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Asma e Allergologia: fondamentali immunoterapia, multidisciplinarietà e medicina personalizzata e di precisione

Negli ultimi vent’anni l’allergologia è cambiata (con evidenti benefici per i pazienti) e un importante contributo a questo cambiamento è stato dato dal professor Giorgio Walter Canonica, Responsabile del Centro di medicina personalizzata Asma e Allergologia di Humanitas e docente di Humanitas University. A riconoscergli un ruolo fondamentale nel panorama internazionale e nella storia dell’Allergologia, la prestigiosa rivista Allergy, che a ottobre 2021 gli ha dedicato un articolo.

L’articolo, dal titolo Legends of Allergy and Immunology: Giorgio Walter Canonica – Physician, scientist, and visionary leader, ripercorre la carriera del professore che fin dagli anni Settanta, dopo la laurea in medicina, si è specializzato in pneumologia e allergologia e immunologia clinica; combinando le competenze acquisite in laboratorio con il collega Lorenzo Moretta, alla clinica. Dedicandosi, tra la Svezia e gli Stati Uniti, alle patologie allergologiche, Canonica è stato tra i pionieri della Ricerca sull’immunoterapia allergene specifica, il cosiddetto “vaccino” antiallergico, dimostrando per primo le modificazioni della risposta immunitaria indotte dal “vaccino sottocutaneo”, ha quindi  lavorato per l’introduzione della terapia sublinguale in sostituzione di quella sottocutanea. Una vita dedicata alla Ricerca e all’attività clinica, con i pazienti sempre al centro della propria attività, che è valsa al professor Canonica il titolo di “leggenda” da parte di Allergy.

Ripercorriamo con il professor Canonica i principali aspetti dell’immunoterapia allergene specifica e l’importanza di una medicina personalizzata e di precisione.

Immunoterapia e vaccino sublinguale: una rivoluzione contro le allergie

Viene comunemente chiamata “vaccino”, ma l’immunoterapia allergene specifica è una cura che va proseguita per almeno tre anni e il cui scopo è desensibilizzare il paziente allo specifico allergene che gli provoca reazioni patologiche e renderlo quindi “tollerante” allo stesso. L’immunoterapia prevede la somministrazione controllata di un allergene in piccole dosi e la terapia sublinguale, da questo punto di vista, come sottolinea il professor Canonica, ha rappresentato una vera e propria rivoluzione.

Il vaccino antiallergico sublinguale è infatti entrato in uso tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, ma è solo con lo Studio Randomised controlled trial of local allergoid immunotherapy on allergic inflammation in mite induced rhinoconjunctivis pubblicato su Lancet nel 1998, dal team di ricerca del professor Canonica, che è stato possibile dimostrare per la prima volta l’efficacia clinica combinata alla riduzione dell’infiammazione indotta dall’allergene.

“L’immunoterapia sottocutanea può dare degli effetti collaterali importanti, mentre il vaccino sublinguale è decisamente più sicuro. Inoltre, se il primo va somministrato da personale medico, il secondo può essere assunto autonomamente presso il proprio domicilio, con un evidente aumento della semplicità di assunzione e di qualità della vita di chi sta seguendo la terapia (per esempio durante il lockdown provocato da COVID-19 è stato possibile proseguire con la terapia sublinguale e non con la sottocutanea).
In Italia, l’85% delle immunoterapie allergene-specifiche avviene per via sublinguale. E bisogna anche tenere in considerazione che nel 15% delle terapie somministrate per via sottocutanea rientra anche il vaccino per gli imenotteri che attualmente non esiste in forma sublinguale”, spiega il professor Giorgio Walter Canonica.

Medicina personalizzata e medicina di precisione: un’unica strada

“Oggi è fondamentale parlare di medicina di precisione e di medicina personalizzata perché la terapia deve adattarsi di caso in caso alle esigenze del paziente, sia per quanto riguarda la sua storia clinica sia per quanto riguarda il suo stile di vita. Con l’immunoterapia abbiamo la possibilità di andare a colpire il singolo allergene, addirittura la singola molecola, che scatena la patologia allergica nel paziente, una precisione che ci viene garantita dai test diagnostici di ultima generazione: la diagnostica molecolare

Una volta individuato il target, la personalizzazione della terapia rende possibile offrire al paziente una serie di variabili tra cui scegliere, accompagnato dallo specialista. In caso di immunoterapia sottocutanea, per esempio, si può optare tra due diversi metodi di somministrazione (depot o non depot), mentre in caso di immunoterapia sublinguale il paziente può valutare se preferisce assumerla in gocce o pastiglie. Anche il dosaggio può essere standard o personalizzato in base a esigenze di terapia e di stile di vita che verranno valutate in accordo con il paziente. L’obiettivo è garantire al paziente una terapia efficace, facendo in modo che vi aderisca con costanza e precisione: cucirla insieme sulle sue esigenze e le sue preferenze è di certo la strada migliore. Insomma, non è più il tempo di pensare che ci sia una terapia standard uguale per tutti”, prosegue il professore. 

Medicina Personalizzata dell’Asma significa oggi poter diagnosticare la malattia identificando il meccanismo della stessa (precisione) e definire quale terapia biologica (anticorpi monoclonali verso differenti bersagli immunologici)  poter utilizzare nel singolo paziente. Questo permette un risultato clinico evidente per il paziente a cui si associa (e il Team di Humanitas è leader internazionale in tale aspetto) il risparmio o la sospensione dell’uso del cortisone orale, che purtroppo viene usato – e abusato – abitualmente nell’asma (oltre il 60-70% dei pazienti) e che tanti danni crea alla vita dei pazienti stessi”, conclude il professor Canonica. 

L’importanza di un team multidisciplinare di specialisti

Quando si parla di patologie allergiche, lo stesso paziente potrebbe facilmente presentare una sintomatologia variegata, per cui è necessario il consulto di medici di differenti specialità. Per fare un esempio, dagli studi risulta che l’80% degli asmatici soffra anche di rinite allergica e che il 42% presenti poliposi nasale. La valutazione multidisciplinare, in patologie così complesse, diventa dunque fondamentale e gli specialisti, come l’allergologo, il dermatologo, l’otorinolaringoiatra e lo pneumologo, devono lavorare in team per garantire al paziente la migliore assistenza possibile. 

Il Centro di medicina personalizzata Asma e Allergologia di Humanitas, guidato dal professor Canonica, risponde a queste esigenze cliniche unendo la competenza dei medici specialisti del team e l’attività di Ricerca, all’utilizzo di terapie di ultima generazione, come i farmaci biologici, in grado di intervenire su varie malattie, dall’asma, all’orticaria e alla dermatite atopica, dalla poliposi nasale all’esofagite eosinofila. 

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