È in corso la Campagna Vaccinale 2020/2021 contro l’influenza stagionale. L’influenza è una malattia respiratoria acuta dovuta a un’infezione virale: è una malattia stagionale che nell’emisfero occidentale si presenta nel periodo invernale.

L’influenza rappresenta, ogni anno, un importante problema di sanità pubblica per via del suo impatto epidemiologico, clinico ed economico.

Quest’anno poi, con la pandemia COVID-19, non è da escludere una circolazione parallela del virus SARS-CoV-2 (responsabile di COVID-19) e dei virus influenzali. Il Ministero della Salute ha pertanto raccomandato di sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale, rivolgendosi in particolare ai soggetti ad alto rischio di tutte le età, anche per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, considerata la somiglianza tra i sintomi di influenza e COVID-19. 

Approfondiamo l’argomento con il dottor Michele Lagioia, Direttore medico sanitario di Humanitas.

Influenza: come si trasmette

L’influenza è molto contagiosa, la trasmissione del virus influenzale è infatti piuttosto veloce tra gli individui. Il virus si trasmette soprattutto per via aerea attraverso le particelle respiratorie (droplet) che emettiamo quando parliamo, starnutiamo o tossiamo, e anche attraverso il contatto con oggetti contaminati da individui già infetti.

Le norme igieniche per limitare la diffusione dell’influenza sono le stesse che valgono per SARS-CoV-2: lavare e igienizzare spesso le mani, evitare di toccarsi il viso, starnutire all’interno del gomito o in un fazzolettino di carta, che andrà subito gettato. L’obbligo dell’uso della mascherina e il distanziamento fisico – fondamentali nel tentare di contenere SARS-CoV-2 – sono validi anche nel contrastare la diffusione dell’influenza stagionale.

Influenza: i sintomi

L’influenza può presentarsi in maniera asintomatica o sintomatica, fino a provocare disturbi respiratori anche gravi che possono sfociare in pericolose complicanze (la percentuale di casi critici, tuttavia è comunque inferiore a quella provocata da SARS-CoV-2).

I sintomi caratteristici dell’influenza sono:

  • Febbre a insorgenza improvvisa, accompagnata da brividi, dolori ossei e muscolari.
  • Raffreddore.
  • Mal di gola.
  • Tosse non catarrale.
  • Mal di testa.
  • Malessere generale.

Le tempistiche di incubazione dell’influenza si assestano intorno ai tre giorni, e i pazienti affetti da questa malattia sono particolarmente contagiosi dal periodo pre-sintomatico ai primi giorni con sintomi palesi. A essere particolarmente contagiosi, in questo caso, sono i bambini, che rappresentano il più importante veicolo di trasmissione della patologia, che si manifesta in generale più severamente nei bambini stessi, oltre che in anziani, individui immunodepressi e con malattie croniche e donne incinte.

L’importanza del vaccino antinfluenzale

Ma c’è un modo per proteggersi dall’influenza, in particolar modo in un momento in cui è fondamentale non indebolire le proprie difese immunitarie e non sviluppare sintomi che potrebbero essere confusi con quelli di COVID-19. Si tratta del vaccino antinfluenzale: una copertura vaccinale diffusa, infatti, può aiutare il sistema sanitario a distinguere tra casi sospetti COVID-19 e pazienti affetti da influenza, semplificando così non solo il processo di diagnosi, ma anche la gestione degli accessi al pronto soccorso.

Il vaccino è gratuito per le categorie a rischio

In Italia, il vaccino antinfluenzale, è gratuito per tutte le categorie considerate a rischio: gli over 60, i bambini fino ai sei anni, le donne in gravidanza, i pazienti con patologie croniche o acute, e gli operatori sanitari. Ovviamente è fortemente raccomandato che tutte le persone che fanno parte di queste categorie accedano alla vaccinazione, accordandosi tempestivamente con il medico di medicina generale o la propria ASST di riferimento.

Il vaccino antinfluenzale può essere erogato da:

  • i medici di medicina generale; 
  • i centri vaccinali delle ASST
  • i luoghi specificamente dedicati da Comune e ASST

In ogni caso anche chi non è considerato a rischio dovrebbe seriamente valutare l’accesso al vaccino antinfluenzale. Proteggendo se stessi si proteggono anche gli altri, consentendo una riduzione delle complicanze nei soggetti a rischio, ma anche contribuendo a preservare ospedali e pronto soccorso da un sovraccarico di pazienti, in un momento delicato come quello che stiamo vivendo per via della pandemia COVID-19.