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Influenza A, tutte le risposte

Conoscere per evitare allarmismi. Humanitas Salute propone un approfondimento sull’influenza A/H1N1. Una serie di domande e risposte per capire meglio le caratteristiche del virus, i sintomi da Influenza A, come prevenirla e curarla, i vaccini e le precauzioni per viaggiare.

Conoscere per evitare allarmismi. Mentre le notizie sulla diffusione del virus H1N1 si susseguono, in tutto il mondo cresce la paura del contagio. Ma quali sono i reali pericoli legati all’influenza da virus A-H1N1? Quali sono i suoi sintomi? E le sue caratteristiche? Come prevenirla e affrontarla?
Per evitare inutili allarmismi, Humanitas Salute propone un approfondimento con l’aiuto del dott. Michele Lagioia, vicedirettore sanitario di Humanitas e specialista in Igiene e Medicina Preventiva. 
Ecco una serie di domande e risposte per capire meglio le caratteristiche del virus, come prevenirlo e curarlo, e i consigli per viaggiare.

CONOSCERE IL VIRUS
1. Cos’è la nuova influenza provocata da virus A/H1N1?
2. Quali sono i sintomi della nuova influenza umana da virus A/H1N1?
3. Quanto è grave l’influenza da virus A/H1N1 nell’uomo?
4. Come si trasmette la nuova influenza?
5. Per quanto tempo una persona infetta può trasmettere il virus dell’influenza da nuovo virus A/H1N1 ad altre persone?
6. Come si può diagnosticare l’infezione da virus influenzale A/H1N1 nell’uomo?
7. Che cos’è una pandemia influenzale?
8. Quante sono le fasi e i livelli di rischio di una pandemia?
9. Che cosa significa, soprattutto in Italia, il passaggio alla fase 6 disposto a livello internazionale dall’Oms l’11 giugno 2009?
10. Perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che, al momento, la pandemia influenzale da virus A/H1N1 sia di gravità moderata?

LA PREVENZIONE
11. Che cosa si può fare per proteggersi dall’influenza A?
12. Come ognuno di noi può prevenire il contagio?
13. Cosa fare se si ha il dubbio di essere stati contagiati?
14. Come accudire un familiare malato di influenza A in casa propria?

INFLUENZA A, COME CURARLA
15. Quali farmaci possono essere usati per trattare le infezioni da virus influenzali A/H1N1 nell’uomo?
16. I farmaci antivirali possono essere assunti a scopo preventivo?
17. Quando sarà pronto il vaccino?
18. Cosa si intende con dosi di vaccino “quarantenate”?
19. Che differenza c’è tra vaccino e farmaco antivirale?
20. Gli antivirali devono essere assunti dai soggetti immunodepressi anche se non hanno avuto alcun contatto con persone provenienti da aree endemiche?
21. Le donne in gravidanza, indipendentemente dal mese di gestazione, devono fare profilassi con antivirali anche se non hanno avuto contatti con eventuali “casi sospetti”?
22. Quali possono essere i gruppi di persone a rischio di ospedalizzazione e di complicanze?

LE PRECAUZIONI IN VIAGGIO
23. Quali sono le aree dove maggiormente si corre il rischio di contrarre la nuova influenza da virus A/H1N1?
24. Ci sono restrizioni per i viaggi in zone interessate dai focolai di influenza da virus A/H1N1?
25. I pazienti in trattamento con immunosoppressori sono più a rischio rispetto ad altri di contrarre il nuovo virus influenzale?
26. Qualche consiglio per i viaggiatori in partenza?
27. Quali precauzioni devono adottare i viaggiatori che provengono dalle zone dove si sono verificati numerosi casi di influenza da virus A/H1N1?
28. Ci sono rischi per la permanenza o il passaggio in aeroporto?
29. Sono previsti controlli e canali sanitari alle frontiere e negli aeroporti? Che cos’è un canale sanitario?
30. Chi si ammala all’estero come può avere assistenza sanitaria?

