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Capelli e cuoio capelluto: quando fare la visita tricologica?

La visita tricologica è un passaggio fondamentale per la valutazione di eventuali problematiche a carico di cuoio capelluto e capelli: si tratta di disturbi che, in alcuni casi, si associano anche a malattie sistemiche come disfunzionalità tiroidee, patologie autoimmuni o alterazioni di determinati valori ematochimici (per esempio la vitamina D o il ferro).

Quali sono le più importanti patologie dei capelli? E quali sono le possibilità di cura? Ne parliamo con il dottor Mario Valenti, dermatologo presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas Rozzano e ricercatore presso Humanitas University.

Cuoio capelluto: i problemi più comuni

Tra le patologie più comuni del cuoio capelluto si annoverano:

  • dermatite seborroica, caratterizzata da desquamazione e prurito tende a peggiorare nelle situazioni di stress e in autunno/inverno;
  • alopecia androgenetica, colpisce soprattutto il sesso maschile, ma può interessare anche la popolazione femminile prevalentemente a partire dalla menopausa;
  • alopecia areata, una patologia autoimmune con nuove opportunità terapeutiche.

Malattie del capello e patologie autoimmuni: quali correlazioni 

Alcune malattie dei capelli e del cuoio capelluto, come l’alopecia, sono spesso campanello d’allarme di patologie autoimmuni, per esempio il lupus eritematoso sistemico. In presenza di una patologia autoimmune, infatti, il sistema immunitario ha un’attività maggiore rispetto alla norma e si verificano determinate manifestazioni sistemiche che possono colpire anche i follicoli piliferi. In questo caso parliamo di forme di alopecia che, se non individuate precocemente, possono risultare estremamente difficili da trattare (soprattutto per le forme cicatriziali) e causare un danno estetico importante.

Malattie del cuoio capelluto: come si curano

Le cure per disturbi e patologie di capelli e cuoio capelluto dipendono dall’anamnesi farmacologica del paziente, dalle sue condizioni cliniche e dall’esame tricoscopico. Per le forme più lievi vengono abitualmente utilizzati integratori, lozioni detergenti apposite o terapie locali a base di Minoxidil al 2% o al 5% a seconda della severità della malattia. In presenza di malattie autoimmuni del cuoio capelluto, che nell’uomo possono interessare anche la barba, si possono usare invece cortisonici locali o sistemici. Per le forme più severe di alopecia areata e per l’alopecia universalis, inoltre, è da poco disponibile una nuova molecola (baricitinib) che consente di spegnere l’infiammazione e di ricostituire la chioma, le sopracciglia e le ciglia in una buona percentuale di pazienti migliorandone la qualità di vita.

Capelli e cuoio capelluto: i sintomi da non sottovalutare

I disturbi di capelli e cuoio capelluto possono, come abbiamo detto, essere associati a patologie più severe o, al contrario, essere facilmente risolvibili. È quindi importante che, all’insorgere di una sintomatologia sospetta, si faccia tempestivamente riferimento allo specialista dermatologo, prenotando una visita tricologica. Solo lo specialista, infatti, può definire il grado di severità del disturbo e indicare il percorso di cura più adeguato.

I sintomi che devono destare attenzione nel paziente sono:

  • diradamento
  • prurito del cuoio capelluto;
  • desquamazione del cuoio capelluto;
  • chiazze di alopecia (possono essere più o meno evidenti e spesso vengono individuate dal parrucchiere).

Come si svolge la visita tricologica?

La prima fase della visita tricologica prevede la raccolta anamnestica, durante la quale lo specialista ascolta i sintomi riportati dal paziente e valuta la sua storia clinica. Dunque, si procede con l’esame clinico e tricoscopico del capello e del follicolo pilifero, che consente di individuare l’eventuale attività di malattia e valutare lo stato di salute dei follicoli piliferi. A questo possono essere associati altri esami come il pull test che va a verificare la salute del capello e che, quando ha esito positivo, può essere indicativo della presenza di alcune patologie. A discrezione del medico, possono anche venire prescritte analisi ematochimiche per individuare eventuali carenze, per accertare lo stato di salute della tiroide o indagare il profilo di autoimmunità dei pazienti.

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