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Malattie infiammatorie croniche intestinali: seguire le cure per non rischiare complicanze

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) sono patologie immunomediate con decorso cronico o ricorrente, che si caratterizzano per l’alternarsi di periodi di latenza e fasi di riacutizzazione. Fanno parte di queste malattie la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa, due patologie caratterizzate da una sintomatologia capace di compromettere in maniera grave la qualità di vita del paziente, con un fortissimo impatto sociale.

Ne abbiamo parlato con gli specialisti di Humanitas.

Con quali sintomi si manifestano?

I sintomi sono sempre fastidiosi e spiacevoli e possono diventare invalidanti. La malattia di Crohn può colpire tutto il tratto gastrointestinale, mentre la rettocolite ulcerosa coinvolge soprattutto il retto, con un interessamento totale o parziale del colon.

Possono poi aversi, in combinazione variabile, dolore addominale, diarrea cronica, diarrea mista a sangue e muco, sensazione di evacuazione incompleta, perdita di peso, febbricola e astenia. In alcuni casi possono manifestarsi anche sintomi extra intestinali, come problemi articolari o cutanei legati alla natura autoimmune di queste malattie.

La sintomatologia può essere talmente violenta da costringere il paziente a recarsi in pronto Soccorso e a necessitare di ricovero urgente in ospedale.

Le cause

Le cause delle MICI non sono ancora state ben chiarite. Sappiamo però che esiste una predisposizione genetica o familiarità, ossia la tendenza a un maggior rischio nei parenti delle persone affette, ma non sono malattie ereditarie.

L’esordio avviene in genere in età giovanile, in particolare tra i 20 ei 40 anni, con un aumento dei casi nei bambini e negli adolescenti. L’incidenza e la prevalenza nel mondo sono cresciute di circa venti volte negli ultimi dieci anni.

Il rischio di complicanze

Obiettivo della terapia farmacologica è indurre la remissione della malattia, evitando la ricomparsa dei sintomi e la progressione verso complicanze che possono richiedere l’intervento del chirurgo.

Nel tempo, infatti, la malattia di Crohn può complicarsi con la formazione di stenosi, fistole o ascessi. Ciò può richiedere uno o più interventi chirurgici nel corso della vita. La colite ulcerosa invece può portare a complicanze tipiche come il megacolon tossico e ad alterazioni irreversibili delle cellule intestinali, con il possibile sviluppo di lesioni cancerose sulla mucosa infiammata del colon.

Per ridurre i rischi di complicanze sono fondamentali la diagnosi precoce e un trattamento adeguato presso centri specializzati. Occorre poi sottolineare quanto sia importante continuare la terapia anche durante i periodi di benessere: solo così si possono diradare o evitare le riacutizzazioni. È quindi fondamentale attenersi alla prescrizione medica e non sospendere le cure anche quando si sta bene.

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