CONOSCERE IL VIRUS H1N1

1. Cos’è la nuova influenza provocata da virus A/H1N1?
La nuova influenza A/H1N1 è un’infezione virale acuta dell’apparato respiratorio con sintomi fondamentalmente simili a quelli classici dell’influenza: febbre ad esordio rapido, tosse, mal di gola, malessere generale. Come per l’influenza classica sono possibili complicazioni gravi, quali la polmonite.
I primi casi della nuova influenza umana da virus A/H1N1 sono stati legati a contatti ravvicinati tra maiali e uomo; il nuovo virus A/H1N1 è infatti un virus di derivazione suina. Nell’uomo infezioni da virus influenzali suini sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni ’50 e sono legate ad esposizione e contatti ravvicinati (1-2 metri) con suini, ma il nuovo virus A/H1N1 si è ora adattato all’uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona. L’influenza non viene trasmessa attraverso il cibo e, anche se i primi casi sono stati legati a suini, non esiste alcun rischio di infezione attraverso il consumo di carne suina cotta o prodotti a base di carne suina.
Trattandosi di un nuovo virus influenzale, la vaccinazione con i tradizionali vaccini antinfluenzali (vaccini stagionali) non è efficace.

2. Quali sono i sintomi della nuova influenza umana da virus A/H1N1?
I sintomi di esordio della nuova influenza umana da virus A/H1N1 sono simili a quelli della “classica” influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d’appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea.

3. Quanto è grave l’influenza da virus A/H1N1 nell’uomo?
Come l’influenza stagionale, l’influenza da virus influenzale A/H1N1nell’uomo può presentarsi in forma lieve o grave. Come l’influenza stagionale, può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti: sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus A/H1N1, circa lo 0,14% nei paesi occidentali coinvolti dalla pandemia.

4. Come si trasmette la nuova influenza?
La trasmissione da uomo a uomo del virus dell’influenza A H1N1, si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche per via indiretta attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie è essenziale nel limitare la diffusione dell’influenza.
I virus della nuova influenza umana da virus A/H1N1 non sono trasmessi dal cibo; non si può contrarre tale influenza mangiando maiali o prodotti a base di carne di maiale.

5. Per quanto tempo una persona infetta può trasmettere il virus dell’influenza da nuovo virus A/H1N1 ad altre persone?
Le persone con influenza da nuovo virus A/H1N1 sono da considerare potenzialmente contagiose per tutto il periodo in cui manifestano sintomi, generalmente per 7 giorni dall’inizio della sintomatologia, più il giorno che precede l’insorgenza dei sintomi. I bambini, specialmente quelli più piccoli, possono potenzialmente diffondere il virus per periodi più lunghi.

6. Come si può diagnosticare l’infezione da virus influenzale A/H1N1 nell’uomo?
Con il passaggio alla fase pandemica e l’incremento progressivo dei casi in Europa e in Italia sono stati rafforzati i sistemi di sorveglianza ma non si ritiene più indispensabile la conferma di laboratorio dei casi sospetti e pertanto la diagnosi è basata soltanto sul solo criterio clinico (sintomi).
L’influenza A/H1N1 viene definita un’affezione respiratoria acuta a esordio brusco e improvviso con febbre di circa 38 gradi o superiore accompagnata da uno dei seguenti sintomi:
• cefalea
• malessere generalizzato
• sensazione di febbre (sudorazione brividi)
• astenia (debolezza)
e da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori:
• tosse
• mal di gola (faringodinia)
• congestione nasale

      Per la diagnosi clinica di influenza nel bambino è importante considerare quanto indicato per gli adulti tenendo conto che:

 

      1. i bambini più piccoli non sono in grado di descrivere i sintomi generali, che invece si possono manifestare con

irritabililità, pianto, inappetenza

      2. nel lattante l’influenza è spesso accompagnata da

vomito e diarrea

      e solo eccezionalmente da febbre

 

      3.

occhi arrossati e congiuntivite

      sono caratteristici dell’influenza nei bambini in età prescolare, in caso di

febbre elevata

      4. nel bambino di

1-5 anni

      la sindrome influenzale si associa frequentemente a

laringotracheite e bronchite e febbre elevata

    .

Durante la fase pandemica, l’analisi di laboratorio sarà effettuata su indicazione del medico per tutti i casi che presentano un quadro clinico impegnativo e richiedono il ricovero. Ai fini della sorveglianza, inoltre, analisi di laboratorio sono effettuate a campione e nei casi che si sono manifestati in assenza di viaggi o di contatti con casi confermati. Per l’analisi di laboratorio è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4/5 giorni dall’inizio dei sintomi (quando è maggiormente probabile che la persona elimini i virus).

