L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica sistemica che si colpisce principalmente le articolazioni; è una malattia autoimmune ed è più frequente nelle donne, soprattutto tra i quaranta e i cinquant’anni di età.

Questa patologia non è sempre facile da diagnosticare, i sintomi possono non essere specifici o presentarsi in maniera intermittente, in modo da rallentare notevolmente i tempi di diagnosi e trattamento, riducendo la finestra terapeutica in cui un trattamento sarebbe più efficace. Ne parliamo con il professor Carlo Selmi, Responsabile dell’Unità Operativa di Reumatologia ed Immunologia Clinica in Humanitas e docente dell’Università degli Studi di Milano.

L’artrite reumatoide colpisce le articolazioni, queste sono dolenti e presentano tumefazioni, causando con il tempo deformazioni permanenti. A essere maggiormente coinvolte sono le piccole articolazioni di mani e piedi, ma la malattia può colpire qualunque articolazione con membrana sinoviale. Un sintomo caratteristico è la rigidità articolare mattutina, che può protrarsi anche per molte ore, limitando notevolmente la qualità della vita dei pazienti.

 

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Una patologia non sempre facile da riconoscere

Non sempre i sintomi vengono subito associati a questa patologia, anche perché in alcuni casi sono aspecifici e possono essere più semplicemente ricondotti ad altro, per esempio:

  • Il dolore articolare è legato a un infortunio (come una distorsione, una slogatura), a un movimento sbagliato o a uno sforzo fisico eccessivo. Lo stesso accade nel caso di un’articolazione bloccata, come il ginocchio o il gomito.
  • Talvolta l’artrite reumatoide viene confusa con la sindrome del tunnel carpale, sebbene un formicolio alle dita della mano e al polso non sia tipico dell’artrite.
  • Dolore all’avampiede: le donne spesso imputano il disturbo ai tacchi o alle calzature indossate ritenute inadeguate o più in generale a stanchezza.
  • Un altro sintomo caratteristico è la rigidità articolare mattutina, che si presenta però anche nelle persone senza artrite, sebbene in questi casi abbia durata di pochi minuti

È bene non sottovalutare i segnali del nostro corpo e qualora questi sintomi persistano, parlarne in maniera approfondita con il proprio medico.

 

Anticorpi per la diagnosi

In caso di sospetta artrite reumatoide, uno dei passaggi dell’iter diagnostico è la ricerca di due anticorpi: il fattore reumatoide, noto da anni, e gli anticorpi contro le proteine citrullinate (ACPA/anti-CCP). Questi anticorpi infatti sono molto caratteristici dei pazienti con artrite reumatoide e possono essere rilevati nel sangue del paziente anche dieci anni prima rispetto alla manifestazione della patologia.

Gli anticorpi vengono prodotti dal sistema immunitario per difendersi dall’attacco di agenti esterni; tuttavia, nel caso delle malattie autoimmuni (come l’artrite reumatoide), il sistema immunitario riconosce come esterni componenti che in realtà appartengono all’organismo stesso e produce autoanticorpi.

 

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