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Gli interventi in età adulta

Le problematiche principali che riguardano l’articolazione del ginocchio in età adulta concernono il menisco e il legamento crociato anteriore. Si tratta di due patologie che molto spesso risultano essere “border line” tra il trattamento riabilitativo e quello chirurgico, a meno che il paziente non sia un atleta. Menischi o legamenti crociati rotti non impediscono infatti di condurre un’attività sportiva amatoriale e una vita del tutto normale. Vediamo allora come la riabilitazione può essere d’aiuto in questo senso. Ce lo spiega il dott. Gianluca Galimberti, specialista di Riabilitazione Ortopedica in Humanitas, presso l’Unità Operativa di Riabilitazione e Recupero Funzionale, guidata dal dott. Stefano Respizzi.

Se il crociato si rompe
“Non necessariamente la rottura del legamento crociato anteriore deve essere trattata chirurgicamente. La sua funzione, insieme al crociato posteriore, è quella di stabilizzare il ginocchio. I due legamenti però non sono gli unici stabilizzatori dell’articolazione: i muscoli infatti svolgono un’importante funzione in questo senso. Se un paziente tra i 20 e i 40 anni ha un legamento crociato rotto, potrà in alcuni casi (a seconda dell’attività fisica e dal livello a cui la svolge) sopperire a questa carenza attraverso una buona attività muscolare e quindi un buon programma di riabilitazione ed evitare l’intervento chirurgico.
Dopo l’evento che ha provocato la lesione si dovrà gradualmente riprendere l’attività di rinforzo della muscolatura dell’arto inferiore in preparazione della ripresa dell’attività motoria specifica. Un adeguato programma di mantenimento del tono-trofismo muscolare è condizione necessaria se si vuole proseguire nel fare sport. In questo caso sarebbero però da evitare tutte le discipline in cui è presente il rischio di un trauma diretto, anche se controindicazioni assolute non esistono: i legamenti, infatti, hanno una funzione di tenuta statica, mentre la funzione di tenuta dinamica (durante il movimento) viene effettuata dai muscoli. Se l’attività muscolare è buona, il paziente con il crociato anteriore lesionato può praticare sport (non ovviamente a livello agonistico), ad esempio lo sci, senza alcun problema, eventualmente facendo riscorso all’uso di una ginocchiera che aumenta la stabilità meccanica dell’articolazione.
L’intervento chirurgico è necessario nel caso di atleti che svolgono attività a livello agonistico o quando la rottura del legamento è sintomatica, cioè causa di cedimenti improvvisi del ginocchio. In quest’ultimo caso, infatti, siamo in presenza di un’instabilità reale che col tempo può portare a una generazione artrosica dell’articolazione”.

Il menisco fuori uso
“I menischi sono sistemi di riempimento e di ammortizzamento dell’articolazione. Si tratta di strutture che con l’invecchiamento o per sollecitazioni ripetute nel tempo vanno incontro a usura, oltre a essere sede di lesioni traumatiche, specialmente negli sportivi. È importante precisare che il danno meniscale può essere asintomatico, così come spesso vi si attribuisce impropriamente la causa di ‘dolore al ginocchio’. In realtà non è infrequente riscontrare in sede diagnostica lesioni del tutto silenti.
In sede di visita il quadro clinico definisce il tipo di trattamento. Nel caso in cui la lesione meniscale provochi blocchi articolari e quindi perdita di funzionalità, l’approccio sarà prevalentemente chirurgico.
Nel caso in cui, invece, la sintomatologia fosse limitata al gonfiore e al dolore articolare l’approccio potrà essere conservativo: qui il lavoro di rinforzo muscolare dell’arto inferiore fa da cardine al programma riabilitativo, insieme alle terapie fisiche e agli esercizi propriocettivi e pliometrici. Gli esercizi propriocettivi sono indirizzati ad acquisire un maggior controllo da parte del sistema neuromotorio del movimento e della posizione articolare nello spazio, mentre gli esercizi pliometrici incrementano la capacità di esprimere forza esplosiva da parte del muscolo. Le terapie fisiche maggiormente utilizzate sono la crioterapia e la laser terapia per la riduzione del gonfiore e del dolore”.

A cura di Elena Villa

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