7. Che cos’è una pandemia influenzale?
Una pandemia (dal greco antico pan-demos, “tutto il popolo”) è un’epidemia determinata dalla rapida diffusione di una infezione in più aree del mondo, con un elevato numero di casi gravi appartenenti a tutti i gruppi di età.
La pandemia differisce dalle influenze stagionali: mentre queste ultime sono generate da sottotipi di virus influenzali già esistenti, le pandemie sono causate da sottotipi virali nuovi o che non circolano nella popolazione da molto tempo. La comparsa di un nuovo ceppo virale non è di per sé sufficiente a causare una pandemia: occorre anche che il nuovo virus sia capace di trasmettersi da uomo a uomo in modo efficace.

8. Quante sono le fasi e i livelli di rischio di una pandemia?
Nel 2009 sono state riviste le fasi descrittive di una eventuale pandemia e l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di utilizzare come metodo di misurazione una scala da 1 a 6.
La fase 4 è caratterizzata dall’avvenuto passaggio del virus da uomo a uomo, ma la trasmissione interumana è limitata e la diffusione è altamente localizzata; ciò vuol dire che il virus non è ben adattato all’uomo. Tale fase è indicativa di un aumento del rischio di pandemia, ma non significa necessariamente che la pandemia ci sarà. Nella fase 4 sono già attivi tutti i sistemi di controllo e sono già predisposti tutti i provvedimenti per l’adozione delle misure in fase pandemica.
Si è invece nella fase 5 quando vi sono prove di trasmissione da uomo a uomo con epidemie documentate in almeno due Paesi di una stessa Regione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Anche se la maggior parte dei Paesi del mondo non sono colpiti in questa fase, la dichiarazione della Fase 5 è un forte segnale dell’imminenza della pandemia. Nella fase 5 sono già attivi tutti i sistemi di controllo e sono già predisposti tutti i provvedimenti per l’adozione delle misure nella fase di effettiva pandemia.

9. Che cosa significa, soprattutto in Italia, il passaggio alla fase 6 disposto a livello internazionale dall’Oms l’11 giugno 2009?
Il passaggio dalla fase 5 alla fase 6, di allerta pandemico, era atteso quale conseguenza dell’alta trasmissibilità del virus A/H1N1 nei diversi Stati ma, per ora l’infezione non desta preoccupazioni dal punto di vista della gravità in quanto determina, nella stragrande maggioranza dei casi solo una sintomatologia paragonabile a quella di una lieve influenza stagionale. In Italia ci sono stati finora pochi casi confermati di influenza A/H1N1 circa 1900 alla data del 31 agosto) L’OMS, come peraltro nelle altre Fasi pandemiche, non raccomanda chiusure delle frontiere e restrizione di viaggi internazionali, anche in considerazione della manifestazione clinica della malattia, al momento di modesta gravità.

10. Perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che, al momento, la pandemia influenzale da virus A/H1N1 sia di gravità moderata?
Tale valutazione è scaturita dal fatto che la maggior parte delle persone che ha contratto la nuova influenza è guarita anche senza la necessità di terapia farmacologica e ricovero ospedaliero. Si è visto inoltre, che nel complesso i Servizi sanitari dei Paesi colpiti dalla nuova influenza A/H1N1 sono riusciti a fronteggiare l’emergenza sanitaria. Ad oggi la nuova influenza, anche se particolarmente contagiosa, sembra causare, soprattutto in persone generalmente sane, una malattia leggera con sintomatologia simile a quella dell’influenza stagionale.

 

LA PREVENZIONE

11. Che cosa si può fare per proteggersi dall’influenza A?
La prima forma di prevenzione è l’informazione: i rischi reali, le misure di prevenzione possibili, le cure disponibili e le disposizioni delle autorità centrali e territoriali. Al momento nella maggior parte dei casi il nuovo virus manifesta sintomi più lievi della normale influenza stagionale e trasmissibilità relativamente modesta, pur se la sua diffusione è scontata.
Il Ministero del Welfare ha attivato diversi canali per l’informazione. Sul portale internet sono presenti pagine dedicate e aggiornate.

