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L’Azalea della Ricerca di AIRC per la salute femminile

Il 12 maggio fondazione AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul cancro) riporta l’Azalea della Ricerca nelle piazze italiane, come ogni anno in corrispondenza della Festa della Mamma. L’Azalea della Ricerca, al suo quarantesimo appuntamento, contribuisce a sostenere la ricerca per i principali tumori a carico della popolazione femminile.

Grazie alle risorse raccolte con le donazioni dei numerosi cittadini che hanno aderito nel corso degli anni all’iniziativa, i ricercatori oncologici hanno proseguito importanti Ricerche su diagnosi, chirurgia e terapie personalizzate per il trattamento di diverse forme di cancro grazie a cui, oggi, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di cancro è possibile per 2 donne su 3. 

I 20.000 volontari AIRC saranno presenti in più di 3.500 piazze per distribuire, a fronte di una donazione minima di 18 euro, l’Azalea della Ricerca, corredata da una Guida dove si potranno trovare informazioni aggiornate sugli ultimi sviluppi della Ricerca sulle patologie tumorali. L’Azalea della Ricerca può essere ordinata anche tramite Amazon.it, per riceverla direttamente a casa, ed è possibile trovare informazioni dettagliate e aggiornamenti a questo link.

La storia della testimonial del 2024

Testimonial dell’Azalea della Ricerca 2024 è Pina, una donna portatrice di mutazioni dei geni BRCA che nel 2004, all’età di 42 anni, ha ricevuto una diagnosi di tumore all’ovaio al IV stadio con metastasi. Nonostante la malattia nel corso degli ultimi 20 anni si sia ripresentata più volte, i risultati raggiunti dalla Ricerca hanno consentito di trattare al meglio il tumore.

“In questi anni sono stata sottoposta a nuovi approcci terapeutici che hanno permesso di rispondere in maniera più efficace alla ricomparsa della malattia. Credo fermamente che solo continuando a sostenere la Ricerca si potranno trovare risposte per tutte le donne” ha sottolineato Pina, sostenendo l’importanza della Ricerca scientifica nella cura dei tumori.

Tumore dell’ovaio: i risultati di uno studio Humanitas

Tra i tumori la cui diagnosi precoce risulta ancora complessa figura il tumore dell’ovaio, che rappresenta il 3% circa di tutte le diagnosi di cancro. Uno studio Humanitas, coordinato dal professor Maurizio D’Incalci, responsabile del Laboratorio di Farmacia Antitumorali presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, ha mostrato come l’analisi dell’instabilità genomica possa giocare un ruolo nell’identificazione delle alterazioni molecolari specifiche del tumore dell’ovaio, nei tamponi usati per il Pap Test, già diversi anni prima della comparsa di una sintomatologia. Lo studio è ancora in corso per confermare la validità di questo approccio, ma se confermato si potrà vedere a breve un’implementazione di questo tipo di screening per la diagnosi precoce. 

Prevenzione: quali sono i fattori di rischio evitabili

È dimostrato che circa 30-40% delle nuovi diagnosi di tumore sarebbero evitabili attraverso l’adozione di uno stile di vita salutare. In particolare è il fumo di sigaretta a concorrere attivamente allo sviluppo di oltre 17 diverse neoplasie, come il carcinoma polmonare, di cui il fumo di sigaretta è responsabile nell’85-90% dei casi. Altri elementi a cui prestare attenzione sono l’obesità, che dai dati dell’American Cancer Society concorre a livello mondiale all’insorgenza del 3,9% dei tumori, con picchi del 7-8% in occidente, e la dieta che, se non sufficientemente equilibrata e varia, è responsabile dell’insorgenza di circa 3 neoplasie su 10. Anche la sedentarietà comporta un maggior rischio di insorgenza di tumori, avere uno stile di vita attiva con circa 300 minuti di attività moderata alla settimana o 150 di attività intensa diminuisce infatti il rischio di sviluppare un tumore del 7% e il rischio di recidive del 30%.

Azalea: il contributo alla Ricerca

  • Biopsia del linfonodo sentinella, tecnica diagnostica inizialmente dedicata alla valutazione della diffusione dei linfonodi ed estesa successivamente anche nell’ambito di diagnosi del cancro al seno.
  • Chirurgia conservativa del tumore della mammella, che, a differenza della mastectomia radicale, consente di mantenere parte del seno mantenendo pari efficacia.
  • Biopsia liquida per l’individuazione precoce rispetto ai test di imaging della ripresa di malattia causata da resistenze nel cancro al colon.
  • Nuove terapie neoadiuvanti per il trattamento del carcinoma del retto localmente avanzato nelle persone con instabilità microsatellitari (MSI).
  • Riduzione della dose di terapia ormonale tamoxifene nel trattamento del tumore del seno, utile sia alla prevenzione del tumore del seno in soggetti ad alto rischio, sia a diminuire del 50% circa il rischio di recidiva.
  • Sperimentazione della trabectedina, un nuovo farmaco per il cancro ovarico avanzato.
  • Test molecolare per la diagnosi precoce di precisione e tumore del polmone nei fumatori.
I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 800 medici
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