I pappataci (o flebotomi) sono piccoli insetti ematofagi, lunghi appena 2-3 millimetri, che pungono soprattutto al tramonto e durante la notte. Sono molto diffusi nei Paesi del bacino del Mediterraneo, Italia compresa, e la loro attività si concentra nei mesi più caldi, da maggio a ottobre. A differenza delle zanzare, i pappataci sono silenziosi, elemento che li rende particolarmente insidiosi, poiché spesso ci si accorge della loro presenza solo al mattino, osservando le lesioni cutanee sulle aree scoperte del corpo.
Nella maggior parte dei casi le punture causano soltanto fastidio, prurito e piccoli pomfi destinati a risolversi spontaneamente. In alcune aree, però, i pappataci possono essere vettori di malattie, come la leishmaniosi, una malattia parassitaria il cui principale serbatoio naturale è il cane. È importante sottolineare che il contagio non avviene direttamente dal cane all’uomo, ma esclusivamente attraverso la puntura del flebotomo infetto.
Nella maggior parte dei casi le punture si risolvono spontaneamente; ma è consigliabile rivolgersi al medico in caso di evoluzione o persistenza prolungata nel tempo delle lesioni.
Punture di pappataci: come riconoscerle
Le punture causate dai pappataci si presentano generalmente come piccole papule rosse e pruriginose, spesso raggruppate in grappoli o disposte in modo irregolare sulle zone esposte, come il volto, il collo, le caviglie, i polsi e il dorso delle mani. Il prurito è particolarmente intenso e tende a peggiorare nelle ore successive alla puntura, raggiungendo il picco tra 24 e 48 ore.
In alcune persone le lesioni tipiche possono essere accompagnate anche da piccole vescicole o lesioni eczematose e raramente, in seguito al grattamento prolungato, possono sovrainfettarsi.
Le lesioni tendono a persistere più a lungo rispetto a quelle delle punture di zanzara, anche per 7-10 giorni, e nei bambini possono dare origine a quadri di orticaria papulosa, caratterizzati da papule persistenti e molto pruriginose.
Cosa fare in caso di punture di pappataci?
Nella maggior parte dei casi le punture di pappataci guariscono spontaneamente. Per controllare prurito e infiammazione, possono essere utili creme a base di cortisone per ridurre l’infiammazione, antistaminici orali per ridurre il prurito, e impacchi freddi per ottenere un sollievo immediato.
È fondamentale evitare di grattare le lesioni: il grattamento favorisce le sovrainfezioni batteriche, che possono richiedere terapia antibiotica e lasciare esiti pigmentari o cicatriziali. In caso di lesioni molto estese, persistenti o associate a febbre e malessere generale, è opportuno consultare il dermatologo.


