“New tools for the diagnosis of indeterminate biliary strictures”: questo il titolo della lecture tenuta lo scorso lunedì 3 aprile dalla professoressa Amrita Sethi, Associate Professor, Responsabile di UO endoscopia bilio-pancreatica, Columbia University (New York), di fronte agli specialisti dell’Unità Operativa di Endoscopia digestiva di Humanitas.

Al centro dell’incontro, i progressi nella diagnosi dei tumori delle vie biliari, grazie alla colangioscopia, all’endomicroscopia confocale, alla tomografia a coerenza ottica e all’analisi molecolare.

La professoressa, autrice di più di 40 articoli sull’endoscopia interventistica, ha condiviso con gli specialisti di Humanitas la propria esperienza, che spazia dal tratto biliare ai tumori maligni e benigni del tratto gastrointestinale.

La professoressa Sethi ha inoltre recentemente fondato il WIE group, “Donne in Endoscopia Interventistica”, di cui ha spiegato il senso, offrendo un proprio sguardo su questo campo.

 

 

Perché un gruppo dedicato alle “Donne in Endoscopia Interventistica”

“Questa organizzazione vuole aiutare a promuovere le donne nell’ambito dell’endoscopia interventistica e contribuire a creare una rete al femminile, che ci consenta di aiutarci e promuoverci le une con le altre. In questo campo infatti è molto importante la visibilità, anche attraverso corsi di endoscopia in diretta, ricerche e pubblicazioni. Vogliamo dunque che il grande lavoro che le donne svolgono in questo settore sia più visibile. Crediamo sia importante per le donne iniziare a lavorare insieme e ci auguriamo che questa nostra organizzazione abbia successo”.

L’importanza della collaborazione tra centri di eccellenza

“L’endoscopia interventistica è un terreno di innovazione, in cui il tentativo è quello di perfezionare le tecniche, rendendole sempre più efficienti e sicure per i nostri pazienti. È importante dunque collaborare tra colleghi, anche tenuto conto di quanto pochi siano i Centri che offrono procedure di alto livello, al fine di comprendere dove siano ancora deficitari i nostri strumenti e le nostre procedure.

Penso inoltre sia importante all’interno del nostro percorso visitare altri Centri, come sto facendo io qui in Humanitas: vedere come i miei colleghi eseguono le diverse procedure mi aiuta a tenere la mente aperta e a sviluppare nuove tecniche e nuove innovazioni”.