La psoriasi è una delle più comuni malattie infiammatorie della cute: si stima infatti che a livello mondiale la psoriasi colpisca il 2-4% della popolazione generale. Si tratta di una malattia immunomediata, in cui il sistema immunitario gioca un ruolo fondamentale. In particolare, i linfociti T, una classe di globuli bianchi, normalmente coinvolta nella difesa delle infezioni da virus e batteri, nei pazienti con psoriasi attaccano erroneamente le cellule della cute.
La psoriasi può interessare quasi tutte le aree corporee, soprattutto cuoio capelluto, gomiti, ginocchia, e regione lombosacrale. La psoriasi si manifesta nella sua forma più comune con delle placche eritematose rosso-violacee infiammate e coperte da una fine desquamazione bianco-argentea. Possono esserci forme di psoriasi più aggressive, con un coinvolgimento generale di tutto il corpo, ma anche forme più limitate, con un coinvolgimento cutaneo ristretto.
Ne parliamo con il dottor Luigi Gargiulo, dermatologo presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.
Psoriasi: le cause
La psoriasi ha diverse cause ma la principale è quella genetica. Esistono infatti fattori di predisposizione che vengono ereditati ed è comune che parenti di persone con psoriasi tendano a svilupparla.
Trattandosi di una malattia infiammatoria della cute non è provocata da infezioni virali, batteriche e fungine e, quindi, non è una patologia contagiosa. La psoriasi non può essere trasmessa con contatto stretto, per via respiratoria o per via sessuale e non si può avere trasmissione della malattia neppure toccando lesioni psoriasiche sanguinanti. I pazienti con psoriasi non sono quindi in alcun modo infettivi.
Riacutizzazioni della patologia possono invece essere associate allo stress. Le riacutizzazioni della psoriasi, infatti, possono essere imprevedibili, in quantità variabile e, spesso, anche in pazienti già in trattamento, si manifestano in associazione a periodi particolarmente stressanti. Lo stress può essere di natura psicologica, ma anche fisica, come per esempio infezioni, interventi chirurgici, vaccinazioni e patologie concomitanti. Lo stress, però, non va considerato una causa scatenante della psoriasi, ma un fattore che può peggiorarla e riacutizzarla.
Le diverse forme di psoriasi
La psoriasi è una malattia che può avere diverse forme cliniche, come:
- psoriasi a placche o psoriasi volgare: si manifesta con placche eritematose con associata desquamazione che possono colpire diverse aree del corpo;
- psoriasi guttata: molto diffusa negli adolescenti, insorge spesso a seguito di infezioni del tratto respiratorio superiore, con lesioni molto piccole a forma di goccia;
- psoriasi pustolosa generalizzata: una forma di psoriasi molto grave che può mettere a rischio la vita del paziente e che si manifesta con lesioni pustolose che possono ricoprire tutta la cute e sintomi generali come febbre alta e dolori muscolari e articolari;
- psoriasi eritrodermica: una forma grave che si manifesta con un eritema molto vasto che interessa circa il 90% della pelle nella sua interezza e che necessità un accesso immediato al Pronto Soccorso.
Psoriasi: i sintomi
Uno dei sintomi più comuni della psoriasi è il prurito, molto invalidante e particolarmente accentuato quando interessa determinate aree corporee, come il cuoio capelluto. Quando invece la psoriasi interessa le mani si possono sviluppare fissurazioni ragadiformi dolorose, con spaccature a livello delle placche psoriasiche, che possono rendere complicate normali attività quotidiane.
Un altro sintomo spesso associato alla psoriasi è lo sviluppo di stati d’ansia e depressivi. Si stima infatti che la percentuale di pazienti con psoriasi che sviluppano comorbidità psicologiche sia quasi analoga a quella dei pazienti oncologici.
Come si cura la psoriasi
La tipologia di trattamento della psoriasi viene scelta dallo specialista in base alle caratteristiche e alla gravità della malattia e alle necessità individuali del paziente. In genere, per la psoriasi lieve-moderata si fa ricorso a farmaci topici, da applicare direttamente sulla cute, che consentono di lenire la sintomatologia pruriginosa e l’infiammazione associata. I rimedi più comuni sono a base di derivati della vitamina D e corticosteroidi locali: la combinazione di questi due principi attivi, infatti, consente di proseguire il trattamento più a lungo rispetto ai corticosteroidi topici.
In presenza di psoriasi è inoltre utile prediligere indumenti in tessuti naturali e traspiranti, evitando quelli acrilici e sintetici.
Per la psoriasi moderata-severa, invece, è necessario ricorrere a terapie sistemiche. Gli anticorpi monoclonali sono farmaci biologici di nuova generazione che vengono somministrati in forma di puntura sottocutanea e che colpiscono determinate molecole del sistema immunitario, come l’interleuchina 17 e l’interleuchina 23, fondamentali nella cascata infiammatoria della psoriasi. Si tratta di farmaci estremamente sicuri, che in casi specifici possono essere utilizzati anche da pazienti adolescenti e che consentono di avere un controllo a lungo termine della patologia, anche con solo 4-5 somministrazioni nel corso di un anno. La psoriasi è una patologia cronica, quindi le terapie devono essere a lungo termine e sotto supervisione specialistica, trattandosi di farmaci prescrivibili esclusivamente in Centri ospedalieri dedicati.
Psoriasi e cuoio capelluto: cosa fare
Per quanto riguarda il trattamento del cuoio capelluto, bisogna sfatare il mito che i capelli vadano lavati meno del normale. Anzi, i pazienti interessati da psoriasi dovrebbero lavare spesso i capelli proprio per intervenire sull’accumulo di squame. Esistono inoltre per la psoriasi del cuoio capelluto degli shampoo specifici medicati a base di corticosteroidi. Se questi trattamenti non dovessero risultare efficaci si può ricorrere ai farmaci sistemici, in forma di compressa o iniezione sottocutanea.
Psoriasi: si può prendere il sole?
Con la psoriasi non vi è necessariamente la controindicazione a esporsi ai raggi solari. Anzi, diversi pazienti possono avere un miglioramento clinico spontaneo durante i mesi estivi e/o con l’esposizione solare. Chiaramente bisogna sempre seguire alcune buone norme. Bisogna infatti applicare sempre la protezione solare, preferendo l’SPF 50+, ed evitare di stare all’aperto nelle ore centrali della giornata, in cui i raggi del sole sono più intensi.
L’esposizione solare va invece evitata in presenza di forme molto acute di psoriasi, o di psoriasi particolarmente infiammata, perché può peggiorare la sintomatologia. Inoltre, non bisogna esporre la pelle al sole neanche se si è in trattamento con farmaci cortisonici topici, per evitare la formazione di chiazze scure in corrispondenza delle pregresse placche psoriasiche (iperpigmentazione).
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