12. Come ognuno di noi può prevenire il contagio?
Nell’attesa che sia disponibile il vaccino contro l’influenza da virus A/H1N1, l’igiene respiratoria (il contenimento degli starnuti e della tosse con un fazzoletto monouso, evitando contatti ravvicinati se ci sente influenzati) e un gesto semplice ed economico come il lavaggio delle mani con acqua e sapone soprattutto dopo aver starnutito o tossito rappresentano l’intervento di prevenzione di prima scelta e sono raccomandati da tutti i centri di prevenzione internazionali.
E’ quindi possibile effettuare alcune azioni che aiutano a prevenire la diffusione di germi che causano infezioni respiratorie come l’influenza:
• coprire con un fazzoletto naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto nella spazzatura dopo averlo usato
lavare spesso le mani con acqua e sapone specialmente dopo avere tossito o starnutito e dopo aver frequentato luoghi pubblici; sono utili ed efficaci anche detergenti per le mani a base di alcol
• cercare di evitare contatti con persone malate
in caso di influenza, rimanere a casa e limitare i contatti con altre persone per evitare di infettarle
evitare di toccare occhi, naso e bocca perché i germi si diffondono proprio in questo modo

13. Cosa fare se si ha il dubbio di essere stati contagiati?
In caso di manifestazione di sintomi influenzali, occorre consultare innanzitutto il proprio medico di famiglia.

14. Come accudire un familiare malato di influenza A in casa propria?
Il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) di Atlanta (USA) consiglia alcune semplici ma rigorose regole: lavarsi spesso le mani, indossare mascherine, usare se possibile un bagno separato da pulire ogni giorno, e arieggiare spesso i locali dove vivono gli altri componenti della famiglia. (fonte: ANSA, 6 settembre 2009)
PER EVITARE LA DIFFUSIONE DEL VIRUS IN CASA: tenere il più possibile in isolamento il malato. Far lavare spesso le mani agli altri componenti della famiglia e, se i contatti con le altre persone sono inevitabili, far indossare sempre al malato una mascherina.
DOVE TENERE LA PERSONA MALATA: in una stanza separata da ambienti comuni quali sala e cucina, e con la porta possibilmente sempre chiusa. Inoltre, se possibile, il malato dovrebbe usare un bagno a parte e stare a casa evitando il più possibile contatti con l’esterno. Una volta passata la febbre, il malato dovrebbe evitare di uscire nelle 24 ore successive; se questo è inevitabile, dovrebbe portare la mascherina e coprire il naso e la bocca quando starnutisce.
PROTEGGERE LE PERSONE CHE VIVONO A CASA: le persone malate non dovrebbero ricevere visite. Se è possibile, il malato dovrebbe essere accudito da una sola persona che, in caso di stretto contatto, dovrebbe indossare una mascherina. La persona che si prende cura di un malato non dovrebbe rientrare in una delle categorie a rischio. Bisognerebbe usare asciugamani separati e arieggiare bene i locali della casa di uso comune come sala e cucina. L’uso degli antivirali potrebbe essere utile per prevenire l’infezione, ma in questo caso è sempre bene consultare prima un medico.
LA PULIZIA DELLA CASA: gettare i fazzoletti usati dal malato e lavarsi accuratamente le mani subito dopo. Tenere le superfici, soprattutto dei giocattoli e in bagno, sempre pulite. Non è necessario tenere separati gli utensili da cucina e i piatti, basta che siano lavati con il detersivo prima che vengano usati da altri componenti della famiglia. Lavare in lavatrice le lenzuola e gli asciugamani.

INFLUENZA A, COME CURARSI

15. Quali farmaci possono essere usati per trattare le infezioni da virus influenzali A/H1N1 nell’uomo?
Sono disponibili diversi tipi di farmaci antivirali per il trattamento dell’influenza: amantadina, rimantadina, oseltamivir e zanamivir. Mentre la maggior parte dei virus si sono rivelati suscettibili a tutti e quattro i farmaci, il nuovo virus influenzale è risultato resistente alla amantadina e alla rimantadina; pertanto solo oseltamivir (Tamiflu) e zanamivir (Relenza) sono raccomandati per il trattamento della nuova Influenza.

16. I farmaci antivirali possono essere assunti a scopo preventivo?
No, i farmaci antivirali non sono vaccini e non debbono essere usati a scopo preventivo, devono essere assunti sotto il controllo di un medico solo per il trattamento della malattia. Per acquistarli è comunque necessario la prescrizione medica.

