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Stato emotivo e respiro: quale legame?

La respirazione è una funzione autonoma del nostro organismo, grazie al sistema neurologico infatti, ciascuno ha dentro di sé il giusto ritmo per respirare, senza pensare di doverlo fare. Di respirazione ha parlato la dottoressa Francesca Puggioni, pneumologa del Centro di Medicina Personalizzata: Asma e Allergologia in Humanitas, in un’intervista a Cuore e denari su Radio 24

Valutare la qualità del proprio respiro non è facile, anche se averne consapevolezza è importante.

Come capire se respiriamo bene?

“Per capire come respiriamo può essere utile mettersi davanti allo specchio a torace scoperto, in modo tale da poter osservare i movimenti del nostro torace e vedere come si respira con la parte alta dell’addome e come si respira con il petto

Vedremo dunque il diaframma che si abbassa e si alza per permettere ai polmoni di espandersi, e poi come la cassa toracica si apre verso l’esterno per consentire ai polmoni di espandersi. Occorre anche controllare i movimenti delle spalle, perché spesso quando non si ha una respirazione ottimale si usano muscoli “accessori” per compensare.

Questo meccanismo, del tutto naturale, può essere reso più faticoso da alcune condizioni, come in caso di sovrappeso, mentre si sta compiendo uno sforzo fisico, mentre si è rilassati sul divano, magari in posture non proprio ottimali”, spiega la dottoressa Puggioni.

Perché sotto tensione abbiamo l’impressione che la respirazione cambi?

“Può capitare di avvertire una sensazione di difficoltà alla respirazione, da un lieve disagio fino alla cosiddetta fame d’aria. In questi casi è consigliabile dapprima fermarsi, non farsi prendere dal panico, e controllare il ritmo del respiro.

Questo accade perché, ancestralmente, il nostro organismo in condizioni di tensione è portato a prepararsi allo scatto, irrigidendo tutti i muscoli per potenziarli e partire. Oggi non applichiamo più questo meccanismo a livello fisico, ma agiamo sulla psiche, pertanto blocchiamo la muscolatura respiratoria trattenendo il respiro in maniera inconsapevole  e di conseguenza respiriamo male.

Praticare yoga, pilates, tai chi o arti marziali è particolarmente indicato per chi ha problemi respiratori o per chi ha una forte emotività che alterano il ritmo del respiro, perché queste discipline permettono di prendere maggior consapevolezza del proprio respiro e lavorare così un un’efficace respirazione”, consiglia la specialista.

Cattiva respirazione, vertigini e confusione

Una cattiva respirazione, soprattutto in caso di tensione, si accompagna spesso a vertigini e confusione mentale.

“Il nostro cervello infatti ha bisogno di ossigeno per espletare al meglio le proprie funzioni: l’agitazione però ci porta a respirare a un ritmo molto più veloce del normale, immagazzinando così più anidride carbonica che rende le idee meno chiare e inficia le performance cerebrali.

In generale, il ritmo naturale è  12 respiri al minuto: respirazioni profonde in cui inspiriamo dal naso ed espiriamo lentamente dalla bocca, questo consente di ossigenare bene il cervello”, consiglia la dottoressa Puggioni.

È importante sottolineare come possa esserci un legame tra uno stato di ansia e la cattiva respirazione, perché come sottolinea la dottoressa Puggioni “Non è facile mantenere la calma se si ha l’impressione che manchi il respiro o se si fa fatica a respirare come di consueto”, però “i problemi respiratori non vanno sottovalutati e vanno considerati come tali, senza etichettare il paziente come ansioso e come tale trattarlo. Sarà cura dello specialista dunque effettuare una corretta diagnosi, volta a escludere o ad accertare la presenza di problemi respiratori, prima di imputare a uno stato d’ansia la causa della cattiva respirazione”.

Specialista in Malattie dell'Apparato Respiratorio

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