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Cataratta, arriva la chirurgia a bassa pressione nella sala operatoria del futuro

Intervento di cataratta senza dolore grazie ad una chirurgia sempre più precisa e mini invasiva. Sono alcuni dei vantaggi dell’intervento ‘a bassa pressione’, importante passo avanti nella chirurgia di una malattia molto diffusa come la cataratta. Grazie a questo nuovo sistema che permette di tenere sotto controllo le quantità di liquidi in entrata e uscita, la pressione dell’occhio, nel corso dell’intervento, viene mantenuta ad un livello vicino a quello normale a differenza di quanto accade nell’intervento tradizionale. Questa è una delle novità che saranno presentate nel corso del Congresso di oculistica AICCER in programma a Rho dal 13 al 15 marzo in collegamento live con le sale operatorie di Humanitas.

 

La chirurgia della cataratta a bassa pressione

“Con i sistemi tradizionali a caduta – spiega il dott. Paolo Vinciguerra, direttore di Humanitas Centro Oculistico e organizzatore del Congresso AICCER, Associazione Italiana di Chirurgia della Cataratta e Refrattiva – durante la fase di aspirazione del cristallino frammentato o con ultrasuoni o con laser a femtosecondo, nel corso dell’intervento si utilizza uno strumento che aspira e allo stesso tempo infonde liquidi”. L’ingresso di questi liquidi può avvenire o a caduta, regolando la distanza fra la boccia di infusione e l’occhio, oppure con un sistema attivo che, controllando la pressione, inietta la quantità utile. L’infusione a caduta determina una regolazione meno precisa e, per mantenere un livello di sicurezza, un incremento della pressione intraoculare fino a 10 volte maggiore rispetto a quella normale dell’occhio. Sporadicamente questo incremento è percepito dal paziente come un senso di pressione e, talvolta, un lieve dolore che può richiedere una dose aggiuntiva di anestetico.

 

La sala operatoria del futuro

Un dialogo prima fra le macchine, poi col chirurgo che riceve le informazioni in tempo reale e le elabora. Risultato: maggiore efficienza durante l’intervento. Si tratta di una sala operatoria di ultima generazione in cui gli strumenti sono collegati attraverso un sistema wi-fi che permette la comunicazione fra loro. Ogni passo è pensato in funzione di quello successivo. Un sistema integrato tra femtosecondo, microscopio, facoemulsificatore e sistema che consente di posizionare con precisione la lente intraoculare alla fine dell’intervento. Il chirurgo ha sempre la supervisione delle informazioni in arrivo dagli strumenti o attraverso la proiezione all’interno della propria retina o attraverso l’emissione di frasi o suoni da parte delle macchine. “Durante la prima fase – spiega il dott. Vinciguerra – vengono effettuate le misurazioni per determinare le caratteristiche della cataratta e la lente che dovrà essere impiantata. Queste informazioni vengono trasferite al microscopio che proietta i dati al chirurgo”. Il femtosecondo ha già ricevuto le informazioni, sa dove si trova la pupilla, l’asse visivo, localizza l’astigmatismo e predispone i tagli per minimizzare il disturbo. Infine i dati vengono trasferiti al facoemulsificatore, strumento che elimina la cataratta mantenendo una pressione adeguatamente regolata”.

 

AICCER: chirurgia alla moviola e responsabilità sociale

Durante il Congresso, in programma a Rho dal 13 al 15 marzo, saranno effettuati dei collegamenti con le sale operatorie di Humanitas e gli specialisti potranno rivedere al rallentatore gli interventi per discuterne. AICCER non sarà soltanto un congresso scientifico, ma anche un’importante occasione per riflettere sulla responsabilità sociale. Spunti di riflessione saranno posti ai presenti dall’Associazione Cometa e dall’Opera San Francesco, fondata nel 1959 dai Frati Cappuccini di Viale Piave a Milano, che offre ai poveri assistenza gratuita e accoglienza.

 

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