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Un viaggio da ricordare

Ariel racconta l’avventura dei papà e dei fratelli a bordo del brigantino Nave Italia.

gruppo_ariel“È stata un’esperienza unica e indimenticabile che porteremo nel cuore e nella mente! L’emozione è stata troppo forte da poter esprimere… è stato un viaggio che è andato oltre l’aspettativa… è andato oltre l’esperienza di sè”.
L’entusiasmo delle famiglie che hanno preso parte al progetto “Tutti nella stessa barca” riempie Ariel di gioia. L’avventura sul brigantino più grande in navigazione della Fondazione Tender to Nave Italia è stata per gli 11 fratelli e i papà di Ariel un’esperienza indimenticabile e merita un breve resoconto. Martedì 8 settembre, dalla sede della Fondazione Ariel a Rozzano, è partito il pullman che ha condotto il gruppo al Porto Militare di La Spezia ed è qui che è cominciato il viaggio in mare dello speciale equipaggio di Ariel.
Percorrendo la costa ligure padri e figli sono stati coinvolti durante i cinque giorni di navigazione in molteplici attività organizzate sia dalla Fondazione Tender To Nave Italia, sia dalla Fondazione Ariel, grazie alla partecipazione di Elisa Masanzanica referente della spedizione. Grandi e piccini si sono cimentati nell’arte di fare nodi marinari e scoubidou e, come dei marinai provetti, hanno collaborato alle numerose attività di bordo: alzare le vele, tirare le funi, preparare una carta nautica e tenere un diario di bordo. Nessuno si è sottratto all’emozione di salire sull’albero maestro per osservare il panorama dal punto più alto di Nave Italia.

Gli ultimi giorni sono stati dedicati all’allestimento della recita teatrale: papà e fratelli si sono cimentati non solo nell’arte scenica, ma anche nella preparazione dei costumi e della colonna musicale per lo spettacolo in onore del comandante e del resto della ciurma.
L’equipaggio speciale di Ariel ha lasciato un segno importante a bordo del brigantino, come testimoniano le parole del comandante Giovanni Tedeschini: “È stata senz’altro un’esperienza significativa, per me e per il mio equipaggio. Abbiamo imparato moltissimo. Credo che Nave Italia per questo gruppo sia stata una sfida, un trionfo e infine una fotografia, un pensiero positivo a cui tornare nei momenti difficili.”
Anche per le nostre famiglie i giorni trascorsi in mezzo al mare sono stati un’occasione davvero unica per incrementare il legame e l’amore che unisce padri e figli e per aprirsi a riflessioni ed emozioni tra tutti i partecipanti. La vita di bordo, con le sue ristrettezze, è stata in grado di far emergere qualità e limiti individuali e di gruppo, aiutando i partecipanti a condividere esperienze e vissuti nella consapevolezza di non essere soli e di scoprire ciò che c’è di positivo nella loro situazione.
Il viaggio si è concluso sabato 12 settembre, con la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione e dei cappellini della Marina Militare, speciali souvenir per ricordare anche nei mesi invernali gli spensierati giorni trascorsi in barca insieme a tutto l’equipaggio.

A cura di Lorenza Pellegrini

 

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