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Angioplastica nei pazienti in terapia anticoagulante: il dottor Stefanini speaker al webinar della Società Europea di Cardiologia

“Focus on antithrombotic treatment of patients under oral anticoagulation in need of PCI – from randomized clinical trials to the individual patient”: questo il titolo del webinar organizzato dalla European Society of Cardiology che si è svolto venerdì 8 settembre, cui ha preso parte come speaker il dottor Giulio Stefanini, specialista in Cardiologia Clinica e Interventistica in Humanitas e ricercatore di Humanitas University.

“Si è trattato di un momento educativo dedicato a un tema di interesse generale per la comunità scientifica e clinica cardiologica e infatti sono stati centinaia gli specialisti collegati in diretta da tutto il mondo, che hanno partecipato alla discussione con domande e riflessioni.

Focus del lavoro la gestione dei pazienti sottoposti ad angioplastica che necessitano di terapia anticoagulante orale e che dopo l’intervento hanno bisogno di trattamento antiaggregante. La somma di queste due terapie infatti aumenta il rischio di sanguinamento”, spiega il professor Stefanini. 

Il lavoro nel corso del webinar

“Abbiamo cercato di capire quali possano essere le prospettive in termini di scelta farmacologica e di scelta dello stent per questi pazienti, a partire dalle evidenze di cui disponiamo e tenendo conto delle recenti linee guida della Società Europea di Cardiologia.

Da un trial recente è emerso che la strategia ottimale sembra sia quella di ridurre la terapia antiaggregante sia in termini quantitativi, passando a un solo farmaco anziché somministrandone due, sia per quanto riguarda la durata della terapia farmacologica. In Humanitas stiamo conducendo una sperimentazione clinica, lo studio POEM, che sta valutando questa strategia.

Si tratta di un numero elevato di pazienti, circa il 30% di quelli sottoposti ad angioplastica. Occorre dunque trovare la strada per la gestione di questi pazienti, anche perché in futuro l’esigenza sarà sempre maggiore considerato il continuo invecchiamento della popolazione: il paziente anziano infatti ha un più alto rischio di sanguinamento”, sottolinea lo specialista.

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I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 800 medici