17. Quando sarà pronto il vaccino?
Il vaccino al momento è in produzione. La produzione industriale è al passo con le previsioni, per cui c’è sempre più certezza che, in Italia, a partire da metà novembre il vaccino sarà disponibile e potrà avere inizio il piano di vaccinazioni studiato dal Ministero del Welfare.

18. Cosa si intende con dosi di vaccino “quarantenate”?
In realtà un certo quantitativo di dosi di vaccino contro il virus H1N1 è già disponibile, ma non ancora utilizzabile. Si tratta di dosi ‘in quarantena’, perché non possono essere utilizzate prima di aver completato l’iter di sperimentazione previsto. La produzione di un nuovo vaccino, infatti, deve sempre essere seguita da una fase di test allargata, su tutte le fasce di popolazione: dai bambini in età pediatrica alle donne in gravidanza, dagli adulti sani ai soggetti affetti da patologie croniche, dai giovani agli anziani. La fase di test è indispensabile per essere sicuri di avere a disposizione un vaccino che sia non solo efficace, ma anche privo di effetti avversi.

19. Che differenza c’è tra vaccino e farmaco antivirale?
Gli antivirali sono medicinali usati per il trattamento dell’influenza. Se assunti tempestivamente entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi, possono ridurre i sintomi, la durata della malattia e le complicanze dell’influenza. Possono ridurre la capacità del virus di replicarsi ma non danno l’immunizzazione né stimolano la produzione di anticorpi come i vaccini. Un uso improprio e ingiustificato degli antivirali nel caso della nuova influenza è da evitare soprattutto perché il nuovo virus potrebbe diventare resistente al farmaco e la persona che li assume senza controllo medico può essere soggetta ad effetti indesiderati anche gravi.

20. Gli antivirali devono essere assunti dai soggetti immunodepressi anche se non hanno avuto alcun contatto con persone provenienti da aree endemiche?
Sarà cura del medico curante valutare la situazione clinica del paziente, anche alla luce degli effettivi benefici che lo stesso potrebbe trarre dall’assunzione dei farmaci antivirali.

21. Le donne in gravidanza, indipendentemente dal mese di gestazione, devono fare profilassi con antivirali anche se non hanno avuto contatti con eventuali “casi sospetti”?
L’assunzione degli antivirali a scopo preventivo deve avvenire, dietro prescrizione di un medico, soltanto nei casi di contatti “stretti” di casi confermati di influenza A. In caso di dubbi e preoccupazioni e comunque sempre prima di iniziare una terapia farmacologica è opportuno contattare il proprio ginecologo, che valuterà la situazione caso per caso.

22. Quali possono essere i gruppi di persone a rischio di ospedalizzazione e di complicanze?
L’ECDC ha pubblicato, il 20 luglio, sulla base di studi scientifici, le categorie di persone che possono essere a rischio di complicanze qualora contraggano la nuova influenza, sottolineando che tale elenco è soggetto e modifiche e a sviluppo in base a nuovi dati che saranno disponibili.
L’elenco fa riferimento a uno studio iniziale condotto in California su 553 casi di infezione da virus A (H1N1) 30 pazienti sono stati ospedalizzati perché bisognosi di cure. Di questi 30 pazienti, 19 erano affetti da patologie croniche i cui sintomi si manifestavano con frequenza decrescente: asma o malattie respiratorie croniche ostruttive, diabete, immunodepressi, malattie cardiovascolari (esclusa la semplice ipertensione) patologie renali croniche, neurologiche ed oncologiche. Un altro studio indica l’obesità tra i fattori di rischio e, secondo i dati riportati dal CDC tra i gruppi a rischio vi sono le donne incinte e i bambini sotto i due anni.
Alcuni studi riportano anche complicanze tra persone non affette da patologie croniche ma bisogna ricordare che questo avviene anche per l’influenza stagionale.
Il gruppo di persone non affette da patologie croniche sopra i 60 anni, a differenza della influenza stagionale, non viene particolarmente colpito dalla nuova influenza A H1N1.

Elenco:
a) persone affette da malattie croniche respiratorie, cardiovascolari (esclusa l’ipertensione), renali, epatiche, ematologiche, neurologiche, neuromuscolari, diabete ed altri disordini metabolici, infezione da HIV ed immunodepressi per cause naturali o iatrogene (indotte da farmaci).
b) bambini di età inferiore a due anni
c) donne in gravidanza o allattamento
d) persone affette da asma in trattamento
e) obesi con Indice di Massa corporea (BMI – body mass index) superiore a 30
In generale ogni altra condizione in cui si riducono le difese immunitarie e la funzione respiratoria.


