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Hantavirus: cos’è e i sintomi

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 2 maggio 2026, ha segnalato un focolaio di gravi patologie respiratorie su una nave da crociera. Dalle analisi di laboratorio è emerso che si tratta di infezioni da hantavirus, alcuni casi sono già confermati, altri sono al momento sospetti.

Che cos’è l’hantavirus, come si prende e quali sono i sintomi? Ne parliamo con il prof Michele Bartoletti, Responsabile di Malattie infettive presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Hantavirus cos’è e come si prende

La malattia da hantavirus è una zoonosi, ovvero un’infezione virale che si trasmette dall’animale all’uomo. Gli hantavirus, virus appartenenti alla famiglia Hantaviridae, infettano i roditori, ma solo alcuni di loro sono noti per la trasmissione dell’infezione alla specie umana. 

La trasmissione dell’infezione avviene mediante contatto con urina, escrementi o saliva di roditori infetti; meno frequentemente il contagio può avvenire tramite morso di animale infetto. Corrono un maggior rischio le persone che lavorano in agricoltura o in ambito forestale e attività che possono esporre al contatto con i roditori, come la pulizia di ambienti chiusi e poco ventilati o la permanenza in ambienti infestati da roditori

Hantavirus: i sintomi

Nell’uomo i sintomi in genere compaiono dopo 1-8 settimane dal contagio e includono:

Si distinguono due forme principali di malattia:

  • sindrome polmonare da hantavirus (HCPS): causata dai virus presenti in Nord, Sud e Centro America. Si manifesta con tosse, difficoltà respiratorie, accumulo di liquido nei polmoni e shock. In particolare, il virus Andes è responsabile di una trasmissione da uomo a uomo tra contatti stretti e prolungati;
  • febbre emorragica con sindrome renale emorragica (HFRS): causata da virus presenti in Europa e Asia. Si manifesta con pressione bassa, disturbi della coagulazione e insufficienza renale.

La trasmissione da persona a persona è stata finora documentata solo per il virus Andes nelle Americhe ed è rara. Quando si verifica, risulta associata a contatti stretti e prolungati e sembra più probabile in fase iniziale di malattia.

Hantavirus: come si fa la diagnosi?

La diagnosi precoce di un’infezione da hantavirus non è sempre semplice: i sintomi infatti sono comuni ad altre condizioni, come influenza, raffreddore, COVID-19, polmonite virale, dengue.

Risulta dunque necessaria un’anamnesi accurata che tenga conto dei rischi professionali e ambientali, dell’eventuale esposizione a roditori, ai viaggi effettuati.

La diagnosi si avvale di analisi di laboratorio per la ricerca di anticorpi specifici per l’hantavirus o valori crescenti di IgG e di indagini molecolari come la reazione a catena della polimerasi con trascrittasi inversa (RT-PCR) in fase acuta di malattia, quando l’RNA del virus (l’acido nucleico che ne contiene le informazioni genetiche essenziali per la replicazione) può essere rilevato nel sangue.

Hantavirus: come si cura l’infezione?

Non esiste un trattamento antivirale specifico, la terapia è volta al miglioramento dei sintomi e alla gestione delle complicanze presenti, di natura respiratoria, cardiaca o renale.

Non si dispone nemmeno di un vaccino, pertanto la prevenzione passa attraverso la diminuzione del rischio di contagio e dunque di contatto tra roditori e persone.

In presenza di un focolaio di malattia o di epidemia sono necessari l’identificazione e l’isolamento dei casi sospetti e confermati, il monitoraggio dei contatti stretti e le regole standard di prevenzione delle infezioni (igiene delle mani, uso delle mascherine, distanziamento).

Malattie Infettive E Tropicali

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