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Humanitas ospita la Conferenza Europea sulla Cirrosi Biliare Primitiva

 

Il 23 e 24 maggio si terrà, presso il centro congressi di Humanitas, l’European Association for the Study of the Liver (EASL) Monothematic Conference on Primary Biliary Cirrhosis, l’appuntamento più importante a livello europeo ed internazionale per gli specialisti della cirrosi biliare primitiva (CBP). Saranno presenti più di cento specialisti provenienti da tutto il mondo, fra i quali spiccano il dott. Lindor, dell’università dell’Arizona, oltre ad Albert Pares ed Ulrich Beuers, organizzatori della conferenza insieme al dott. Pietro Invernizzi, responsabile di Medicina Generale ed Epatologia e del Centro Ricerca e Cure delle Malattie Autoimmuni del Fegato di Humanitas e professore presso la University of California at Davis.

 

La CBP è una malattia cronica dei piccoli dotti biliari che ha base autoimmune, nella quale i linfociti, cellule programmate per difendere l’organismo dalle infezioni ed altri agenti esterni, aggrediscono per errore le cellule dei dotti biliari, provocandone la progressiva infiammazione e distruzione.

 

“Ospitare questa conferenza è un grande riconoscimento per la scuola di epatologia milanese, iniziata dal prof. Nicola Dioguardi, cofondatore di Humanitas, e proseguita poi dal prof. Mauro Podda, entrambi ancora attivi all’interno della nostra struttura” afferma il dottor Invernizzi, che aggiunge “Gli argomenti principali della conferenza saranno le nuove terapie attualmente in fase di registrazione, fra le quali spicca un nuovo agonista del recettore nucleare FXR, ed i dati recentemente emersi sulla componente genetica della malattia. Si tratta di novità emerse anche da studi condotti presso il Centro Ricerca e Cure delle Malattie Autoimmuni del Fegato di Humanitas in collaborazione con numerosi altri centri italiani e dalla University of California, che influenzeranno certamente anche gli sviluppi futuri della terapia”.

I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 800 medici