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Interstiziopatie polmonari: come si riconoscono e quali sono le possibilità di trattamento

Quando si parla di interstiziopatie polmonari si intende un gruppo di circa 300 patologie, diverse tra loro per quanto riguarda le manifestazioni cliniche e radiologiche, così come per l’approccio terapeutico.
In caso di sospetta interstiziopatia polmonare è dunque necessaria una valutazione approfondita, allo scopo di definire il tipo di patologia da cui interessato il paziente e adottare di conseguenza il trattamento di cura più adeguato.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Francesco Amati, pneumologo e ricercatore in Humanitas.

Tosse e mancanza di fiato: i sintomi delle interstiziopatie

La maggior parte delle malattie interstiziali si manifesta con una serie di sintomi che emergono progressivamente nel corso del tempo, più o meno rapidamente. Si tratta di sintomi molto comuni, che possono essere la spia di differenti patologie, come la tosse, in genere secca e a cui in rari casi si associa l’espettorazione di catarro biancastro, e la mancanza di fiato, in particolar modo sotto sforzo e che tende ad aumentare con il progredire della malattia. Altri sintomi tipici delle interstiziopatie sono la stanchezza, la perdita di peso e la presenza di sangue associata a tosse. 

Le cause principali delle interstiziopatie

Il principale obiettivo che si pone lo specialista in fase di diagnosi è stabilire se le interstiziopatie siano legate a una causa specifica, dunque trattabile o modificabile, o si tratti di interstiziopatie idiopatiche, di cui, dunque, non è possibile definire la causa scatenante.
Molte interstiziopatie sono correlate al fumo di sigaretta e all’esposizione a sostanze tossiche nell’ambiente di lavoro o domestico. A volte, però, possono anche essere provocate dall’utilizzo di determinati farmaci o secondarie a patologie sistemiche, come quelle reumatologiche.

Dagli immunosoppressori agli antifibrotici: i trattamenti per le interstiziopatie

Il trattamento indicato dallo specialista, quindi, dipenderà dal tipo di interstiziopatia da cui è interessato il paziente. Possono quindi venire utilizzati nella cura farmaci antinfiammatori, a cui è possibile associare anche degli immunosoppressori; ma una possibilità di trattamento è rappresentata anche dai farmaci antifibrotici, nel caso di interstiziopatie determinanti alterazioni fibrotiche progressive. A volte si rende necessario far ricorso a farmaci inalatori o all’ossigenoterapia. Centrale, nel percorso di cura, anche la fisioterapia respiratoria, per mantenere la muscolatura che supporta i polmoni “allenata”.

Anche la durata del trattamento dipende dal tipo di interstiziopatia in atto: quelle fibrotiche, per esempio, impongono al paziente un trattamento a vita, fondamentale per cercare di ridurre il declino polmonare che, nel corso del tempo, la patologia determina. Le interstiziopatie infiammatorie, invece, prevedono un trattamento di tipo cortisonico, associato o meno a immunosoppressori, di mesi o anni in base alla gravità della patologia. Humanitas, inoltre, in alcuni casi selezionati e previa accettazione da parte del paziente, propone nuove terapie per le interstiziopatie in fase sperimentale.

Limportanza di un approccio multidisciplinare

Importante, infine, sottolineare l’importanza dell’approccio multidisciplinare nella cura delle interstiziopatie. Ci troviamo infatti di fronte a patologie complesse, che richiedono la collaborazione tra più specialisti, tra cui pneumologi, reumatologi, cardiologi, infettivologi, fisioterapisti, radiologi e anatomopatologi. Un team multidisciplinare è fondamentale, non solo per diagnosticare tempestivamente la corretta tipologia di interstiziopatia che affligge il paziente, ma anche per impostare il trattamento più idoneo respiratorio ed extra-respiratorio con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita del paziente. 

Specialista in Malattie dell'Apparato Respiratorio
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