La stenosi delle vie lacrimali acquisita è un difetto del sistema di drenaggio della via lacrimale. Le lacrime sono infatti prodotte a livello della ghiandola lacrimale e servono a detergere l’occhio. Una volta prodotte, le lacrime vengono raccolte da quello che potremmo definire “sistema idraulico”: quando la parte terminale di questo sistema, il dotto naso-lacrimale, è ostruito, la lacrima tracima dall’occhio e crea una lacrimazione eccessiva (epifora), che può essere estremamente fastidiosa per la persona che ne è interessata.
Ne parliamo con il dottor Luca Malvezzi dell’Unità di Otorinolaringoiatria presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.
Stenosi delle vie lacrimali: cosa comporta?
Il sintomo principale della stenosi delle vie lacrimali è l’epifora, una lacrimazione eccessiva rispetto alla norma dovuta a un’ostruzione del dotto naso-lacrimale.
L’aumento eccessivo della lacrimazione può impattare sensibilmente sulla qualità della vita perché non consente una visione limpida, limitando ad esempio la possibilità di leggere. Inoltre, la composizione salina delle lacrime disidrata la cute periauricolare, rendendola più fragile, irritabile e screpolata.
Con il tempo all’epifora si accompagnano infezioni ricorrenti o croniche del sacco lacrimale. Progressivamente il sacco lacrimale si dilata fino a diventare visibile, modificando il profilo dell’angolo mediale dell’orbita creando anche un franco inestetismo.
In tutti questi casi la soluzione chirurgica consente di risolvere l’infezione e riabilitare il sistema di drenaggio lacrimale migliorando la qualità di vita del paziente.
Chirurgia delle vie lacrimali: a cosa serve?
La chirurgia delle vie lacrimali serve a riadattare il sistema di drenaggio della via lacrimale in presenza di ostruzione del dotto naso-lacrimale, bypassando il dotto stesso e aprendo sulla parete del naso il sacco lacrimale.
Si tratta di un intervento endoscopico: un intervento che presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano viene sempre eseguito da due équipe, quella otorinolaringoiatrica e quella oculistica. Lo specialista otorinolaringoiatra, infatti, collabora nella fase di diagnosi di intervento e di follow-up post-operatorio con lo specialista oculista, che garantisce un’adeguata osservazione del paziente e del sintomo.
Nel corso degli anni l’esperienza accumulata nella gestione della patologia lacrimale, ha consentito al team di Humanitas non solo di documentare con diverse pubblicazioni scientifiche i risultati ottenuti, ma anche di modificare l’accesso chirurgico al sacco lacrimale ottimizzando così la tecnica chirurgica. Nel corso degli ultimi 18 mesi l’introduzione di bisturi piezoelettrici, ha ulteriormente favorito questa chirurgia riducendo in modo significativo il disagio delle medicazioni post-operatorie.
Quando è necessario l’intervento alle vie lacrimali?
L’intervento di bypass della via lacrimale con apertura sulla parete laterale del naso del sacco lacrimale non è sempre necessario in caso di un eccesso di lacrimazione. Per questo, prima di proporre l’intervento, bisogna sempre eseguire una valutazione specialistica oculistica e un lavaggio della via laterale superiore per confermare la stenosi del dotto naso-lacrimale.
In caso questa sia confermata, si dovrebbe poi procedere chirurgicamente anche se il sintomo provoca solo fastidio, perché l’intervento precoce garantisce un’efficacia maggiore nel drenaggio e nella risoluzione dei sintomi. La procedura, eseguita da anni dal gruppo oculo-rinologico di Humanitas, è confermata da vari studi di Ricerca.
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