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Osteoporosi: un’iniezione per avere ossa forti

Acido zoledronico, o zoledronato, questo il nome del principio attivo in grado di bloccare la friabilità delle ossa. Potrebbe essere sufficiente una somministrazione all’anno per frenare l’osteoporosi. La scoperta è stata fatta dall’équipe internazionale di ricercatori, guidata dal prof. Ian Reid dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda. Basterebbero 4 milligrammi all’anno di questa sostanza per garantire la stessa efficacia dei più comuni farmaci contro l’osteoporosi che devono essere presi ogni giorno in pillole.

La notizia è stata pubblicata qualche settimana fa sul New England Journal of Medicine, il farmaco che potenzialmente potrebbe risolvere ogni problema di osteoporosi è prodotto dalla casa farmaceutica svizzera Novartis AG, che ha finanziato lo studio. Occorre precisare che si è ancora in una fase preliminare. I ricercatori, infatti, hanno potuto testare la nuova sostanza su un campione di 351 volontari, ma non si è ancora verificato se la terapia sia in grado di prevenire le fratture. Per questo motivo si sta per avviare la sperimentazione che durerà tre anni.

L’aumento della vita media ha fatto salire il numero degli individui a rischio di osteoporosi e le cifre sono in costante aumento. L’osteoporosi è una malattia dell’apparato scheletrico che colpisce in particolare le donne in menopausa. A causa della carenza degli ormoni femminili, gli estrogeni, il calcio non si fissa più alle ossa, che diventano sempre più fragili aumentando il rischio di fratture che in particolare interessano il polso, le vertebre e il femore. Per mezzo di un esame diagnostico, la Densiometria Ossea, conosciuto anche come MOC, mineralometria ossea computerizzata, si può misurare il contenuto minerale di tutto lo scheletro. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 1990 si sono verificate circa 1.700.000 fratture di femore nel mondo; ne sono previste 6.300.000 per il 2050. Sino ad oggi le cure disponibili si basano su farmaci da assumere quotidianamente che si possono suddividere in due grandi classi: gli inibitori del riassorbimento osseo (estrogeni, bifosfonati, calcitonina, vitamina D) e gli stimolatori della formazione di nuovo osso (fluoruri).

A cura di Lucia Giaculli

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