Porta.

Linfomi e mielomi

I linfomi sono tumori del sangue dovuti a una proliferazione incontrollata dei linfociti, cellule del sistema immunitario che in condizioni normali si occupano di difenderci dalle infezioni e dai tumori, dovuta alla comparsa di anomalie del genoma. Questo disordine consente ai linfociti di accumularsi nei linfonodi, o in altri organi, generando così il linfoma.

I linfomi si dividono in due gruppi: linfoma di Hodgkin, dovuto alla trasformazione dei linfociti B, linfomi non Hodgkin, in cui possono essere coinvolti sia i linfociti B sia i linfociti T.

Nei mielomi l’alterazione colpisce le plasmacellule: cellule del sistema immunitario presenti nel midollo osseo deputate alla produzione di anticorpi. In condizioni fisiologiche ogni plasmacellula produce un anticorpo diverso, ampliando così la capacità di risposta del nostro sistema immunitario. In fase di malattia invece, la plasmacellula si replica in maniera incontrollata, producendo cloni di se stessa e numerose copie dello stesso anticorpo (monoclonale). Si distinguono due forme principali: il Mieloma Multiplo e le Gammopatie Monoclonali di Significato Indeterminato.

L’immunoterapia nella cura dei linfomi

“I progressi nella terapia dei linfomi e dei mielomi sono profondamente interconnessi con la Ricerca”, precisa il professor Carmelo Carlo-Stella.

“Nella cura dei linfomi le principali novità sono legate all’immunoterapia e alla scoperta di nuovi target da utilizzare come bersagli per terapie con nuove molecole. Grazie alla Ricerca è stato possibile chiarire l’importanza di alcuni aspetti di regolazione del sistema immunitario (come i check-point immunologici) e identificare dei bersagli da utilizzare dal punto di vista terapeutico; la ricerca sui check-point immunologici ha consentito di produrre molecole che si legano a recettori sulla superficie cellulare e attivano il sistema immunitario per distruggere i linfomi. È il caso del linfoma di Hodgkin: grazie all’immunoterapia, la qualità e la durata di vita dei pazienti con linfoma di Hodgkin refrattario è radicalmente mutata. Prima della messa a punto dei farmaci che inibiscono i check-point immunologici raramente questi pazienti andavano incontro a guarigione, oggi invece questi pazienti guariscono nella grande maggioranza dei casi”, prosegue.

Gli anticorpi bi-specifici

“Anticorpi bi-specifici sono molecole sofisticate che da un lato attivano il sistema immunitario e dall’altro bersagliano la cellula tumorale. Questa è una frontiera avanzata dove Ricerca clinica e cura delle malattie sono profondamente interconnesse.

Humanitas è un centro all’avanguardia nell’uso di questi farmaci per i mielomi e i linfomi non Hodgkin. Ci aspettiamo che con il consolidarsi dei risultati diventi possibile utilizzare questi nuovi farmaci nelle fasi sempre più precoci di malattia”.

Il DNA tumorale circolante per valutare l’efficacia di terapia

“Quando parliamo di Ricerca, parliamo anche di metodiche sofisticate di indagine che consentono di misurare gli effetti delle terapie con i nuovi farmaci. In Humanitas utilizziamo l’analisi del DNA tumorale circolante per valutare l’efficacia della immunoterapia ma anche della chemioterapia nei pazienti con linfoma.

La riduzione del DNA tumorale circolante ci aiuta a verificare se la terapia sta funzionando così come possiamo identificare mutazioni che rendono il linfoma resistente alle terapie in corso. Si tratta di un aspetto molto importante perché in alcuni casi è possibile – identificando la causa della resistenza alle terapie – modificare i farmaci che vengono utilizzati.

La Ricerca di base (con l’identificazione di nuovi bersagli terapeutici) e le informazioni che derivano dalla Ricerca traslazionale (come il DNA tumorale circolante) e dal contesto clinico offrono la possibilità di disegnare programmi di terapia sempre più personalizzati, basati sulla conoscenza accurata delle caratteristiche biologiche e genetiche di malattia e del quadro clinico del singolo paziente. Un approccio fondamentale per i pazienti con linfomi e mielomi”, ha concluso il prof. Carlo-Stella.

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