La spondilolistesi è una patologia che comporta uno scivolamento vertebrale, che si verifica per difetti congeniti, processi di invecchiamento e usura della colonna o dopo traumi e infezioni. La spondilolistesi si manifesta generalmente con un dolore in area lombare (schiena bassa) e irradiato alle gambe, che può aumentare in posizione eretta. Viene trattata con terapie conservative farmacologiche o, quando è in fase avanzata, con un trattamento chirurgico.
In particolare, la chirurgia robotica della colonna vertebrale permette di intervenire in modo estremamente preciso sulla specifica condizione del singolo paziente. Si tratta quindi di una tecnologia avanzata che, grazie al supporto di sistemi guida e immagini molto dettagliate, consente al chirurgo un controllo e una precisione maggiori rispetto all’intervento tradizionale.
Ne parliamo con il dottor Gabriele Capo, Capo sezione di Neurochirurgia cranica e spinale presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.
Cos’è la spondilolistesi?
La spondilolistesi è una condizione della colonna vertebrale in cui una vertebra “scivola” rispetto a quella sottostante. Questo spostamento, associato a una micro-instabilità, può provocare dolore e interferire con la corretta funzionalità della colonna vertebrale. Può essere causata da diversi fattori, tra cui: usura e invecchiamento della colonna vertebrale, traumi o microtraumi ripetuti, difetti congeniti (spondilolistesi istmica), infezioni o altre patologie che indeboliscono le strutture spinali.
Le vertebre più spesso interessate da spondilolistesi sono le lombari inferiori, in particolare quarta lombare (L4), quinta lombare (L5) e prima sacrale (S1) e i sintomi dipendono principalmente alla gravità dello scivolamento della vertebra. Il sintomo più comune è il dolore in area lombare, che può manifestarsi in maniera episodica o essere cronico e, in alcuni casi, irradiarsi alle gambe. La spondilolistesi tende a peggiorare con il tempo e per un uso scorretto della colonna vertebrale. In alcuni casi, tuttavia, la spondilolistesi è asintomatica e viene diagnosticata per caso nel corso di accertamenti eseguiti per altri motivi.
Si può prevenire la spondilolistesi?
Per evitare l’insorgenza di spondilolistesi è bene intervenire sulle condizioni che la favoriscono. Bisogna quindi evitare sovraccarichi della colonna vertebrale, in modo da diminuire il rischio di deterioramento e rottura delle vertebre, e proteggere la colonna dal rischio di traumi. Anche in questo caso è importante mantenere uno stile di vita sano, con un’alimentazione equilibrata e un’attività fisica leggera praticata in modo regolare secondo consiglio medico.
Spondilolistesi: i trattamenti
Se la spondilolistesi è asintomatica in genere non vengono prescritti trattamenti. Quando, invece, si manifestano sintomi dolorosi, in base alla gravità del disturbo il trattamento può essere conservativo o chirurgico. Per contenere il dolore sono indicate terapie con farmaci antinfiammatori e analgesici e periodi di riposo. Utile anche eseguire delle sedute di ginnastica posturale per rinforzare la schiena, da evitare però quando il dolore si acutizza. Se, invece, i sintomi sono particolarmente intensi, è necessario ricorrere alla chirurgia di artrodesi del rachide lombare, che consente di consolidare e stabilizzare le vertebre.
Chirurgia robotica: cos’è e quando serve
Per eseguire l’intervento chirurgico per risolvere la spondilolistesi si ricorre all’ausilio di una tecnica avanzata che, grazie alla robotica, consente una maggior precisione in fase di pianificazione e svolgimento del trattamento. Ciascuna colonna vertebrale è infatti diversa, e la tecnologia alla base della chirurgia robotica, con immagini TAC estremamente dettagliate, permette di pianificare l’intervento sulle necessità del singolo paziente. Inoltre, i sistemi di guida degli strumenti chirurgici supportano lo specialista per tutto l’intervento, assicurando una maggior precisione e un maggior controllo. La chirurgia robotica della colonna vertebrale è inoltre mininvasiva e permette di diminuire il trauma ai tessuti durante l’intervento e di ricorrere a incisioni più piccole. In questo modo anche il dolore post-operatorio è inferiore a quello che si sviluppa in seguito a un intervento tradizionale e il recupero della funzionalità della colonna vertebrale è più rapido.
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