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Asma grave: i sintomi e come curarla

Con asma grave, anche conosciuta come asma severa, si intende quella forma di asma bronchiale che non risponde alla terapia ad alto dosaggio. È una patologia che compromette la qualità della vita di chi ne soffre, con instabilità dei sintomi e, spesso, riacutizzazioni che possono necessitare il ricorso alla terapia steroidea sistemica. A essere interessate da asma grave sono tra il 3,5% e il 10% delle persone asmatiche, ma grazie alla presa in carico multidisciplinare e alle terapie biologiche monoclonali, si può oggi avere un buon controllo dei sintomi e una quotidianità normale.

Ne parliamo con il dottor Sebastian Ferri, specialista del Centro di Medicina Personalizzata: Asma e Allergologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas Rozzano e presso gli ambulatori Humanitas Medical Care.

Asma grave: i sintomi e i fattori di rischio

Chi soffre di asma severa sviluppa una sintomatologia che comprende un forte senso di costrizione toracica, difficoltà respiratoria e funzionalità polmonare limitata. Si tratta di una patologia da non sottovalutare, poiché può anche mettere a rischio la vita e costringere i pazienti a dover accedere al Pronto Soccorso o essere ricoverati per risolvere le crisi più gravi. Tuttavia, ancora oggi assistiamo a una scarsa informazione e consapevolezza della popolazione circa la pericolosità per la vita dell’asma severo.

L’asma grave può essere correlata a una molteplicità di fattori scatenanti:

  • allergie
  • sforzo fisico
  • fumo di sigaretta
  • cambiamento del clima

È inoltre possibile che l’asma severo si correli a un sistema immunitario iperattivo, che provoca l’infiammazione e il restringimento delle vie respiratorie. 

Asma: fondamentale l’approccio multidisciplinare

L’asma severa, insomma, non va sottovalutata ed è importante farsi prendere in carico da centri specializzati che propongono un approccio multidisciplinare e una medicina personalizzata. Proprio l’approccio multidisciplinare, che coinvolge diverse figure specialistiche come lo pneumologo, l’allergologo o l’otorinolaringoiatra, è infatti fondamentale per la gestione della patologia: questa modalità di presa in carico consente infatti di identificare velocemente sia la tipologia di asma (fenotipo) di cui soffre il paziente, sia quelli che possono essere i singoli elementi destabilizzanti che la rendono, appunto, severa e incontrollabile

Tra questi, per esempio, bisogna menzionare la poliposi nasale, un’associazione che viene spesso riscontrata con l’asma bronchiale e in caso della quale, dunque, risulterà fondamentale la figura dell’otorinolaringoiatra. Un altro esempio è lasma allergica, in cui le allergie sono predominanti nel quadro clinico e implicano l’intervento dello specialista allergologo.

Come funziona la terapia biologica monoclonale

Negli ultimi decenni, la scienza ha fatto grandi passi nel trattamento delle forme più severe di asma. In determinati pazienti, non responsivi alla terapia inalatoria già ad alto dosaggio, con compromissione della qualità di vita e frequenti crisi respiratorie, è possibile avviare il trattamento con i farmaci biologici, ossia gli anticorpi monoclonali, che agiscono direttamente sul sistema immunitario, inibendo i meccanismi alla base del mantenimento e della degenerazione dell’asma grave. Si tratta di una terapia sottocutanea che inizialmente viene somministrata in ospedale ma che può successivamente essere effettuata al domicilio, con una cadenza che varia da una somministrazione ogni 14 giorni a una ogni 8 settimane, in relazione alla tipologia di farmaco scelto.

L’asma è una patologia cronica e, dunque, non è possibile ottenere una completa guarigione. Tuttavia, la terapia biologica ci permette di avere un controllo della sintomatologia tale da ridurre notevolmente il numero di riacutizzazioni, avere un effetto positivo sulla qualità della vita e sulla riduzione dei sintomi, che risultano meno impattanti, al punto da poter raggiungere quella che viene definita remissione clinica.

Malattie dell'apparato respiratorio

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