Artrite e artrosi: il nome di queste malattie reumatiche è molto simile e può trarre in inganno, ma stiamo parlando di due patologie differenti, soprattutto per quanto riguarda le cause, ovvero la presenza o meno dell’infiammazione alla loro base.

“Nell’artrite l’infiammazione, dunque la componente di sistema immunitario alterato, precede il danno articolare e ne è la causa principale. Viceversa, nell’artrosi il danno articolare è la causa del dolore e solo in un secondo momento può comparire l’infiammazione”, spiega in un’intervista a Buongiorno benessere il professor Carlo Selmi, responsabile della Reumatologia e Immunologia Clinica in Humanitas e docente di Humanitas University.

“Le malattie reumatiche colpiscono più frequentemente e in modo spesso più severo il sesso femminile. Nel caso dell’artrosi, questa generalmente compare in maniera più precoce e aggressiva nella donna; e anche se parliamo di artrite – è il caso, per esempio, dell’artrite reumatoide – abbiamo evidenza che l’80% circa delle persone che ne soffrono sono donne” precisa il professore. 

Prevenzione e stile di vita

“Lo stile di vita ha un impatto importante sul rischio di sviluppare una malattia reumatica. Per quanto riguarda l’artrosi, mantenere un peso adeguato può ridurre la progressione del danno dell’articolazione, sia che portino il peso (come le ginocchia) sia per altre parti del corpo come le mani. Per quanto riguarda l’artrite reumatoide, invece, il fumo di sigaretta è un importante fattore di rischio, dunque è importante che i pazienti abbandonino questa cattiva abitudine”.

Malattie reumatiche: i sintomi da tenere sotto controllo

“Le malattie reumatiche generalmente si manifestano con il dolore, che è il sintomo chiave. Si tratta di un dolore di tipo localizzato soprattutto a livello delle articolazioni. Per capire se provenga dall’infiammazione, dunque se sia il segnale di un’artrite, o dalla degenerazione dell’articolazione, e dunque sia presente un’artrosi, bisogna fare attenzione a una serie di fattori” continua lo specialista.

“Il primo è l’andamento del dolore durante la giornata: il dolore infiammatorio causato dall’artrite è peggiore al risveglio mattutino, quando l’articolazione è rimasta a lungo inattiva. Inoltre, si associa a una prolungata rigidità delle articolazioni, sempre al risveglio. Un’attività delle mani ridotta solo per qualche minuto è normale e non deve preoccupare, ma se si protrae oltre i trenta minuti può essere un campanello d’allarme. Anche il protrarsi di un gonfiore all’articolazione può far sospettare che ci sia una forma di artrite.

Artrite e artrosi sono malattie croniche, ma nel caso dell’artrite si possono tenere sotto controllo grazie a una terapia adeguata”, conclude il professore.

L’articolo è tratto da un’intervista del professor Carlo Selmi a Buongiorno benessere (Rai 1) del 17/10/2020.

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