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IBD: come si curano le malattie infiammatorie croniche intestinali

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI, in inglese inflammatory bowel disease – IBD) sono la malattia di Crohn e la colite ulcerosa, patologie ad andamento cronico che interessano soprattutto la popolazione giovanile, con picchi di incidenza tra i 20 e i 30 anni. La patogenesi delle malattie infiammatorie croniche intestinali è ancora oggetto di studio, ma l’ipotesi più accreditata è che, in soggetti geneticamente predisposti, possa intervenire una modificazione del microbiota che innesca una risposta infiammatoria immunomediata a livello della parete intestinale, dando origine all’attività biologica della malattia e portando, nel tempo, allo sviluppo di ulcere.

Ne parliamo con il professor Alessandro Armuzzi, responsabile dell’Unità Operativa di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Come si diagnosticano le malattie infiammatorie croniche intestinali?

Le malattie infiammatorie croniche intestinali vengono diagnosticate mediante vari accertamenti. In presenza di un sospetto di MICI, in genere vengono inizialmente prescritti esami del sangue ed esami delle feci, utili a valutare un’eventuale infiammazione a livello intestinale. Successivamente si eseguono tecniche diagnostiche non invasive come l’ecografia delle anse intestinali, al fine di evidenziare gli ispessimenti parietali dei segmenti intestinali.

Qualora gli accertamenti iniziali risultino suggestivi, lo specialista può indicare l’esecuzione di un’ileocolonscopia con biopsie, esame fondamentale per diagnosticare la malattia di Crohn o la colite ulcerosa. In caso di malattia di Crohn, possono essere necessarie per localizzare e stadiare la malattia anche metodiche radiologiche come la entero-risonanza magnetica (entero RM).

MICI: quali sono le possibilità di cura?

Nell’ambito della terapia delle malattie infiammatorie croniche intestinali, i progressi della Ricerca hanno consentito l’introduzione di nuovi farmaci. Accanto ai farmaci tradizionali, come salicilati, corticosteroidi e immunosoppressori, si sono infatti affermate terapie avanzate, tra cui gli anticorpi monoclonali inibitori del TNF-alfa, gli anti-integrina alfa 4/beta 7, gli anti-interleuchina 12/23, gli anti-interleuchina 23, nonché le cosiddette piccole molecole, come i JAK inibitori e i modulatori del recettore S1P.

Se utilizzate correttamente, queste opzioni terapeutiche consentono a un buon numero di pazienti di raggiungere la remissione di malattia e di mantenerla nel tempo. La remissione della malattia è un obiettivo di grande importanza, perché sia la malattia di Crohn, sia la colite ulcerosa, hanno un impatto importante sulla qualità della vita del paziente e dei suoi familiari.

MICI: la gravidanza è possibile?

In presenza di malattie infiammatorie croniche intestinali è comunque possibile affrontare una gravidanza; tuttavia, affinché il tasso di fertilità sia sovrapponibile a quello della popolazione femminile generale, è necessario che la malattia sia in remissione completa. Il concepimento dovrebbe quindi essere ricercato durante una fase di remissione della malattia, condizione importante anche per favorirne il mantenimento nel corso della gravidanza stessa.

Per quanto riguarda le terapie farmacologiche, è fondamentale fare riferimento allo specialista, perché non si deve interrompere l’assunzione dei farmaci che garantiscono la remissione della malattia; al contrario, alcune terapie possono possono dover essere evitate o modificate, in quanto potrebbero interferire con il corretto andamento della gravidanza e compromettere la salute del feto.

Quale dieta seguire con le malattie infiammatorie croniche intestinali?

Una corretta alimentazione può contribuire a favorire e, successivamente, a mantenere lo stato di remissione della malattia. In generale è consigliabile seguire la dieta mediterranea e, nelle fase più acute, attenersi alle eventuali restrizioni indicate dallo specialista.

In alcuni casi, per mantenere correttamente lo stato nutrizionale del paziente, può essere necessario ricorrere a formule per nutrizione enterale, costituite da miscele liquide assumibili per os o somministrate tramite sonda.

L’importanza di fare riferimento ai Centri specializzati

In caso di sospetto di malattia infiammatoria cronica intestinale è sempre necessario rivolgersi a Centri specializzati. Gli specialisti che operano in questi Centri, infatti, dispongono delle competenze e delle metodiche necessarie per arrivare a una diagnosi quanto più precoce possibile. Questo aspetto è di particolare importanza, perché ancora oggi le MICI vengono spesso diagnosticate tardivamente, con un maggior rischio di insorgenza di complicanze.

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