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Tumore del fegato e metastasi epatiche, ecco la chirurgia ecoguidata

Interventi con guida satellitare e una nuova sonda ecografica offrono importanti chance di cura contro tumori grandi o metastasi multiple.

Uno studio multicentrico internazionale, il più grande mai effettuato sulla terapia chirurgica dell’epatocarcinoma (in pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica Annals of Surgery), ha evidenziato risultati che potrebbero modificare le cure nei confronti di questo tumore, ridefinendo le linee guida internazionali.

“Su 2.046 casi analizzati, i dati hanno dimostrato – spiega il prof. Guido Torzilli, coordinatore dello studio e caposezione di Chirurgia Epatica presso Humanitas Cancer Center – che la chirurgia può portare significativi vantaggi in termini di sopravvivenza a lungo termine a quei pazienti che, sebbene affetti da tumori grandi o multipli o con malattia avanzata, siano in buone condizioni generali, e per i quali le linee guida internazionali prevedono solo la palliazione e la terapia di supporto.

Si tratta del primo studio multicentrico internazionale ideato e coordinato da un gruppo italiano, e ha coinvolto 9 centri di riferimento per la chirurgia del fegato: tre giapponesi (Tokyo University, Nihon University e Red Cross Medical Center), tre europei (Hopital Beaujon Università di Parigi, Policlinico Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore, Ospedale Mauriziano di Torino), uno sudamericano (Hospital Italiano Buenos Aires), e due fra i più prestigiosi del nord-America (MD Anderson Cancer Center e John Hopkins University)”.

Il prof. Torzilli è da anni impegnato sul fronte della ricerca clinica sul tumore del fegato. Ha messo a punto nuove tecniche di chirurgia ecoguidata per interventi sempre più conservativi, basati sull’utilizzo dell’ecografia intraoperatoria, come una sorta di navigatore satellitare, per intervenire sul fegato affrontando casi fino ad ora non operabili e rendendo meglio tollerati interventi altrimenti troppo demolitivi e perciò rischiosi. La validità di queste tecniche è sancita da numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali di prestigio (Annals of Surgery, Archives of Surgery, British Journal of Surgery, Annals of Surgical Oncology, Surgery, Journal of the American College of Surgeons). Queste tecniche sono inoltre “entrate” nell’ultima edizione del testo più autorevole di chirurgia epatobiliopancreatica al mondo (edito dall’équipe del Memorial Sloan Kettering di New York): è la prima volta che un gruppo chirurgico italiano entra tra i co-autori.

Fra le più recenti novità, lo sviluppo di una sonda ecografica per lo studio intraoperatorio del fegato, effettuato in cooperazione con un’azienda italiana (ESAOTE). La sonda, da semplice strumento per la diagnosi, per la prima volta assume una forma che la rende anche vero e proprio strumento chirurgico: può essere così utilizzata per una demarcazione molto precisa del tessuto da asportare, permettendo interventi radicali sul tumore ma allo stesso tempo rispettosi dell’anatomia del fegato e del suo funzionamento.

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