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Lotta al cancro, quali prospettive terapeutiche? Il prof. Mantovani al convegno di Lugano

Le armi del sistema immunitario contro il cancro, quali prospettive terapeutiche? Questo il tema del convegno “Cancer Immunology makes it to clinic: how cancer will be treated in the coming years”, importante occasione per fare il punto sui progressi della ricerca scientifica in ambito immunologico nella lotta contro il cancro, organizzato da IBSA Foundation e in programma per il prossimo 26 settembre presso l’Università della Svizzera Italiana (Lugano). Il professor Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, sarà tra i relatori del prestigioso meeting: il suo intervento verterà con particolare focus sulle applicazioni cliniche della ricerca.

Lotta contro il cancro, quali le sfide del prossimo futuro?

“Negli ultimi anni stiamo assistendo all’avverarsi di un sogno: le armi del sistema immunitario si sono affiancate alle terapie più tradizionali – chirurgia, chemio e radioterapia, farmaci mirati – nella lotta contro il cancro”, commenta il prof. Mantovani. “Tra i nuovi farmaci in sperimentazione, circa la metà sono anticorpi, e vengono utilizzati per il trattamento di tumori del sangue e di tumori solidi come colon, mammella e polmone”. I ricercatori sono al lavoro per sviluppare nuove terapie a base di anticorpi monoclonali, con l’obiettivo di riportare all’ordine macrofagi e linfociti T che – anziché difenderci – in presenza di tumori si comportano come poliziotti corrotti, promuovendone la crescita e l’instabilità genetica. Sono già in uso clinico anticorpi che agiscono contro la risposta inibitoria, attivata dal tumore del melanoma, di molecole come CTLA4, PD1 e PDL1. Infine, le terapie cellulari: “Il sistema immunitario è fatto di cellule – ricorda il professore – e oggi possiamo contare grandi progressi nella capacità di rieducarle contro il cancro“. “La vera sfida, in questi anni, è stata proprio quella di istituire un ponte tra scienza e medicina – conclude Mantovani. – La ricerca traslazionale, infatti, permette di tradurre le scoperte scientifiche in applicazioni cliniche per ridurre l’incidenza e la mortalità per cancro”.

Quale importante studio sarà illustrato durante il convegno di Lugano?

Tra gli studi che saranno presentati durante il convegno di Lugano, quello coordinato dal prof. Alberto Mantovani, direttore scientifico e docente di Humanitas University che, pubblicato su Cell, ha chiarito i meccanismi con cui PTX3, molecola dell’immunità, frena la formazione del cancro tenendo sotto controllo la risposta infiammatoria. È già in via di attivazione una sperimentazione clinica di PTX3 come potenziale farmaco per impedire le infezioni da Aspergillus nei pazienti affetti da tumore e con le difese immunitarie compromesse. L’Aspergillus è un fungo presente in quasi tutti gli ambienti e con il quale è piuttosto frequente entrare in contatto. Nei pazienti immunodepressi, però, può essere molto pericoloso, ed è responsabile di una parte importante dei decessi che avvengono a seguito di trapianto di midollo. “Anche scongiurare il rischio di infezioni in pazienti oncologici è una sfida importante, e la scoperta delle diverse e peculiari caratteristiche di PTX3, che riduce le infezioni ma si comporta anche come un oncosoppressore – conclude il prof. Mantovani – costituisce un ulteriore motivo per trasferire la molecola dal laboratorio al letto del paziente”.

Perché questo convegno è importante anche per i giovani ricercatori?

L’evento, incentrato nella giornata di sabato 26 settembre, prevede relazioni, dibattiti e la presentazione di progetti di ricerca. Sarà l’occasione per fare il punto sui più recenti progressi della ricerca in ambito immunologico nella lotta contro il cancro, e i giovani studiosi avranno la possibilità di farsi conoscere dalla comunità scientifica internazionale presentando i loro progetti.

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