Grazie a sistemi sempre più sofisticati, oggi è possibile riallineare le lenti con maggior precisione. Ne ha parlato il professor Paolo Vinciguerra, responsabile di Oculistica presso l’Istituto Clinico Humanitas. La robotizzazione ricopre un ruolo importante anche nell’allineamento delle ottiche. Poiché la cornea è una lente, se non è perfettamente allineata con la lente multifocale la prestazione visiva risulta compromessa, come se indossassimo un occhiale non perfettamente centrato.

Quali sono gli esami da fare prima dell’operazione?

Gli esami che si svolgono nel periodo pre-operatorio servono per fissare dei sistemi di calcolo che consentiranno, durante la chirurgia, di proiettare un’immagine dentro la retina, sovrapposta all’occhio del paziente.

In questo modo è possibile creare dei riferimenti per allineare l’asse dell’astigmatismo e il centro della lente. Disallineando la lente dell’astigmatismo di soli 10 gradi, che su un occhio corrispondono più o meno a un millimetro, si perderebbe circa il 30% della correzione. Disallineando la lente di 30 gradi, invece, ovvero di 2-3 millimetri, si vanificherebbe completamente la correzione dell’astigmatismo.

Inoltre, nel caso in cui la lente multifocale fosse spostata di 1 o 1,5 millimetri rispetto al centro, un dislocamento, su un occhio di 3 cm, comporterebbe la perdita quasi completa della funzione della lente multifocale.

È fondamentale quindi avere un sistema che guidi l’intervento e che consenta una qualità di azione finalizzata a garantire la soddisfazione dei pazienti. Tutto questo deve essere accompagnato a una bassa probabilità di ritrattamento per un nuovo allineamento delle lenti.

 

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