Tumore del colon-retto, uno studio multicentrico potrebbe aprire la strada a nuove prospettive terapeutiche. Il trial, accademico e non promosso da case farmaceutiche, ha visto il coinvolgimento di cinque centri, coordinati da Humanitas Cancer Center. Il risultati sono stati presentati il 3 luglio scorso a Barcellona durante il prestigioso meeting annuale ESMO (European Society for Medical Oncology) World Congress on Gastrointestinal Cancer. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Lorenza Rimassa, Vice Responsabile di Oncologia Medica e coordinatrice dello studio.

Rimassa

Quali sono le caratteristiche di questo studio?

Lo studio ha comportato l’arruolamento di 21 pazienti con tumore del colon-retto avanzato, trattati con cetuximab opanitumumab che avevano sviluppato resistenza al farmaco. “Il trial – spiega la dott.ssa Rimassa – prevedeva la somministrazione di cetuximab in associazione a tivantinib, una molecola “intelligente” capace di colpire MET, un bersaglio specifico sulla cellula tumorale, e che sta dando risultati incoraggianti anche nella cura di altre patologie tumorali”. “Nello specifico – afferma la dott.ssa Rimassa – abbiamo arruolato pazienti che presentavano un’iperespressione di MET, recettore cellulare che si associa alla progressione e metastatizzazione del tumore, e a una possibile resistenza ai farmaci anti-EGFR (recettore del fattore di crescita epidermoidale), tra cui cetuximab e panitumumab. “L’obiettivo primario dello studio – spiega la dottoressa – era il tasso di risposta obiettiva, mentre gli obiettivi secondari includevano la sopravvivenza libera da progressione, la sopravvivenza globale e la sicurezza del trattamento. In un paziente, ancora in terapia, è stata ottenuta una risposta completa (completa scomparsa del tumore), e in altri due è stata osservata una risposta parziale (riduzione del tumore). Globalmente più di metà dei pazienti ha ottenuto un controllo della malattia. Alcuni pazienti hanno sviluppato tossicità al trattamento, una criticità risolta riducendola dose somministrata, rivelatasi altrettanto efficace”.

La dottoressa Lorenza Rimassa intervistata a OncLive TV.

 

Quali aspetti ha messo in evidenza il trial?

“Per proseguire con la fase successiva del trial – commenta la dottoressa – necessitavamo di almeno due risposte positive all’associazione di tivantinib e cetuximab”. L’obiettivo è stato raggiunto e superato (tre pazienti hanno risposto positivamente al trattamento) e siamo quindi partiti con un arruolamento di più ampio raggio, con 41 pazienti coinvolti. “Lo studio si concluderà presumibilmente entro la fine dell’anno e i risultati ottenuti finora sono incoraggianti, poiché supportano l’ipotesi che l’inibizione di MET possa revertire la resistenza ai farmaci anti EGFR e – conclude la dott.ssa Rimassa – potrebbero, pertanto, aprire la strada a nuove prospettive terapeutiche”.