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Dermatite da contatto: la causa può essere un’allergia al nichel?

Quando si parla di allergie dermatologiche non si può dimenticare di considerare l’allergia al nichel, una tra le cause più comuni di dermatite allergica da contatto. Il nichel, infatti, è un metallo tipicamente usato per gioielli, piercing, orologi e per vari oggetti di utilizzo quotidiano, come le chiavi, le monete, le cerniere dei vestiti e persino nei cosmetici, nei detergenti e nelle sigarette elettroniche, o nelle maniglie delle porte. Inoltre il nichel è anche presente in alcuni alimenti, in particolare quelli a lunga conservazione venduti in lattina. Insomma, le possibilità che una persona allergica al nichel vi possa entrare a contatto sono particolarmente elevate.

Come tutte le allergie, anche quella al nichel è determinata da una risposta abnorme del sistema immunitario a una sostanza che non riconosce e può manifestarsi sia al primo contatto con il metallo, sia, in individui adulti, dopo un’esposizione prolungata nel tempo.

Come si manifesta l’allergia al nichel? E quali sono le possibilità di trattamento? Approfondiamo il discorso con il dottor Giovanni Paoletti, Allergologo e Immunologo in Humanitas.

Allergia al nichel: quali sono i sintomi?

Le persone allergiche al nichel, quando toccano o indossano un oggetto che contiene questo specifico metallo, sono portate a sviluppare entro le 12-48 ore una dermatite da contatto. Le chiazze pruriginose provocate dall’allergia al nichel possono estendersi anche ad altre zone del corpo oltre a quelle entrate direttamente a contatto col nichel, e possono permanere fino a due settimane. La pelle diventa secca, si arrossa e può ricoprirsi di piccoli tagli e vescicole, nei casi più severi può fuoriuscire del liquido essudativo.

Come abbiamo detto, l’allergia al nichel può presentarsi anche dopo contatti prolungati, magari in individui adulti allergici ma che non hanno mai sviluppato manifestazioni legate al contatto con questo specifico metallo. Nella maggior parte dei casi interessa soggetti già allergici o con familiarità con l’allergia al nichel, in particolar modo donne (che indossano in percentuale maggiore rispetto agli uomini gioielli e piercing e per questo sono più esposte a questo metallo) o persone che lavorano a contatto con metalli pesanti, per esempio in alcune fabbriche.

È in ogni caso importante, in caso di rash cutanei, fare sempre riferimento a uno specialista in grado di diagnosticare un eventuale disturbo e impostare il trattamento più adeguato per risolvere il problema, che può essere particolarmente fastidioso e invalidante, soprattutto se si manifesta in determinate parti del corpo, come le mani. 

Patch test: lesame per la diagnosi di allergia al nichel

Il principale metodo diagnostico per valutare un’eventuale presenza di allergia al nichel è il patch test (contact hypersensitivity allergy test), che prevede l’applicazione di una crema contenente una minima quantità di allergene (in questo caso nichel) sulla schiena. Le zone in cui è stata applicata la crema vengono dunque coperte con un cerotto, che viene rimosso dal medico dopo due giorni. Se la zona coperta dal cerotto risulta infiammata significa che il paziente è allergico al nichel. 

Allergia al nichel: come si cura?

L’allergia al nichel non può essere curata, però si può intervenire sui sintomi della dermatite da contatto attraverso l’utilizzo di creme lenitive o in casi specifici a base di corticosteroidi da applicare sulla zona interessata. Al domicilio, il paziente deve ricordarsi di mantenere la pelle adeguatamente idratata.

Se i sintomi sono particolarmente aggressivi, lo specialista può prescrivere farmaci corticosteroidi o antistaminici da assumere per via orale. In alcuni casi potrebbe anche essere valutato il ricorso alla fototerapia, un trattamento che comporta diverse sedute e si svolge nell’arco di qualche mese. 

Cosa fare in caso di allergia al nichel?

Individui a cui è stata diagnosticata l’allergia al nichel, o che hanno familiarità con questa allergia, devono evitare l’esposizione prolungata a oggetti che lo contengono. Chi lavora a contatto con il nichel dovrebbe sempre utilizzare dei guanti protettivi e, se spesso non è possibile evitare di maneggiare monete o chiavi, si può prestare maggiore attenzione agli inserti dei vestiti, evitando bottoni, cerniere o borchie che restano a contatto con la pelle, e a non indossare gioielli a meno che non siano dichiaratamente nichel free e ipoallergenici.

Esistono oggi diversi marchi e aziende che producono bigiotteria priva di nichel e, per quanto riguarda i metalli più preziosi, non contengono nichel l’argento sterling, l’oro 18 carati e alcune leghe di oro giallo appositamente create nichel free. In ogni caso, ci si dovrebbe informare prima di ogni acquisto: in particolar modo quando si parla di piercing è bene assicurarsi preventivamente che lo studio a cui si fa riferimento utilizzi una strumentazione ipoallergenica e monouso.

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