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Crohn e colite ulcerosa: l’importanza dello stile di vita

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) hanno un’eziologia multifattoriale e fumo di sigaretta, alimentazione e attività fisica sono importanti fattori di rischio per l’insorgenza di queste patologie e recenti studi indicano anche come questi fattori potrebbero aggravare uno stato di malattia già in atto. Smettere di fumare, seguire una dieta bilanciata e svolgere attività fisica regolarmente, dunque, sono aspetti importanti sia in fase di patologia acuta, sia in remissione.

Ne parliamo con la dottoressa Laura Loy, gastroenterologa dell’Unità Operativa Malattie infiammatorie Croniche intestinali presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, dove è attivo il Centro Medico Chirurgico per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino.

Le malattie infiammatorie croniche intestinali e il fumo di sigaretta

Conosciamo bene gli effetti dannosi per la salute del fumo di sigaretta. Per quanto riguarda le MICI, tuttavia, gli studi indicano un diverso rischio per la malattia di Crohn e per la colite ulcerosa. Per quanto riguarda la malattia di Crohn, il fumo si associa a una malattia più complicata e potenzialmente a rischio di intervento: i pazienti fumatori, infatti, tendono ad assumere una maggiore quantità di steroidi e di terapie immunosoppressive a essere sottoposti più spesso a chirurgia rispetto a chi non fuma. Questo fenomeno può però essere reversibile, motivo per cui smettere di fumare è considerato un obiettivo terapeutico fondamentale.

Nella colite ulcerosa, invece, a dispetto di quello che veniva ritenuto un ruolo protettivo nel fumo nell’insorgenza della patologia, gli studi più recenti mostrano come non vi siano in realtà differenze sostanziali nell’evoluzione di malattia e il rischio di chirurgia tra i pazienti fumatori e i non fumatori. In ogni caso, è comunque indicato smettere di fumare, poiché il fumo è un importante fattore di rischio per le patologie cardiovascolari, metaboliche e oncologiche.

Crohn e colite ulcerosa: cosa mangiare

Lo stato nutrizionale dei pazienti interessati da MICI risulta spesso alterato, anche in caso di remissione della patologia, con possibile riduzione della massa magra ed eccesso di massa grassa a cui si associano esiti di malattia negativi: la presa in carico dal punto di vista nutrizionale delle persone con malattie infiammatorie croniche intestinali risulta quindi fondamentale. 

In presenza di malattia attiva non ci sono singoli approcci dietetici raccomandati come terapia per indurre una remissione, per quanto questi pazienti presentino indubbiamente fabbisogni energetici differenti rispetto a una persona sana, soprattutto per quanto riguarda il fabbisogno energetico e l’apporto di proteine. In generale, in ogni caso, può essere utile limitare l’assunzione di alimenti processati e di quelli particolarmente ricchi di grassi saturi e grassi trans.

La dieta più consigliata è quella mediterranea, che consente a chi la segue una miglior tolleranza degli alimenti poiché è particolarmente flessibile e ha una base alimentare ricca di fibre, grazie all’apporto di frutta, verdure, cereali e legumi, che rappresentano inoltre una fonte sana di proteine. 

I pazienti con malattia di Crohn, interessati da una stenosi sintomatica, potrebbero aver bisogno di un’alimentazione personalizzata, limitando l’apporto di fibre insolubili in favore di quelle solubili, fino a richiedere l’utilizzo di interventi nutrizionali più mirati (supplementi nutrizionali orali, nutrizione parenterale), in caso di severa intolleranza alimentare, al fine di prevenire la malnutrizione.

Attività fisica: fondamentale la regolarità

Lo svolgimento di regolare attività fisica è fortemente raccomandato. L’attività fisica, infatti, è fondamentale per tutti i pazienti con MICI, sia in caso di malattia attiva, per preservare i muscoli, sia per chi è in fase di remissione e che può quindi svolgere sia attività aerobica che esercizi di resistenza.

Secondo le indicazioni dell’OMS, si dovrebbero svolgere ogni settimana almeno 150 minuti di attività aerobica moderata oppure 75 minuti di attività intensa. L’ideale sarebbe inserire l’attività fisica nella propria quotidianità, in modo da mantenersi attivi ogni giorno, magari per un lasso di tempo limitato ma con costanza. 

Visita gastroenterologica – Crohn

La visita specialistica gastroenterologica si rivolge alle persone con sospetta malattia di Crohn o con diagnosi accertata.

Visita gastroenterologica – Colite ulcerosa

La visita specialistica gastroenterologica si rivolge alle persone con sospetta colite ulcerosa o con diagnosi accertata.

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