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Acne cistica: le cause e come si cura

L’acne è un disturbo della pelle che colpisce persone di età diversa e che può manifestarsi con differenti gradi di severità.

Si caratterizza per l’infiammazione delle unità pilosebacee, ossia il follicolo pilifero e la ghiandola sebacea associata, che si manifesta attraverso comedoni aperti (punti neri), comedoni chiusi (punti bianchi), papule, pustole, noduli e cisti.

Esistono diverse tipologie di acne, tra le quali l’acne cistica. Quali sono le cause e come curarla? Ne parliamo con la dottoressa Chiara Perugini, specialista in dermatologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Che cos’è l’acne cistica?

L’acne cistica rappresenta, insieme alla forma conglobata, la forma più grave di acne ed è caratterizzata dalla comparsa di lesioni cistiche multiple di dimensioni variabili, che possono andare da pochi millimetri fino a diversi centimetri. Queste lesioni si sviluppano principalmente su viso e tronco e tendono all’ascessualizzazione, aumentando il rischio di infiammazioni più profonde e cicatrici permanenti.

I sintomi dell’acne cistica

L’acne cistica si manifesta attraverso la formazione di cisti piene di pus, profonde e dolorose sotto la pelle. Le cisti possono variare in dimensione, da piccole come un pisello a grandi come una monetina. Possono anche presentare un’estremità da cui fuoriesce pus, che può essere biancastro-giallastro, e possono ricoprirsi di croste. A volte, la pelle circostante appare arrossata e può esserci la sensazione di prurito o fastidio. 

L’acne cistica si sviluppa frequentemente sul viso, ma può comparire anche su schiena, glutei, petto, collo, spalle e parte superiore delle braccia. 

Quali sono le cause dell’acne cistica?

Le cause dell’acne cistica sono molteplici e includono fattori ormonali, genetici, batterici e ambientali. L’acne cistica si sviluppa quando i pori della pelle si ostruiscono per una iperproduzione di sebo e anormale cheratinizzazione delle cellule cutanee, con presenza anche di colonizzazione batterica. 

  • Età. Gli adolescenti sono più inclini a sviluppare l’acne cistica a causa dei cambiamenti ormonali che avvengono durante la pubertà.
  • Ormoni. Gli squilibri ormonali, in particolare durante l’adolescenza e talvolta durante la menopausa, possono stimolare le ghiandole sebacee a produrre più sebo, aumentando il rischio di acne.
  • Predisposizione genetica, infatti circa il 50% dei pazienti ha un consanguineo di primo grado che ha avuto l’acne.
  • Alcuni batteri come il Cutibacterium acnes, che possono colonizzare i pori ostruiti, portando all’infiammazione e alla formazione di cisti.
  • Pori ostruiti a causa di eccesso di sebo e anormale cheratinizzazione delle cellule del dotto follicolare, che possono intrappolare batteri e causare infiammazione.

Esistono altri fattori che possono favorire la comparsa o il peggioramento dell’acne, tra cui lo stress, l’uso di alcuni farmaci, l’inquinamento ambientale, esposizione solare eccessiva, agenti ossidanti come fumo e alcol, e una dieta con cibi ad alto indice glicemico. Anche una scorretta igiene personale, lavarsi con troppa frequenza o con saponi non appropriati possono peggiorare l’acne.

Come avviene la diagnosi di acne cistica?

La diagnosi di acne cistica viene effettuata da un dermatologo attraverso un esame clinico della pelle e delle cisti presenti.

Oltre all’esame visivo, il dermatologo raccoglie informazioni importanti sulla storia clinica della persona, inclusi eventuali casi di acne in famiglia, la presenza di squilibri ormonali e altri fattori che potrebbero contribuire all’insorgenza dell’acne. Questo processo di anamnesi aiuta a identificare le possibili cause e a personalizzare il trattamento. 

Il dermatologo può anche distinguere l’acne cistica da altre forme di acne, come l’acne nodulare. Entrambe causano protuberanze dolorose sotto la pelle, le cisti sono piene di pus, mentre i noduli sono più solidi e non contengono fluido. Inoltre, l’acne cistica è più incline a causare cicatrici e richiede un approccio terapeutico specifico.

Come trattare l’acne cistica?

I trattamenti per l’acne cistica si concentrano sulla riduzione dell’infiammazione, l’eliminazione dei batteri e la prevenzione delle cicatrici. Generalmente, si utilizzano antibiotici topici o sistemici per combattere i batteri e ridurre l’infiammazione. I dermatologi possono prescrivere creme, gel o lozioni contenenti antibiotici. 

Altri trattamenti topici possono comprendere principi attivi come il perossido di benzoile per ridurre i batteri sulla pelle, o l’acido glicolico e l’acido salicilico per eliminare “le cellule morte” della pelle. Anche i retinoidi, derivati della vitamina A, hanno un’azione cheratolitica e possono essere applicati topicamente o assunti per via orale. L’isotretinoina è un retinoide orale molto efficace, ma richiede stretto controllo medico a causa dei possibili effetti collaterali. 

In alcuni casi molto gravi di acne conglobata, caratterizzata da noduli e cisti infiammatorie tendenti alla fistolizzazione, o nelle forme acute di acne fulminans si può ricorrere contestualmente anche alla terapia steroidea sistemica.

Per la popolazione femminile, in caso di verificate sindromi o squilibri endocrinologici, le terapie anti- androgeniche o la pillola estroprogestinica possono essere prescritte al fine di modulare i valori ormonali che contribuiscono all’acne. 

Per trattare le cicatrici da acne, invece, si possono utilizzare varie tipologie di laser, come il laser CO2 ablativo, con lo scopo di stimolare la rigenerazione cutanea e ridurre la profondità delle cicatrici e le macchie scure.

Il trattamento laser viene eseguito quando l’acne non è più in fase infiammatoria.

È importante anche seguire alcune buone pratiche per la cura della pelle, come lavare il viso delicatamente con un detergente specifico, usare prodotti non comedogenici, evitare di toccare il viso, e non schiacciare i brufoli. Non meno importante è seguire una dieta equilibrata, limitando i cibi ad alto indice glicemico.

Bibliografia
Dermatologia E Venerologia

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