Dal 13 al 15 febbraio scorsi San Francisco ha ospitato il Genitourinary Cancers Symposium: l’evento, organizzato dall’American Society of Clinical Oncology (ASCO), ha visto la presenza di 4.500 specialisti provenienti dal tutto il mondo, al fine di confrontarsi sui trattamenti, la cura e i progetti di Ricerca nell’ambito dei tumori del tratto genito-urinario.

Importante la partecipazione di Humanitas, che ha mostrato il proprio carattere traslazionale in campo urologico, ponendosi come primo gruppo italiano con i suoi cinque poster presentati, frutto del lavoro del team di Urologia – guidato dal professor Giorgio Guazzoni – e della collaborazione con i gruppi di Ricerca della professoressa Maria Rescigno e del professor Stefano Duga.

In Humanitas, infatti, ricercatori e medici lavorano a stretto contatto, al fine di raggiungere obiettivi preziosi per i percorsi clinici dei pazienti, dalla diagnosi alla cura. Per garantire ai pazienti la cura migliore, che sia personalizzata e di precisione, non è possibile prescindere dalla sinergia tra i clinici e i ricercatori. Una collaborazione capace di fare la differenza oggi e sempre di più nel futuro.

I lavori presentati al meeting

Diversi i temi al centro dei poster presentati: dal ruolo della genetica, con l’espressione dell’oncogene ERG nel tumore alla prostata1, alla relazione tra sistema immunitario e tumore prostatico2; dalla caratterizzazione del microbiota urinario3 ai primi risultati di un farmaco per una tipologia di tumore alla vescica4. Presentato anche uno studio5 realizzato in collaborazione con altri Centri dedicato al confronto tra micro-ultrasuoni e Risonanza magnetica multiparametrica nella diagnosi del tumore alla prostata.

Lo studio sul carcinoma in situ della vescica non responsivo

Uno studio europeo multicentrico di fase I, guidato dal dottor Rodolfo Hurle, e dedicato al trattamento del carcinoma della vescica in situ recidivo nei pazienti intolleranti o non responsivi alla terapia con BCG (Bacillus Calmette-Guérin) e non candidabili a cistectomia radicale, ha dato risultati positivi.

Lo studio ha confermato sicurezza, tollerabilità ed efficacia di un farmaco innovativo che unisce un antitumorale (paclitaxel) e acido ialuronico.

“Il carcinoma in situ della vescica rappresenta un bisogno clinico insoddisfatto e questo farmaco innovativo ha dimostrato – in questi risultati preliminari – di essere efficace. Partirà uno studio di fase III e laddove i risultati positivi dovessero essere confermati, potremmo avere una potenziale alternativa farmacologica all’intervento di cistectomia radicale in questi pazienti. Il farmaco inoltre potrebbe essere efficace anche nei pazienti ad alto rischio non recidivi”, ha spiegato il dottor Hurle.

Parte dei lavori portati sotto forma di poster al Genitourinary Cancers Symposium, saranno condivisi con presentazioni orali in occasione di EAU 2020, il Congresso della European Association of Urology che si terrà dal 20 al 24 marzo ad Amsterdam, e di AUA 2020, il congresso dell’American Urological Association previsto dal 15 al 18 maggio a Washington.

 

 

  1. TMPRSS2: ERG expression in prostate cancer—Imaging and clinicopathological correlations. Primo autore Vittorio Fasulo, specializzando in Urologia – Humanitas University.
  1. High-dimensional single cell-based immune profiling of the tumor immune microenvironment in prostate cancer. Primo autore Michela Masetti, ricercatrice Istituto Clinico Humanitas IRCCS.
  1. Characterization of the urinary microbiota in bladder cancer patients. Primo autore: Bianca Oresta, ricercatrice Istituto Clinico Humanitas IRCCS.
  1. Oncofid-P-B for the treatment of BCG unresponsive carcinoma in situ (CIS) of bladder: Results of European multicenter phase I study at the end of 12- consecutive weeks intensive course. Primo autore Rodolfo Hurle, Urologo, Istituto Clinico Humanitas IRCCS.
  1. Comparison of micro-ultrasound and multiparametric MRI imaging for prostate cancer: A multicenter prospective analysis. Giovanni Lughezzani, Istituto Clinico Humanitas IRCCS – Humanitas University.