“I’m not ready for the metal”, o anche “non sono pronto per la protesi”, è il claim del convegno di ortopedia che si è tenuto il 13 e 14 dicembre al Contro Congressi di Humanitas, un momento di incontro e confronto tra i più influenti scienziati e clinici del mondo nell’ambito di ortopedia rigenerativa.

Al centro del meeting organizzato dall’International Cartilage Repair and Joint Preservation Society un tema di grande attualità che rispecchia le esigenze dei pazienti di prolungare più possibile la vita delle loro articolazioni, mantenendo forma ed attività fisica. 

“Sempre più pazienti si rivolgono presso il nostro centro – Centro per la ricostruzione funzionale e biologica del ginocchio – chiedendo delle soluzioni alternative alle protesi articolari e questo congresso fa un importante punto della situazione sia sulle soluzioni disponibili in pratica clinica, sia sugli ultimi sviluppi della ricerca in questo settore”, ha spiegato la Prof.ssa Elizaveta Kon, responsabile di Ortopedia in Humanitas e professore associato di Malattie dell’apparato locomotore in Humanitas University.

Il convegno con ospiti internazionali

Il convegno, organizzato e presieduto dalla prof.ssa Elizaveta Kon e dal Prof. Maurilio Marcacci, aveva l’obiettivo di offrire una panoramica ampia su tutti i trattamenti attualmente disponibili sul tema dell’ortopedia rigenerativa.

Al meeting hanno partecipato circa 500 delegati provenienti da più di 40 paesi come Giappone, Stati Uniti, Korea del Sud, Malesia e Brasile; gli specialisti si sono confrontati sulle strategie biologiche (fattori di crescita e cellule staminali) ed sui biomateriali per il trattamento della patologia cartilaginea di tutti i distretti anatomici. 

Per l’occasione i medici del Centro per la ricostruzione Funzionale e Biologica del ginocchio di Humanitas (prof.ssa Elizaveta Kon, prof. Maurilio Marcacci, dott. Berardo Di Matteo, dott. Francesco Iacono, dott. Tommaso Bonanzinga) hanno presentato i risultati di vari studi clinici attualmente in corso presso Humanitas.

Lo studio della professoressa Kon

La prof.ssa Elizaveta Kon ha presentato uno studio dedicato al trattamento dell’osso subcondrale e dei cosiddetti “edemi ossei.” 

“I recenti sviluppi della ricerca in ambito di patologia cartilaginea del ginocchio hanno evidenziato che il tessuto osseo sottostante la cartilagine (osso subcondrale) gioca un ruolo cruciale nella patogenesi del danno cartilagineo stesso e, quindi, dell’artrosi”, ha spiegato la professoressa. 

 “Vi sono delle condizioni patologiche in cui questo tessuto è interessato in maniera peculiare, come nel caso dell’osteonecrosi o dell’edema midollare (“edemi ossei”): in questi casi, quando i trattamenti conservativi strumentali e farmacologici sono inefficaci è possibile intervenire con un trattamento mini-invasivo mirato specificamente all’osso subcondrale”. 

“La procedura di subcondroplastica consiste nell’iniezione intra-ossea, sotto guida radiografica,  di sostanze terapeutiche a livello della lesione subcondrale – ha chiarito Kon – attualmente in pratica clinica si possono impiegare il concentrato midollare autologo, ricco di cellule staminali mesenchimali autologhe, oppure un sostituto osseo biosintetico”. 

“La scelta del tipo di sostanza da utilizzare avviene in funzione delle caratteristiche del paziente, della localizzazione e della estensione della lesione da trattare e della contemporanea eventuale presenza di danno cartilagineo. Tali trattamenti richiedono una minima ospedalizzazione ed i risultati preliminari appaiono incoraggianti”, ha concluso la professoressa.

La subcondroplastica  è una metodica in uso presso il Centro per la ricostruzione funzionale e biologica del ginocchio, diretto dal Prof. Marcacci, in cui attualmente sono in corso anche due studi clinici, uno relativo all’utilizzo del sostituto osseo e l’altro inerente il concentrato di cellule staminali.

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