LE PRECAUZIONI IN VIAGGIO


23. Quali sono le aree dove maggiormente si corre il rischio di contrarre la nuova influenza da virus A/H1N1?
La nuova influenza da virus AH1N1 è ormai presente in molte aree del mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, pur considerando Messico, Stati Uniti e Regno Unito i paesi dove ad oggi si sono riscontrati il maggior numero di casi di nuova influenza A/H1N1, ha dichiarato che la pandemia si avvicina ad una propagazione totale: almeno 160 Paesi o territori su un totale di 193 membri dell’Organizzazione mondiale della sanità hanno confermato casi.

24. Ci sono restrizioni per i viaggi in zone interessate dai focolai di influenza da virus A/H1N1?
No, l’Organizzazione Mondiale della Sanità non raccomanda restrizioni ai viaggi relazione ai focolai di influenza A/H1N1. Invita però le persone affette da malattie come diabete, tumore, asma o altre patologie croniche, stati di immunodeficienza o condizioni come la gravidanza a rinviare i viaggi internazionali e a non mettersi in viaggio se malate.

25. I pazienti in trattamento con immunosoppressori sono più a rischio rispetto ad altri di contrarre il nuovo virus influenzale?
Tali pazienti sono più suscettibili alle infezioni in generale e dovrebbero evitare di recarsi in zone a rischio a meno che non sia strettamente necessario. Fondamentale in questi casi attuare tutte le procedure igienico sanitarie atte ad evitare qualsiasi contatto stretto con possibili portatori di infezione. E’ inoltre consigliato portare tutti i farmaci che si è soliti prendere ed eventualmente munirsi di certificazione attestante la malattia di base da esibire in caso di qualsiasi richiesta da parte di personale sanitario del luogo di arrivo.

26. Qualche consiglio per i viaggiatori in partenza?
Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali consiglia ai viaggiatori diretti in aree interessate da focolai di influenza A/H1N1 di mettere in atto le seguenti misure preventive:
evitare luoghi affollati e manifestazioni di massa
lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone; in alternativa possono essere usate soluzioni detergenti a base di alcol o salviettine disinfettanti
evitare di portare le mani non pulite a contatto con occhi, naso e bocca
coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce e starnutisce e gettare il fazzoletto usato nella spazzatura
aerare regolarmente le stanze di soggiorno
• in caso di febbre superiore a 38° C, tosse, mal di gola, malessere, consultare un medico
• ricordare che in caso di necessità, è possibile contattare l’Ambasciata o il Consolato.
Prima di un viaggio internazionale, può essere utile consultare il sito Viaggiare sicuri del Ministero degli Affari Esteri.

27. Quali precauzioni devono adottare i viaggiatori che provengono dalle zone dove si sono verificati numerosi casi di influenza da virus A/H1N1?
Le persone rientrate dalle zone colpite da influenza A devono monitorare il proprio stato di salute per 7 giorni come indicato negli opuscoli e nei poster distribuiti in aeroporto. In caso di insorgenza di una sintomatologia influenzale, per esempio febbre, sonnolenza, perdita d’appetito, tosse, dovranno contattare telefonicamente il loro medico di famiglia e dietro la sua consulenza attuare misure come: limitare il più possibile i contatti con i familiari, indossare da parte del malato una mascherina, mantenere una buona igiene respiratoria coprire cioè bocca e naso quando si starnutisce o tossisce tramite fazzoletti monuso. Per tutti è importante il lavaggio frequente e accurato delle mani con acqua e sapone oppure con detergente a base di alcol. La trasmissione del virus dell’influenza si può verificare per via aerea attraverso gocce di saliva di chi tossisce e starnutisce, ma anche per via indiretta attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Sarà il medico a valutare inoltre eventuali misure farmacologiche.

28. Ci sono rischi per la permanenza o il passaggio in aeroporto?
Non ci sono rischi particolari. Per i viaggiatori diretti in zone con focolai di influenza A/H1N1 valgono i consigli al punto 26.

29. Sono previsti controlli e canali sanitari alle fron

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