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Lean e Miglioramento continuo in ospedale, Humanitas premia i progetti 2014

Il team composto dalla dott.ssa Maria Maddalena Visigalli, dal dott. Manuel Profili, dal dott. Pietro Maria Ferrara e dall’infermiera Alessandra Reati, ha vinto la terza edizione del “Concorso Lean“. Il metodo Lean, inventato dall’ingegnere giapponese Taiichi Ohno, coniuga efficienza e qualità del lavoro svolto, attraverso l’identificazione degli sprechi e la loro eliminazione. Humanitas ha fatto propri questi principi dal 2012, premiando chi si è maggiormente distinto per l’ideazione e la messa a punto di progetti tesi a migliorare i servizi e la sicurezza dei pazienti, ottimizzando le risorse. Gremito l’auditorium in occasione della cerimonia di premiazione, tenutasi martedì 20 gennaio. Nel corso del pomeriggio, oltre a primo, secondo e terzo assoluto, sono state premiati anche i primi classificati nelle categorie “New team” (dedicata alle new entries), “Eco-friendly” (per i progetti “sostenibili”), “Creativo” (per l’idea più innovativa). Un riconoscimento ad hoc è stato tributato anche da una giuria di pubblico.

 

 

Quali sono i principi ispiratori del concorso Lean?

Efficienza, qualità, ricerca ed eliminazione degli sprechi sono stati i principi ispiratori dei tanti progetti in gara. Gli elaborati provengono dalle più diverse aree dell’ospedale, segno che la cultura Lean sta diventando parte del DNA di Humanitas e che il motto “Il miglioramento è responsabilità di ognuno, ovunque, ogni giorno” è stato interiorizzato.

 

Quali risultati sono stati ottenuti?

Da giugno 2012 a oggi oltre 550 persone sono state formate al metodo Lean, e il 2014 è stato un anno di grandi cambiamenti. Il rinnovato team Lean, che ha preso il posto del precedente Ufficio Lean e Miglioramento continuo, prevede il coinvolgimento e la partecipazione di parte del personale clinico nella definizione di progetti tesi a garantire un miglioramento continuo delle prestazioni, associato a una maggiore efficienza e a un contestuale contenimento degli sprechi.

 

 

 

Quali progetti sono stati premiati?

Il primo premio assoluto è andato a “Un rx torace al giorno non leva il medico di torno”. Poiché in Terapia Intensiva Cardiochirurgica (TIC) venivano eseguiti quotidianamente RX torace di controllo a tutti i pazienti, la proposta è stata quella di definire un piano di cura guidato dall’esigenza clinica, in cui gli esami diagnostici siano richiesti solo se in grado di dare informazioni aggiuntive, utili alla diagnosi.

“Zero mortalità evitabile” si è aggiudicato il secondo premio assoluto. Obiettivo è stata l’identificazione precoce del deterioramento fisiologico dei degenti, attraverso la misurazione di alcuni parametri clinici al fine di prevenire l’evento acuto (arresto cardiaco) e ridurre la mortalità intraospedaliera.

Terzo posto per “Giù le mani dalla mia medicazione” che, grazie a una revisione del protocollo di medicazione dopo artroscopia di spalla e ginocchio, ha consentito di ridurre il rischio di potenziali contaminazioni.

Il premio “New team” è andato a “Meno esami in TIC”, progetto che si basa sulla constatazione della ridondanza dell’esecuzione sistematica di esami ematochimici a tutti i pazienti in TIC (Terapia Intensiva Cardiochirurgica). Il provvedimento conseguente è stata la razionalizzazione degli accertamenti.

Per la categoria “Eco-friendly”, il vincitore è stato “Fast & Light”, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei materassi antidecubito in terapia intensiva. Grazie a un cambio di appalto, viene cambiata solo la copertura e la pompa viene lasciata fissa, con benefici per gli operatori prima gravemente affaticati dalle operazioni di gonfiatura e sgonfiatura.

Il premio creatività è andato a “Prelievo con un sorriso”, che prevede il “prestito” di un tablet ai piccoli pazienti durante il prelievo, per rendere meno faticosa e stressante l’attesa di bimbi e genitori.

È stato apprezzato e ha ottenuto il premio della giuria di pubblico il progetto “Dossier di prericovero vagante”, che ponendosi l’obiettivo di reperire più facilmente i dossier di prericovero, ha riorganizzato il flusso di lavoro tra le unità operative coinvolte nel percorso di prericovero e il Servizio al paziente PARC.

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