COME TI POSSIAMO AIUTARE?
Centralino
+39 02 8224 1

Se hai bisogno di maggiori informazioni contattaci telefonicamente

Prenotazioni Private
+39 02 8224 8224

Prenota una visita in privato o con assicurazione telefonicamente, oppure direttamente online

Centri
IBD Center
0282248282
Dipartimento di Gastroenterologia
02 8224 8224
Ortho Center
02 8224 8225
Cancer Center
0282246280
Centro Odontoiatrico
0282246868
Cardio Center
02 8224 4330
Centro Oculistico
02 8224 2555

Cosa sono e a cosa servono le paratiroidi?

Le paratiroidi sono quattro piccole ghiandole tipicamente situate in prossimità della tiroide. La loro funzione principale è la regolazione della calcemia, garantendo il mantenimento di livelli adeguati di calcio nell’organismo. Alterazioni in eccesso o in difetto di questo equilibrio possono determinare conseguenze cliniche significative, rendendo le paratiroidi indispensabili per l’omeostasi generale.

Ne parliamo con il professor Andrea Lania, responsabile dell’Unità di Endocrinologia e Diabetologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

A cosa servono le paratiroidi

Le paratiroidi svolgono un ruolo centrale nella regolazione del metabolismo del calcio, del fosforo e della vitamina D. Attraverso la secrezione dell’ormone paratiroideo (PTH), agiscono su rene, osso e intestino, modulando l’assorbimento e l’escrezione di questi substrati in funzione delle necessità dell’organismo. L’azione del PTH è essenziale per il mantenimento dell’omeostasi minerale e per la salute ossea, muscolare e cardiovascolare.

Un’iperattività delle paratiroidi determina l’iperparatiroidismo. Nella forma primitiva, l’ipersecrezione dell’ormone paratiroideo è causata dalla trasformazione adenomatosa di una o più ghiandole: gli adenomi paratiroidei, tumori benigni, producono ormone paratiroideo in modo autonomo e incontrollato, determinando ipercalcemia. Le conseguenze di questo squilibrio possono includere riduzione della densità minerale ossea e osteoporosi; nei casi più severi, l’ipercalcemia può causare aritmie cardiache, alterazioni neurologiche e nefrolitiasi, quest’ultima conseguente al sovraccarico di calcio filtrato a livello renale.

Come avviene la diagnosi di iperparatiroidismo primitivo?

Il riscontro di ormone paratiroideo elevato è di per sé semplice sul piano delle analisi di laboratorio, ma la sua interpretazione richiede maggiore attenzione: l’incremento dell’ormone paratiroideo, infatti, non è necessariamente espressione di un’alterazione primitiva delle paratiroidi, potendo essere secondario a deficit di vitamina D, ipocalcemia o ad altre condizioni patologiche.

Una volta confermata la diagnosi di iperparatiroidismo primitivo mediante esami ematochimici e urinari, è necessario localizzare l’eventuale adenoma. Questa fase può risultare complessa: le ghiandole patologiche possono essere di piccole dimensioni e collocarsi in sedi difficilmente accessibili, come la regione retrotiroidea o il mediastino superiore. L’ecografia del collo rappresenta il primo approccio strumentale; nei casi più complessi si ricorre alla scintigrafia con sestamibi o alla PET con traccianti specifici.

Come si cura l’iperparatiroidismo?

In presenza di ipercalcemia grave o di complicanze quali insufficienza renale, nefrolitiasi, osteoporosi o ipercalciuria significativa, il trattamento di elezione è la paratiroidectomia chirurgica. L’intervento deve essere affidato a chirurghi con specifica esperienza in chirurgia cervico-endocrina.

Nei pazienti in cui la chirurgia è controindicata per le condizioni generali, è possibile ricorrere a una terapia farmacologica con calcio-mimetici. Questi farmaci agiscono simulando l’effetto del calcio sul recettore sensibile al calcio delle cellule paratiroidee, riducendo la secrezione di ormone paratiroideo e controllando la calcemia. Pur rappresentando un’opzione terapeutica efficace nel breve termine, questo approccio non garantisce la risoluzione definitiva delle complicanze d’organo a lungo termine.

Endocrinologia E Malattie Del Metabolismo

Visite ed esami

I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 800 medici
Torna su