Tra i relatori di Wired Health, l’evento dello scorso 15 marzo organizzato a Milano da Wired con la collaborazione scientifica ed editoriale di Humanitas e dedicato alle tecnologie per la salute, anche il professor Alessandro Repici, Responsabile di Endoscopia digestiva in Humanitas e docente di Humanitas University con un intervento dal titolo “Nuove tecniche diagnostiche in Gastroenterologia”.

Gastroenterologia ed Endoscopia

Il professor Repici ha iniziato ricordando di che cosa si occupa la gastroenterologia: “Una delle discipline più importanti in campo medico perché si prende cura di un enorme distretto del nostro organismo (quello gastrointestinale) con un coinvolgimento di organi unico nel panorama della medicina. La gastroenterologia poi è molto trasversale e ha delle competenze che vanno incontro a diversi aspetti del metabolismo, dell’obesità e del diabete. Questa branca spazia da malattie infettive (come le epatiti virali) a malattie funzionali (sindrome del colon irritabile), da malattie correlate all’acido (reflusso gastroesofageo) ai tumori.

L’endoscopia si avvale di un tubo flessibile dotato di una telecamera cui si ricorre per l’esplorazione dell’intero apparato digerente, dalla bocca al retto.

Innovazione in endoscopia si traduce in diagnosi precoce, diagnosi non invasiva, trattamenti mininvasivi e maggior interazione con i pazienti”.

Lo screening del tumore del colon retto

“Sebbene alcune manovre endoscopiche non siano piacevoli, salvano davvero la vita. A questo proposito, stiamo investendo molto nello screening del cancro del colon, che insieme a quello della mammella, è probabilmente il più importante al mondo. Questo programma è l’unico in grado di identificare il precursore del cancro e dunque consente di effettuare una diagnosi precoce ai pazienti che non hanno mai avuto il tumore ma che ne sono portatori. Il precursore è un polipo, una lesione benigna che in alcuni casi può diventare un tumore. Sappiamo che non tutti i polipi diventano tumori, ma tutti i tumori del colon provengono da un polipo. L’obiettivo è dunque identificare tutti i polipi, asportarli e prevenire così l’insorgenza di tumore al colon.

Questo screening è in grande espansione in tutto il mondo, alcune aree geografiche ne sono però ancora escluse e purtroppo anche alcune regioni del sud Italia”, ha spiegato il prof. Repici.

La variabilità del fattore umano e il ruolo dell’intelligenza artificiale

“Dopo i 50 anni, il 20% della popolazione occidentale ha almeno un polipo e un paziente europeo muore ogni 3 minuti per un tumore del colon. Non sempre però è facile individuare il polipo mediante la colonscopia e qui entra in gioco il fattore umano; disponiamo infatti di molti strumenti diagnostici e tecnologie che ci consentono di migliorare il nostro lavoro, ma la variabilità dell’operatore resta un elemento rilevante che interferisce sul percorso di diagnosi e impatta l’efficacia dello screening. Purtroppo dai dati emerge che su cento colonscopie continuiamo ad avere tra il 10 e il 18% di missing rate, ovvero polipi che non vediamo.

Lo screening del tumore del colon non può permettersi di dipendere dalla variabilità umana, per questo stiamo andando sempre di più verso l’intelligenza artificiale. Qualsiasi forma di digitalizzazione e di miglioramento della performance però non potrà mai fare a meno della colonscopia: il polipo potrà essere sì individuato in altri modi (biopsia liquida, test fecale, endoscopia con capsula), ma solo mediante colonscopia sarà possibile asportarlo anche in futuro. L’endoscopia è un settore in enorme espansione perché è una vera e propria porta di accesso al nostro corpo senza alcun approccio traumatico e consente di effettuare molteplici operazioni, come lasciare un pacemaker nello stomaco, impiantare capsule che rilasciano farmaci, inserire clip e stent.

Grazie all’intelligenza artificiale vogliamo sviluppare nuove tecnologie per azzerare il numero di polipi non individuati; migliorare la caratterizzazione delle lesioni prima dell’esame istologico e migliorare il programma di screening del tumore del colon.

Humanitas University è impegnata in un progetto con altre aziende per portare l’intelligenza artificiale nel mondo della colonscopia in tempi brevi. Stiamo lavorando a uno studio di validazione clinica di questo sistema e credo che all’inizio del 2019 la colonscopia sarà effettuata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale”, ha auspicato il professor Repici.

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