Ecografia muscolo-tendinea: quando è indicata?
L’ecografia muscolo-tendinea è un esame diagnostico non invasivo che sfrutta gli ultrasuoni per ottenere immagini dettagliate dei muscoli, dei tendini e dei legamenti, consentendo di individuare eventuali anomalie o lesioni.
Grazie alla sua precisione e sicurezza, trova largo impiego in ambito sportivo per valutare e seguire l’evoluzione di infortuni o patologie negli atleti.
Ne parliamo con il dottor Nicola Magarelli, radiologo dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.
Cos’è e a cosa serve l’ecografia muscolo-tendinea?
L’ecografia muscolo-tendinea serve per identificare varie patologie legate all’apparato muscolo-scheletrico.
È un esame che viene richiesto dallo specialista dopo una visita ortopedica, fisiatrica o di medicina dello sport per confermare o escludere sospette diagnosi. Le principali patologie che possono essere rilevate sono:
- lesioni muscolari
- tendiniti
- alterazioni dei legamenti
- contusioni
- ematomi
- problematiche delle borse articolari
- neuropatie da intrappolamento
- infiammazioni articolari di origine reumatologica
- fratture costali composte
- alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo, come lipomi, cisti sebacee o ernie.
Come si fa l’ecografia muscolo-tendinea?
L’ecografia muscolo-tendinea viene eseguita applicando un gel sulla pelle vicino all’area da analizzare. Questo gel, oltre a migliorare il contatto tra la sonda e la cute, elimina la presenza di aria, che potrebbe ostacolare la trasmissione degli ultrasuoni. La sonda, a sua volta, invia gli echi riflessi dai tessuti al monitor, dove le immagini vengono interpretate dall’ecografista.
L’intera procedura dura generalmente tra i 15 e i 20 minuti. Prima dell’esame, è necessario rimuovere eventuali fasciature o medicazioni dalla zona da esplorare. Non è richiesta alcuna ulteriore preparazione da parte del paziente.
Quando è utile l’ecografia muscolo-tendinea?
La valutazione ecografica dinamica riveste un ruolo importantissimo nell’analisi di diverse condizioni patologiche. L’osservazione della contrazione muscolare, ad esempio, può rendere più evidente la presenza di lesioni sottili e difficili da rilevare nelle fibre muscolari. Inoltre, lo studio dinamico, che prevede il movimento attivo o passivo della zona interessata, permette di identificare e definire con maggiore precisione lesioni di tendini e legamenti, episodi di lussazione o sublussazione tendinea, formazione di ernie muscolari e/o viscerali, tra le problematiche più comuni.
Dopo quanto tempo da un infortunio va fatta l’ecografia?
Dopo un infortunio traumatico acuto, l’ecografia muscolo-tendinea può essere effettuata anche poche ore dopo l’evento. Per quanto riguarda le lesioni muscolari, l’esame è particolarmente utile nelle prime 48 ore dal trauma, periodo durante il quale la sua sensibilità risulta comparabile a quella della risonanza magnetica.
Anche nei casi di lesioni traumatiche che coinvolgono tendini e legamenti, l’ecografia può essere eseguita senza necessità di attendere.
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