La rimozione precoce del catetere in fase post-operatoria nei soggetti sottoposti a prostatectomia radicale robotica (RARP), che permette di ridurre i giorni di degenza ospedaliera, può comportare un risparmio di risorse economiche per le strutture ospedaliere, che potrebbero così rivolgerle ad altre destinazioni altrettanto urgenti.

È questa la conclusione di uno studio condotto dall’équipe di Urologia di Humanitas, guidata dal professor Giorgio Guazzoni, e pubblicata sullo European Urology Focus. Lo studio randomizzato ha visto la suddivisione in due gruppi di pazienti selezionati tra quelli sottoposti ad asportazione della prostata per via robotica a causa di un tumore. Al primo gruppo il catetere è stato rimosso precocemente, a tre giorni dall’operazione, al secondo gruppo, invece, dopo cinque giorni. 

I parametri di valutazione

Per valutare la fattibilità e i benefici economici della rimozione precoce del catetere a seguito di una prostatectomia radicale robotica, sono stati selezionati 146 pazienti sottoposti, tra settembre 2016 e marzo 2017, a prostatectomia radicale robotica per un tumore alla prostata con ricostruzione anatomica anteriore e posteriore. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: il primo, formato da 72 individui, a cui è stato rimosso il catetere al terzo giorno, e il secondo, formato da 74 individui, in cui la rimozione è avvenuta al quinto giorno. 

Tra i due gruppi sono stati comparati il tasso di ritenzione urinaria acuta e le perdite urinarie, il dolore e i malesseri post-operatori e le funzionalità post-operatorie iniziali e a medio termine, determinate tramite questionario. Inoltre è stato valutato l’impatto economico nella pratica clinica della rimozione precoce del catetere. 

I risultati dello studio

Dai risultati dello studio è emerso che episodi di ritenzione urinaria si sono verificati solo su due pazienti, uno per ogni gruppo di studio (1,4% dei casi), mentre episodi di perdite vescico-uretrali si sono verificati su un unico paziente del primo gruppo (0,7% dei casi). I livelli di malessere a livello uretrale e dolore sono stati significativamente più alti nel secondo gruppo. 

A livello economico, inoltre, rimuovere il catetere al terzo giorno dall’operazione invece che al quinto, è risultato comportare approssimativamente un risparmio di 80.000 euro e 405 giorni di ospedalizzazione all’anno.

Lo studio, dunque, ha evidenziato come la rimozione del catetere a tre giorni da una prostatectomia radicale robotica non provoca un aumento delle complicazioni perioperatorie e comporta, invece, un evidente risparmio in termini di risorse ospedaliere.