Il tumore al seno è la prima causa di morte per cancro tra le donne. Si registra un aumento del 30% circa dell’incidenza di questa neoplasia tra le donne di età compresa tra i 35 e i 50 anni; questa fascia di età, tra l’altro, non rientra nel programma di screening nazionale, che coinvolge le donne dai 50 ai 69 anni.

“Nonostante l’aumento dell’incidenza, il tumore al seno ha una percentuale di sopravvivenza che si avvicina al 90% e anche oltre quando viene diagnosticato in stadio precoce, ma una donna su 5 sembra non aver ancora compreso i rischi legati a questa patologia oncologica, continuando a non sottoporsi a esami di diagnosi precoce“, spiega il dottor Marco Alloisio, Responsabile di Chirurgia Toracica in Humanitas Rozzano e presidente della sezione provinciale di Milano della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT).

Prevenzione e diagnosi precoce restano le parole chiave e vengono ancora una volta ribadite in occasione della Campagna Nastro Rosa 2016, promossa proprio dalla LILT nel mese di ottobre.

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Il ruolo della diagnosi precoce

“Al Nord, in particolare in Lombardia, dove la partecipazione della popolazione invitata allo screening è piuttosto alta, l’incidenza di tumore al seno è in aumento per via dell’anticipazione diagnostica. Tuttavia vengono diagnosticati tumori di dimensioni sempre più piccole, di pochi millimetri. Fare screening significa, in moltissimi casi, fare diagnosi precoce e dunque intervenire tempestivamente, con terapie sempre più efficaci e con meno effetti collaterali, tecniche chirurgiche meno invasive, trattamenti sempre più ritagliati sul profilo biologico di ogni singola paziente”, spiega il dottor Marco Alloisio.

Fondamentale anche la prevenzione, con l’adozione di stili di vita corretti: “senza sigarette, con un bassissimo consumo di bevande alcoliche, con diete sane, con la giusta attenzione all’assunzione di ormoni”.

Con la Campagna Nastro Rosa “sensibilizzeremo le giovani donne a fare autopalpazione, a sottoporsi a ecografia sotto i 40 anni e poi a mammografia in età da screening. Solo in presenza di familiarità o di presenza di mutazioni dei geni BRCA1 e 2 è prevista una sorveglianza più stringente del rischio di tumore mammario“, aggiunge il dottor Alloisio.

 

La mostra #fatelevedere, anche in Humanitas

L’Istituto Clinico Humanitas ospita la mostra fotografica itinerante #Fatelevedere, organizzata da LILT Milano, con l’obiettivo di sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. Scatti di donne che sono un invito per tutte le altre donne a mostrare il proprio seno in una visita di controllo.

La mostra è allestita per tutto il mese di ottobre presso il building 2, al primo piano.