La doxorubicina liposomiale è un farmaco che viene già utilizzato da anni nella terapia di vari tumori, specialmente in combinazione con altri chemioterapici. Humanitas Cancer Center ha recentemente pubblicato i risultati di una ricerca, che si è svolta fra il 2008 ed il 2012, sull’utilizzo del farmaco in una configurazione particolare, su pazienti con tumore della mammella in fase molto avanzata, che presentavano metastasi, con risultati interessanti. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Giovanna Masci, oncologa di Humanitas e principale referente dello studio, che è stato svolto nell’ambito della Breast Unit.

 

Dottoressa Masci, in cosa consiste la ricerca pubblicata?

Abbiamo utilizzato il farmaco in una modalità di assunzione settimanale, che potesse garantire l’assenza di effetti secondari significativi, in virtù di un basso profilo di tossicità della terapia. Tenendo conto che si trattava di pazienti in una fase molto avanzata, con presenza di malattia in forma secondaria (metastasi), la speranza era di ottenere buoni risultati in termini di controllo della patologia senza che questo potesse impattare negativamente sulla qualità della vita delle pazienti. Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti, poiché abbiamo riscontrato un controllo della  malattia nel 42% delle pazienti, al prezzo di una tossicità pressoché assente. Il farmaco è stato in grado di ottenere dei risultati anche in situazioni cliniche compromesse e alcune delle donne che hanno partecipato alla sperimentazione, grazie ad esso, sono tornate eleggibili per altri trattamenti, superando cosi una fase assai critica della patologia.

 

Quale sarà l’impatto di questo studio in termini pratici?

Poiché le evidenze sono state confermate, da parte nostra continueremo ad impiegare il farmaco nella pratica clinica e, probabilmente, molti altri centri faranno lo stesso sulla stregua dei buoni risultati da noi ottenuti. La nostra ricerca apre le porte ad  una ulteriore possibilità terapeutica e rappresenta un arricchimento dell’armamentario dei  trattamenti a basso profilo di tossicità per la patologia mammaria in fase avanzata. In futuro, le conoscenze da noi realizzate sull’utilizzo della doxorubicina liposomiale su base settimanale potranno rappresentare una base per ricercare ulteriori successi anche in altre patologie nelle quali il farmaco viene già comunemente utilizzato.